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Sicurezza all'interno di un apparecchio

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[11] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 dic 2015, 12:21

GiudiceDiPace ha scritto:critto che l'immissione sul mercato deve essere "onerosa" ?


DEFINIZIONI

Messa a disposizione sul mercato: fornitura di un prodotto per la distribuzione, il consumo o l’uso sul mercato comunitario a titolo oneroso o gratuito.
Immissione sul mercato: la prima messa a disposizione di un prodotto sul mercato comunitario.

Meglio così? Mi realizzo un'apparecchiatura, non la fornisco, distribuisco o uso nel mercato, ma solo a casa mia.
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[12] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteGiudiceDiPace » 19 dic 2015, 12:57

... realizzo un prototipo presso il mio laboratorio ... ritengo che funzioni e .... affido solo a pochissimi tecnici scelti, dichiaro con chiarezza questi : < attenzione che questo oggetto [che ti fornisco intero e funzionante] NON è un prodotto finito che chiunque possa utilizzare, è una forma sperimentale che può essere utilizzato solo in laboratorio, solo da persone esperte e solo con metodiche che solo un esperto può conoscere ...

Questa non è immissione (o messa a disposizione) sul mercato !
La stai dando a persone ben precise (esperte ed adeguatamente formate) ma soprattutto NON perché la possano usare liberamente ma perché ci facciano i test che tu gli chiedi.

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[13] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto Utenteboiler » 19 dic 2015, 14:53

GiudiceDiPace ha scritto:La stai dando a persone ben precise (esperte ed adeguatamente formate) ma soprattutto NON perché la possano usare liberamente ma perché ci facciano i test che tu gli chiedi.


Che è esattamente la situazione che ho descritto nel post di apertura.
E se non ti è chiaro l'"ovviamente", posso spiegarti la differenza tra costi fissi e variabili e di come una certificazione FCC (10'000 dollari) influenzi il costo di un prototipo costruito in due esemplari.

Foto UtenteMike: grazie per la risposta. La domanda nasce dal fatto che le certificazioni le facciamo fare da consulenti esterni. Non abbiamo il know-how per costruire come se dovesse venir certificato. Buona l'idea della scatola a doppio isolamento nella scatola "normale". Riguardo a questa tua affermazione:
A monte è limitato dal fusibile a valle per cui non cambia nulla.

Se ho un guasto all'isolazione della fase e per un contatto da qualche parte comincia a scorrere una corrente importante (a monte del fusibile), la protezione non è data. O sbaglio? Scusa se la domanda non ha senso, di solito mi occupo di 3.3 V e qualche mA ;-)
Questo è tra l'altro il motivo per cui uso la scatola metallica con messa a terra: in caso di guasto all'isolazione della fase stacca il magnetotermico, in caso di guasto all'isolazione del neutro scatta il differenziale (non appena c'è abbastanza assorbimento di corrente).

Foto Utente6367: ottima notizia, ma pur non certificando nulla, vorrei evitare danni :mrgreen:

Foto UtenteSediciAmpere: i cavetti sono adatti all'uso fino a 500 V

Grazie a tutti e saluti
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[14] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 dic 2015, 16:42

Foto Utenteboiler bisogna inquadrare sempre il campo di applicazione. Ogni campo ha le sue regole e responsabilità. Un'apparecchiatura elettrica viene collegata alla rete elettrica tramite una presa a spina o allacciata a una linea di alimentazione. Dalle potenza in gioco presumo che l'apparecchiatura in oggetto sia alimentata da una presa a spina di tipo civile (max 16A). In questo caso per la protezione dai contatti indiretti non mi devo preoccupare perché ci ha già pensato chi ha progettato/realizzato l'impianto elettrico, devo solo garantire la continuità elettrica delle masse con il conduttore di protezione (PE).
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[15] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteGiudiceDiPace » 19 dic 2015, 23:43

Mi dispiace Foto Utenteboiler ma ho l'impressione che i stai arrampicando sugli specchi....
boiler ha scritto: ... facciamo spesso dei prototipi o degli apparecchi in serie limitatissima (1-2 esemplari). Questi aggeggi non vengono venduti, ma sono usati solo internamente o dati a partner (spesso università) ...

Ma questi apparecchi, li consegni ad un laboratorio perché ci facciano dei test, e SOLO dei test, e magari alla fine te li restituiscono (quello che descrivevo io) o li dai, anche ad un numero limitato di persone e per un uso limitato..., ma pur sempre perché li possano USARE per lo scopo per cui sono stati prodotti ?

La differenza sembra piccola ma è sostanziale.

Insomma: se qualcuno si fa male (speriamo sempre di no) puoi CHIARAMENTE dimostrare che lo sapevano e che non dovevano ... oppure loro possono dire che credevano che fosse tutto sicuro e certificato .... ?

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[16] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto Utenteboiler » 20 dic 2015, 18:16

non riesco nemmeno ad immaginare un laboratorio che riceve da Foto Utenteboilerla scatola famosa, BEN CHIUSA E PIU' O MENO FUNZIONANTE e la prova senza nemmeno aprirla e fare qualche misura a scatola aperta e mentre è in tensione


In realtà lo scenario classico è un po' diverso: noi facciamo sensori per diverse grandezze chimiche e fisiche.
Ogni tanto ci viene un'idea e vogliamo verificare se il principio di misura funziona. Costruiamo un prototipo e lo testiamo.

Ci sono però cose che non possiamo o vogliamo testare nel nostro laboratorio (sostanze altamente tossiche, batteri patogeni, cose che richiedono un'infrastruttura complitaca che non abbiamo). In questi casi diamo il prototipo ad un laboratorio attrezzato che fa i test per noi.

Boiler
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