Mi sembra di capire che per quanto riguarda la responsabilità ci sono opinioni diametralmente opposte, ma che nessuno è a conoscenza di limitazioni circa il fatto di poter firmare nell'ambito dello scopo di un lavoro subordinato, che poi era l'oggetto primario della domanda.
grazie a tutti.
Dipendente che firma progetti
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Mike
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fabiosge ha scritto:Mi sembra di capire che per quanto riguarda la responsabilità ci sono opinioni diametralmente opposte,
Limitazioni: non ci sono
Responsabilità penale: nessuna opinione opposta, rimane in capo DIRETTAMENTE al progettista.
Responsabilità civile: da vedersi
Altrove. .Volutamente Anonimo
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NSE ha scritto:...
Quindi non è vietato. Solo che è evitabile, fatto salvo che non vi siano accordi contrattuali vantaggiosi per ambo le parti.
Mi sento di quotare in pieno questa valutazione

⋮ƎlectroYou e ne sai di più!
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A mio avviso, credo tu possa farlo, non penso ci siano impedimenti anche perché non c'è nulla di sbagliato nel firmare come professionista, anzi! Valore in più per l'azienda (che potrebbe riconoscerti un plus, se non sei impiegato come progettista) ma questo può essere un altro topic...
⋮ƎlectroYou e ne sai di più!
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Di seguito espongo quello che so io sull'argomento.
La firma su di un progetto la può apporre, secondo la legislazione vigente (p.e. DM 37/2008), solo chi è iscritto al proprio Albo/Collegio professionale. Non importa se svolge attività di progettazione in regime subordinato od autonomo.
Il soggetto che firma un progetto, perché richiesto per legge, si assume con la firma tutte le responsabilità del caso e quindi :
1) responsabilità penale se nel suo operato sono rilevabili profili di rilevanza penale e questa responsabilità non è derogabile ma personale, cioè se la puppa solo ed esclusivamente chi ha firmato il progetto;
2) responsabilità civile, generalmente a carattere economico di tipo risarcitorio del danno, e questa responsabilità può essere derogata ad altro soggetto secondo specifici accordi (anche tramite polizze assicurative).
Tutte le attività che hanno rilevanza sociale con ricadute sulla collettività sono svolte da soggetti appartenenti ad un ordine professionale : medici, agronomi, ingegneri, architetti, geometri, psicologi, periti industriali ecc. ecc. (sicuramente ho dimenticato qualcuno).
L'accesso ad un ordine professionale è subordinato al possesso di un idoneo titolo di studio, tirocinio ed esame di stato.
L'iscrizione ad un Albo/Collegio è presunzione di competenza e professionalità e quindi i soggetti iscritti sono abilitati a fornire prestazioni rilevanti nei confronti della collettività ed è per questo che chi è iscritto ad un ordine professionale e fa la competente attività ha le responsabilità 1) e 2) di cui sopra.
Se non è richiesta la firma su di un progetto, secondo una specifica legge, l'attività di progettazione può essere svolta da chiunque ritiene di essere in grado di farlo. Questo è il caso del progetto elettronico di una scheda o di un firmware/software anche complessi (anche di un quadro elettrico inteso come componente).
Ora questo direi che è senza dubbio lavoro per ingegneri elettronici/informatici però io vedo ingegneri elettronici/informatici iscritti all'Albo solo perché si occupano principalmente di sicurezza....................
Detto questo il dipendente che firma dei progetti come dipendente dovrebbe essere remunerato, oltre il normale stipendio, con una quota a parte perché si becca sempre la responsabilità 1), e non è poco, e comunque la responsabilità 2) dovrebbe essere coperta comunque dalla ditta che ha assunto il progettista.
La firma su di un progetto la può apporre, secondo la legislazione vigente (p.e. DM 37/2008), solo chi è iscritto al proprio Albo/Collegio professionale. Non importa se svolge attività di progettazione in regime subordinato od autonomo.
Il soggetto che firma un progetto, perché richiesto per legge, si assume con la firma tutte le responsabilità del caso e quindi :
1) responsabilità penale se nel suo operato sono rilevabili profili di rilevanza penale e questa responsabilità non è derogabile ma personale, cioè se la puppa solo ed esclusivamente chi ha firmato il progetto;
2) responsabilità civile, generalmente a carattere economico di tipo risarcitorio del danno, e questa responsabilità può essere derogata ad altro soggetto secondo specifici accordi (anche tramite polizze assicurative).
Tutte le attività che hanno rilevanza sociale con ricadute sulla collettività sono svolte da soggetti appartenenti ad un ordine professionale : medici, agronomi, ingegneri, architetti, geometri, psicologi, periti industriali ecc. ecc. (sicuramente ho dimenticato qualcuno).
L'accesso ad un ordine professionale è subordinato al possesso di un idoneo titolo di studio, tirocinio ed esame di stato.
L'iscrizione ad un Albo/Collegio è presunzione di competenza e professionalità e quindi i soggetti iscritti sono abilitati a fornire prestazioni rilevanti nei confronti della collettività ed è per questo che chi è iscritto ad un ordine professionale e fa la competente attività ha le responsabilità 1) e 2) di cui sopra.
Se non è richiesta la firma su di un progetto, secondo una specifica legge, l'attività di progettazione può essere svolta da chiunque ritiene di essere in grado di farlo. Questo è il caso del progetto elettronico di una scheda o di un firmware/software anche complessi (anche di un quadro elettrico inteso come componente).
Ora questo direi che è senza dubbio lavoro per ingegneri elettronici/informatici però io vedo ingegneri elettronici/informatici iscritti all'Albo solo perché si occupano principalmente di sicurezza....................
Detto questo il dipendente che firma dei progetti come dipendente dovrebbe essere remunerato, oltre il normale stipendio, con una quota a parte perché si becca sempre la responsabilità 1), e non è poco, e comunque la responsabilità 2) dovrebbe essere coperta comunque dalla ditta che ha assunto il progettista.
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Il progettista che firma progetti in attività riservate per legge, come per esempio il DM 37/08, è responsabile personalmente penalmente e civilmente. La sua posizione contrattuale non c'entra assolutamente nulla.
Nel caso sia dipendente avrà stipulato nel contratto questa mansione e il congruo compenso che tenga conto dell'attività professionale svolta e relative responsabilità, oltre agli aspetti relativi all'assicurazione professionale.
In caso di contenziosi civili chi ne risponde in prima persona sarà sempre l'azienda, la quale poi, potrà fare rivalsa sul dipendente qualora sia dimostrato che abbia agito con: incompetenza, imperizia, imprudenza.
Nel caso penale le responsabilità si spalmano a tutti gli attori coinvolti, ognuno per le proprie competenze e responsabilità.
Il progettista dipendente che in un processo dovesse difendersi per una scelta progettuale errata che non voleva fare ma è stato costretto dal datore di lavoro, è un cretino.
Nel caso sia dipendente avrà stipulato nel contratto questa mansione e il congruo compenso che tenga conto dell'attività professionale svolta e relative responsabilità, oltre agli aspetti relativi all'assicurazione professionale.
In caso di contenziosi civili chi ne risponde in prima persona sarà sempre l'azienda, la quale poi, potrà fare rivalsa sul dipendente qualora sia dimostrato che abbia agito con: incompetenza, imperizia, imprudenza.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Mike ha scritto:Il progettista dipendente che in un processo dovesse difendersi per una scelta progettuale errata che non voleva fare ma è stato costretto dal datore di lavoro, è un cretino.
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questa è davvero poco felice.Mike ha scritto:(...) Il progettista dipendente che in un processo dovesse difendersi per una scelta progettuale errata che non voleva fare ma è stato costretto dal datore di lavoro, è un cretino.
Se sussiste una imposizione, la manifesta subalternità probabilmente snatura l'essenza del progetto stesso e rimette in discussione le responsabilità.
Saluti
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Mike ha scritto:Il progettista dipendente che in un processo dovesse difendersi per una scelta progettuale errata che non voleva fare ma è stato costretto dal datore di lavoro, è un cretino.
......epico!!!!
più che cretino direi completamente incosciente del guaio in cui si è andato a infilare.
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