GateArray ha scritto:Mi permetto, Raffaele, di farti notare cosa hai scritto....se "persino" un ufficio centrale non può modificare le figure, mi spieghi a che servirebbe rifarle ed inviarle durante una inchiesta pubblica? Forse non ho capito bene l'iter....
Uno dei fondamenti della normazione tecnica, come detto al post 192, è l'autoregolamentazione:
le persone che scrivono le norme sono le stesse destinate ad utilizzarle.
Il CEI - struttura centrale non è un utilizzatore di norme in senso stretto (cioè per noi le norme devono essere chiare e coerenti fra di loro, ma non le applichiamo per fare dei progetti o dei prodotti),
voi sì.
Una volta inviato in Inchiesta pubblica, il documento è soggetto al parere della comunità elettrotecnica, e quindi il CT è tenuto ad esaminare i commenti ricevuti. I commenti arrivano alla nostra direzione tecnica che li gira ai responsabili dei Comitati (Presidente, Segretario, Segretario tecnico referente, Coordinatori del GL). Il CT esamina i commenti e li accetta oppure no, in funzione della regola del consenso (v. post 192).
E' possibile però che un commento giusto, ma scritto in maniera ambigua, oppure con necessità di ulteriori chiarimenti, non passi perché l'autore non è presente in riunione, quindi nei casi più difficili da dirimere succede che il CT invita l'autore del commento (anche se non iscritto) per quella particolare occasione.
Quindi confermo: l'ufficio centrale, di propria inziativa, non può modificare le norme (salvo bloccare la pubblicazione in caso di incongruenze con altre norme); i commenti in Inchiesta pubblica possono dar luogo a modifiche dei documenti in preparazione, secondo il parere del CT.
Tutto quanto detto sopra vale per i documenti normativi (norme e guide) a livello nazionale, prima della pubblicazione definitiva. Per i documenti internazionali, quanto detto si applica alla posizione italiana, che poi verrà peresentata in IEC o CENELEC dal delegato nazionale.