Ho cercato in rete "autodiodo" e pare che serva ad impedire il danneggiamento di circuiti elettronici da parte di una batteria tampone quando viene a mancare la corrente dalla rete di dstribuzione al circuito di ricarica della batteria medesima
http://www.microst.it/Progetti/batt_tampone_3.html
piscina -> impianto clorozono -> diodo ?
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Questi diodi sono per alte correnti (>25A) e quindi devono essere raffreddati. Sono realizzati in un contenitore che viene inserito a pressione nel dissipatore che è quindi collegato ad un capo del diodo stesso. Questo salva spazio, lavoro di montaggio e di connessione.
Il nome autodiodo (Autodiode->Automotive diode) fa riferimento al fatto che questi diodi sono molto usati sui veicoli, ad esempio sull'alternatore, e sfruttano le masse metalliche o la carrozzeria per il raffreddamento.
Tecnicamente il nome sarebbe press fit diode.
Un link dove trovare le forme dei package principali:
http://www.peterparts.com/%5CCatalogPag ... 5C2580.pdf
però possono essere abbastanza a fantasia del costruttore, essenzialmente perché li adegua ad una applicazione specifica.
Dove non si conficcano nel radiatore ci può essere disponibile un "bullone" per un fissaggio in un foro senza pressa:
http://www.gpecsrl.net/componenti-elett ... l?id=23695
Attenzione perché , per quasi ogni sigla, ne esistono due versioni:
N = Normal Polarity (cathode to case)
R = Reverse Polarity (anode to case)
Un paio di fogli dati tanto per aggiungere altre info:
http://www.irf.com/product-info/datasheets/data/8af.pdf
http://www.cotra.com.tw/up/AUTO/PTFR2502-2506.pdf
Vanno ovviamente bene anche per quello che dici tu.
Però, resto sempre perplesso.
- l' alimentatore ha elettronica o solo trafo+ponte?
- a valle dell' autodiodo ci va una batteria?
Il nome autodiodo (Autodiode->Automotive diode) fa riferimento al fatto che questi diodi sono molto usati sui veicoli, ad esempio sull'alternatore, e sfruttano le masse metalliche o la carrozzeria per il raffreddamento.
Tecnicamente il nome sarebbe press fit diode.
Un link dove trovare le forme dei package principali:
http://www.peterparts.com/%5CCatalogPag ... 5C2580.pdf
però possono essere abbastanza a fantasia del costruttore, essenzialmente perché li adegua ad una applicazione specifica.
Dove non si conficcano nel radiatore ci può essere disponibile un "bullone" per un fissaggio in un foro senza pressa:
http://www.gpecsrl.net/componenti-elett ... l?id=23695
Attenzione perché , per quasi ogni sigla, ne esistono due versioni:
N = Normal Polarity (cathode to case)
R = Reverse Polarity (anode to case)
Un paio di fogli dati tanto per aggiungere altre info:
http://www.irf.com/product-info/datasheets/data/8af.pdf
http://www.cotra.com.tw/up/AUTO/PTFR2502-2506.pdf
Vanno ovviamente bene anche per quello che dici tu.
Però, resto sempre perplesso.
- l' alimentatore ha elettronica o solo trafo+ponte?
- a valle dell' autodiodo ci va una batteria?
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Brianz
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elektronik ha scritto:Quindi il diodo e buono. A questo punto devi guardare a monte per vedere se non c'è qualche altro problema, il fatto e chiaro, tu stesso hai confermato che il diodo riscaldava, se era interrotto non si sarebbe riscaldato, se era in corto si bruciava il fusibile e se non cera. vedevi le fumate indiane nel trasformatore.
giustissimo
quello che mi lascia ancora perplesso é la necessità di avere questo autodiodo nell'impianto, che nel caso di un impianto spento non puo' creare delle tensioni che mi distruggano il trasformatore raddrizzatore xché non é una batteria, ed il fatto che debba esserci uno sviluppocosi importante di calore
Ultima modifica di
alev il 26 mag 2016, 19:02, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Corretta quotatura
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franzellin
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Il calore è dovuto all'assorbimento o da un assorbimento eccessivo, puo d'arsi che ci sia un guasto nel circuito utilizzatore di tale diodo, Un ponte prima del diodo non saprei a cosa serve, il diodo dopo il ponte!!?. se il trasformatore gli da tensione il diodo è alimentato e quindi riscalda perche alimenta qualcosa, se no, dovresti staccare il trasformatore.
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elektronik
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cerco di riassumere:
1) un trasformatore raddrizzatore vecchio di 30 anni mi da una corrente continua con corrente da 0 a 15 amp ed una tensione correlata tra gli 0 ed i 15Volts
2) posiziono l'impianto in modo che sull'indicatore dell'corrente ci sia scritto 10amp che corrispondono a circa 10 volt
3) il cavo + si collega sulla testa dell AUTODIODO che a sua volta é fissato su una aletta fissata su una scatoletta in ghisa che fa da dissipatore di calore
4) dall'aletta il cavo+ continua verso una prossima scatola con 1 resistenza di 30 Ohm che a detta del tecnico serve per ridurre la produzione di cloro ( la domanda che insorge é , perché non mi fanno ridurre l'corrente al trasformatore e tolgono la resistenza?)
5) dalla seconda scatola i cavi vanno a 2 elettrodi per l'elettrolisi del sale con l'acqua, creando cl- e naoh+ , il naoh viene raccolto come soda caustica che si butta via o si usa come diserbante e il cl e mi manca un atomo di idrogeno che non so dove mettere, va nell'acqua della piscina
autodiodo: é evidente che c'e un forte sviluppo di calore, ma leggendo le specifiche dei Diodi leggevo che essi assorbono circa 1% dell'energia per cui viaggiando a 10V e 10A , essi dovrebbero consumare 1Watt... ossia scaldare poco
L'autodiodo, come ho appreso, serve per proteggere i circuiti con batterie, nel mio circuito non ce ne sono
Il circuito é in corrente continua
adesso grazie a Voi tutti l'impianto rifunziona e l' acqua della piscina é buona ma resto ancora curioso...
1) un trasformatore raddrizzatore vecchio di 30 anni mi da una corrente continua con corrente da 0 a 15 amp ed una tensione correlata tra gli 0 ed i 15Volts
2) posiziono l'impianto in modo che sull'indicatore dell'corrente ci sia scritto 10amp che corrispondono a circa 10 volt
3) il cavo + si collega sulla testa dell AUTODIODO che a sua volta é fissato su una aletta fissata su una scatoletta in ghisa che fa da dissipatore di calore
4) dall'aletta il cavo+ continua verso una prossima scatola con 1 resistenza di 30 Ohm che a detta del tecnico serve per ridurre la produzione di cloro ( la domanda che insorge é , perché non mi fanno ridurre l'corrente al trasformatore e tolgono la resistenza?)
5) dalla seconda scatola i cavi vanno a 2 elettrodi per l'elettrolisi del sale con l'acqua, creando cl- e naoh+ , il naoh viene raccolto come soda caustica che si butta via o si usa come diserbante e il cl e mi manca un atomo di idrogeno che non so dove mettere, va nell'acqua della piscina
autodiodo: é evidente che c'e un forte sviluppo di calore, ma leggendo le specifiche dei Diodi leggevo che essi assorbono circa 1% dell'energia per cui viaggiando a 10V e 10A , essi dovrebbero consumare 1Watt... ossia scaldare poco
L'autodiodo, come ho appreso, serve per proteggere i circuiti con batterie, nel mio circuito non ce ne sono
Il circuito é in corrente continua
adesso grazie a Voi tutti l'impianto rifunziona e l' acqua della piscina é buona ma resto ancora curioso...
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franzellin
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Alcune precisazioni per concludere
- l'autodiodo è un diodo come qualsiasi altro e si può usare ogni volta che serva un diodo con quelle caratteristiche. Non ha sicuramente l'unica funzione di fare da protezione in circuiti a batterie
- la faccenda dell'1% : in un circuito cc un diodo trasforma in calore il prodotto della corrente per la sua tensione di conduzione. Indipendentemente dalla percentuale.
In questo caso , dando come tensione di conduzione 0.7V, @ 10A si hanno 7W in calore, che non è molto, ma neanche poco e richiede raffreddamento.
La resistenza scalderà in modo quanto mai evidente: 30ohm @ 10A è la potenza utile per un forno da cucina di grosse dimensioni.
A questo punto non mi tornano i conti:
30ohm @ 10A = 300V ?
10V / 30ohm = 0.33A ?
Comunque, se per qualche ragione sconosciuta il tutto funziona, meglio lasciarlo in pace e non indagare oltre: finisce che l'autodiodo si ritrova con un tasso amperometrico nella giunzione superiore al limite di legge e gli tolgono la patente a semicondurre...
- l'autodiodo è un diodo come qualsiasi altro e si può usare ogni volta che serva un diodo con quelle caratteristiche. Non ha sicuramente l'unica funzione di fare da protezione in circuiti a batterie
- la faccenda dell'1% : in un circuito cc un diodo trasforma in calore il prodotto della corrente per la sua tensione di conduzione. Indipendentemente dalla percentuale.
In questo caso , dando come tensione di conduzione 0.7V, @ 10A si hanno 7W in calore, che non è molto, ma neanche poco e richiede raffreddamento.
La resistenza scalderà in modo quanto mai evidente: 30ohm @ 10A è la potenza utile per un forno da cucina di grosse dimensioni.
A questo punto non mi tornano i conti:
30ohm @ 10A = 300V ?
10V / 30ohm = 0.33A ?
Comunque, se per qualche ragione sconosciuta il tutto funziona, meglio lasciarlo in pace e non indagare oltre: finisce che l'autodiodo si ritrova con un tasso amperometrico nella giunzione superiore al limite di legge e gli tolgono la patente a semicondurre...
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Brianz
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grazie,
la prima volta che il tecnico OSPA ritorna da me, mi faccio dare ulteriori dettagli
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franzellin
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