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Impianti illuminazione pubblica in classe II

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[21] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 nov 2008, 11:32

Posso capire il tecnico comunale o quello dell'Anas che sparano cavolate come quella che il differenziale è meglio metterlo lo stesso per sicurezza, ma sicurezza de che? Si coordina con cosa? chi è che fa le manutenzioni? Pippo, Pluto, Paperino o personale competente? Ma da un tecnico progettista mi aspetto qualche ragionamento più concreto e realistico del topolino che rosicchia il cavo :D ...
Dopo per carità, tutti dobbiamo campare e non vogliamo rogne, ma qui non stiamo discutendo tra mettere una protezione dove serve ma di metterla dove non serve a nulla... Per servire dovrebbe essere al massima da 30 mA per una protezione addizionale dai contatti diretti come afferma qualcuno, ok, benissimo ma ha senso? chi fa manutenzione con l'impianto in tensione? E se lo fa ci sono le modalità previste dalla norma per operare con l'impianto in tensione. E poi, un 30 mA può scattare intempestivamente e lasciare tutto al buio? Può essere, e allora bisogna metterli di quelli ad autoriarmo, poi bisogna verificare e tenerli in efficienza e quindi i costi vanno ad aumentare per non avere alcun beneficio reale...
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[22] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentegiorgiodavid » 19 nov 2008, 12:35

Nella pratica il differenziale interviene anche con una terra di fatto... per esempio, da "esperimenti" effettuati sul campo, ho pututo constatare che il diff interviene anche se collego un'utlizzatore (es. lampada) tra la fase e la ringhiera del mio giardino e non ci sono stati calcoli di coordinamento vari o meglio, risulta coordinato di fatto, anche se nella teoria potrebbe non esserlo in alcuni casi. Da qui potrebbe essere valido l'esempio del topolino, poi, il fatto che teoricamente il diff è inutile sono d'accordo e sono d'accordo con ciò che ha detto Mike, ma forse, in effetti, bisogna anche trovare le situazioni impossibili e impensabili.
Se entrambi abbiamo una mela e ce le scambiamo, avremo sempre una mela ciascuno... se entrambi abbiamo un'idea e ce le scambiamo, entrambi avremo due idee.
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[23] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentefpalone » 19 nov 2008, 12:55

Volendo al limite "coordinare" il differenziale presente in un sistema di illuminazione pubblica in classe II, non essendo possibile valutare la resistenza di terra (non c'è un impianto di terra...) ma dovendosi affidare a una stima grossolana delle "terre di fatto" (ed anche qui non mi prenderei mai le responsabilità di tale stima), si dovrebbe scegliere un valore di Id veramente basso, nell'ordine dei 30 o dei 100 mA; tale valore a chi ha a che fare con impianti di illuminazione pubblica di una certa lunghezza suggerisce immediatamente scatti intempestivi per le correnti capacitive e di dispersione.
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[24] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteIvape » 19 nov 2008, 13:15

Personalmente, da progettista, negli impianti in classe II, io prescrivo un differenziale autoripristinante tarato a Idn 0,3/0,5 A, per ottenere una protezione supplmentare.
Ho fatto questa scelta sulla base di un fatto realmente accaduto, nel quale sono stato chiamato a verificare il motivo per il quale un palo a seguito di un incidente era in tensione.
L'incidente ha piegato e schiacciato il palo di acciaio, i cavi a doppio isolamento sono stati danneggiati ed i conduttori in rame sono entrati in contatto con il palo stesso, la corrente di guasto non era sufficiente a far intervenire l'interruttore magnetotermico posto a monte in quanto l'impedenza della linea (nel caso specifico di lunghezza circa 1 km) era troppo elevata.
E' vero che il cavo doveva essere coordinato con il magnetotermico, ma in quel caso non lo era perché qualcuno aveva sostituito il magnetotermico con uno avente In maggiore.
Quindi, visto che sempre dalla mia esperienza ho appurato che le manutenzioni sugli impianti di illuminazione pubblica sono effettuate anche dagli "idraulici comunali" (per fare un esempio) o da altro personale non competente, i quali sostituiscono anche lampade, interruttori, cablaggi, ecc.., ho fatto una valutazione dei rischi, ed ho ritenuto che investire 200/300 € sulla sicurezza delle persone nei casi sopra descritti (e di incidenti che piegano o trnciano pali e cavi ne accadono molto spesso, fortunatamente raramente accadono casi come quello sopra descritto) sia corretto.
Anche in considerazione che rispetto al costo totale degli impianti molto spesso si tratta di una cifra irrisoria.

Ah, ora che ricordo, una volta mi hanno chiamato a verificare il motivo per il quale il differenziale autoripristinante interveniva molto spesso, il fatto era dovuto ad un alimentatore lampada guasto e malamente installato all'interno della lampada, per il quale la corrente di guasto verso terra, superiore alla taratura del differenziale di 0,5 A, usava come dispersore il palo stesso ...........

E questa è stata una conferma alla validità della scelta di prescrivere il differenziale autoripristinante.

Ciao e buon lavoro
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[25] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 nov 2008, 14:56

Quella dell'incidene stradale è un'altra leggenda metropolitana... se questo fosse un rischio concreto la norma stessa prevederebba già l'obbligo di utilizzare anche negli impianti in classe 2 l'uso del differenziale, oppure obbligherebbe all'utilizzo di impianti solo in classe 1. Non voglio mettere in dubbio i fatti da te raccontati ma il provvedimento preso è in funzione di comportamenti e gestioni non conformi, per esempio la mancanza del coordinamento con la corrente di guasto perché qualcuno ha sostituito l'interruttore e la mancata formazione e competenze di chi esegue le manutenzioni. Se si agisce secondo la regola d'arte vigente non ci sono motivi validi per inserire dispositivi differenziali in impianti in classe 2. E' come dire: non sono capace di nuotare, voglio andare al largo, con il mare in tempesta, magari dopo mangiato, ma almeno ho il salvagente...
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[26] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteIvape » 19 nov 2008, 16:22

Caro Mike il caso da me riportato non era una leggenda, poi ogni professionista si assume la responsabilità delle scelte tecniche ed economiche di ciò che progetta.
Per quanto riguarda la regola d'arte,
tutti conosciamo qual è il livello degli impianti e la tendenza degli impiantisti che ogni giorno incontriamo (questo non significa che non ci sono installatori professionisti !),
tutti siamo a conoscenza che non vengono fatte le verifiche degli impianti se non in caso di incidente o guasto,
tutti siamo a conoscenza che la manutenzione viene effettuata solo in casi sporadici,
quindi, sulla base di tutto ciò ed in conformità alle norme vigenti io ho fatto la mia scelta.
Poi ognuno fa le proprie considerazioni e firma i propri progetti....
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[27] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 nov 2008, 16:57

Scusa Ivape ma sono stato frainteso, la leggenda metropolitana non era riferita al tuo episodio, infatti ho scritto appositamente che "Non voglio mettere in dubbio i fatti da te raccontati...", condivido pienamente la tua opinione, non sull'uso del differenziale :D ma sul fatto che ognuno deve essere libero di operare come meglio crede assumendosene le responsabilità.
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[28] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto UtenteIvape » 19 nov 2008, 17:20

Tranquillo Mike, l'avevo capito, volevo solo puntualizzare che ogni progettista ragionando con la propria testa e sulla base delle proprie esperienze e competenze, giunge a considerazioni diverse sulla modalità di attuare le protezioni sulla stessa tipologia di impianti.
Ciao e buon lavoro.
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[29] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentemichelaus76 » 19 nov 2008, 23:58

Cari signori, sull'uso del differenziale e altri argomenti, io vorrei ribadire che non c'è niente di più sbagliato che fare scelte progettuali che sono incoerenti e controproducenti rispetto a ciò che dice la norma.
Voglio dire quando si tratta di utilizzare una misura di protezione, la cui presenza non sarebbe necessaria normativamente, che va inserita per tenere conto di anomale manutenzioni ed esercizi degli impianti, sono d'accordo;
Non sono d'accordo a inserire una pseudo-misura di protezione solo perché nella pratica chi manutiene non lo fa come dovrebbe etc etc;infatti le normative e le scelte corrette di progettazione devono dare per scontato certe prestabilite condizioni di esercizio e di manutenzione altrimenti qualunque scelta progettuale e/o normativa potrà essere contestata e a posteriori sbagliata.
Ad esempio il caso della scarsa e/sbagliata manutenzione dell'illuminazione pubblica porta all'assurdo logico che la classe II è più pericolosa di una classe I.

Se poi l'imposizione è data dal committente beh...saranno affari suoi ma noi avremmo il dovere di farlo present;io comunque non metterei mai la mia su un progetto sbagliato per colpa di committente troppo 'invadente'.O progettano gli ingegneri oppure i Committenti
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[30] Re: Impianti illuminazione pubblica in classe II

Messaggioda Foto Utentealphabit » 20 nov 2008, 0:56

A mio parere la norma (come tutte le norme) fissa il minimo della sicurezza a cui l'impianto deve rispondere, tra l'altro partendo dove non puo' farne a meno da assunti che non sempre sono veri, cito ad esempio il guasto franco, poi se con poco si puo' fare di piu' perche no?
Ah quella del topo l'ho citata perché qualcuno consigliava di interrare i cavi perché le tubazioni interrate sono percorse ( e penso sia vero) appunto in lungo ed in largo da ...topi :D
Un saluto
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