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La CNA boccia il patto in deroga

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[21] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteMike » 13 nov 2012, 2:18

6367 ha scritto:Certamente, ma non è detto che le dotazioni scelte sia "a norma" (le cose, però, si complicano quando colui che decide le dotazioni dell'impianto elettrico non è il suo effettivo utilizzatore ma colui che lo venderà o lo affitterà).


Sarà un problema di chi vende e affitta, il cliente può scegliere, come si sceglie una casa basso consumo...

6367 ha scritto:Dotazioni minime, non solo per la sicurezza ma anche per la funzionalità li trovi in tante norme tecniche, italiane e straniere, anche per gli impianti residenziali (be', non conosco il caso delle norme del nord Corea...).
Del resto, scopo della CEI 64-8 (anche precedenti edizioni) non era solo sicurezza, ma anche un funzionamento adatto all'uso previsto (art. 12.1).


L'uso previsto a CASA MIA, lo decido IO e non una norma tecnica! Vogliamo scegliere anche il modello e le placche già che ci siamo??? Ma stiamo scherzando???

6367 ha scritto:Può darsi, ma è una opinione non supportata dalla presunzione di conformità. A tal proposito è interessante l'opinione di TNE/Carrescia il quale, da una parte, sostiene la derogabilità dei requisiti prestazionali ma al contempo spiega che se non si rispetta l'allegato A/cap. 37, non solo non si rispetta la norma, ma nemmeno si rieptta la Regola dell'Arte e nemmeno la legge 186. Infatti, sostiene TNE/Carrescia, la Regola dell'Arte non è solo sicurezza ma anche corretta funzionalità, ed è difficile sostenere che 5 punti presa (per esempio) siano equivalenti a solo 2. Insomma, una deroga dalla norma, dalla Regola dell'Arte (prestazionale) e quindi dalla legge.


Sarà l'ora tarda, ma non c'ho capito una cippa! :lol:
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[22] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettro » 13 nov 2012, 10:17

Beh...allora se volevano rettificare gli impianti, potevano mettere anche gli AFD....Scherzo...

l'impianto tipo 1 si può adottare senza particolari problemi, salvo il caso degli immobili già esistenti ove non possibile adottare opere murarie straordinarie, magari solo il centralino.

Allora, io credo che a questo punto, possiamo sollecitare una integrazione della variante, con un livello tipo 0 - condiviso con i due differenziali e relativi circuiti indipendenti.
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[23] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteGiuliano58 » 14 nov 2012, 10:04

Aggiungo qualche considerazione veloce:
- un buon installatore quando propone un impianto elettrico residenziale, usa il cervello e la sua esperienza e di solito offre dotazioni impiantistiche uguali se non superiori al livello 1

- quando non ci sono problemi di prezzo il cliente approva le dotazioni impiantistiche, e di solito in corso d'opera le aumenta (manca sempre una presa e un punto luce!)

- quando il cliente vuole un prezzo "tirato all'osso" il buon installatore ha come argomentazione il livello minimo 1, come "suggerito" dalla Norma. Al disotto del quale l'immobile può essere deprezzato. Se il cliente è un'impresa edile, l'eventuale compratore ha tutto il diritto di "pretendere" il livello minimo, tranne accordi espressi. Ho già visto controversie del genere!

- se l'installatore viene messo in concorrenza con un impianto che non rispetta il livello minimo, può chiedere al suo cliente di obbligare il concorrente a rispettare la Norma

Questo per dire che in linea di principio, la norma viene in aiuto agli installatori, cercando di impedire impianti con scarsissima funzionalità, e concorrenza sleale.

Fermo restando il fatto che condivido l'opinione che il MIO impianto lo voglio utilizzare come mi pare!

Caso reale: un mio cliente realizza un'abitazione in zona montagnosa sperduta, non arriva il segnale televisivo e non gliene importa niente della TV. Non c'è neppure linea telefonica e usa il cellulare, quando prende.

perché fargli spendere per l'impianto Tv e telefonico che non potrà mai usare?
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[24] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteoglia » 17 nov 2012, 16:12

Io penso che sia giusto garantire un minimo prestazionale nel caso di una nuova costruzione dove non si conosce ancora il futuro proprietario, in tutti gli altri casi sono contrario all'applicazione in quanto verrebbe meno il ruolo del progettista, che deve sempre sviluppare il progetto in considerazione delle reali esigenze del cliente!

E come ha detto Mike:
Mike ha scritto:L'uso previsto a CASA MIA, lo decido IO e non una norma tecnica! Vogliamo scegliere anche il modello e le placche già che ci siamo??? Ma stiamo scherzando???
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[25] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utente6367 » 17 nov 2012, 22:11

il cliente può scegliere, come si sceglie una casa basso consumo...


No, non può scegliere. Quando acquisti o affitti una casa l'impianto elettrico te lo prendi come te lo danno. Ti accontenti che sia "a norma" e spesso nemmeno questo.
La qualità dell'impianto elettrico non ha alcun "potere contrattuale" sulla casa. Se trovi una casa che ti sta bene, prezzo accettabile, ci rinunci perché non ti aggrada l'impianto elettrico?
Negli ultimi anni, diversi conoscenti hanno acquistato una casa nuova e, avendo un po' di competenze tecniche, hanno tentato di dare prescrizioni su come volevano l'impianto elettrico (es. numero dei circuiti, dimensioni del centralino, ecc). Si sono sentiti rispondere che gli impianti elettrici sono "standard", uguali per tutti ("si figuri se dovessi fare ogni appartamento come chiede il cliente"), le possibili variazioni sono solo quelle previste come opzione (di solito l'estetica delle placchette, oppure qualche presa/luce in più). "Se vuole, dopo la consegna, se lo può far rifare da un elettricista".
Figuriamoci poi se si tratta di una casa usata, o in affitto. Oppure di un utente-cliente che non ha la conoscenza o la sensibilità per essere lui a dare le caratteristiche del suo impianto, salvo poi scoprire che appena entrato in casa deve dotarsi di ciabatte e multiprese, oppure che se c'è un temporale deve scendere in cantina a riarmare il "salvavita", oppure che se vuole un incremento di potenza il suo impianto non è idoneo.



verrebbe meno il ruolo del progettista, che deve sempre sviluppare il progetto in considerazione delle reali esigenze del cliente!


Mai visto un progettista che, a chi deve acquistare una casa nuova, va a chiedere come vuole l'impianto elettrico.


potevano mettere anche gli AFD....Scherzo...


Bisogna solo aspettare due o tre anni, poi parleremo di AFD.
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[26] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 17 nov 2012, 22:19

Io non so cosa sono gli AFD.
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[27] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utente6367 » 17 nov 2012, 22:40

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[28] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utenteelettrodomus » 17 nov 2012, 22:43

Ach! Maledetti acronimi :D
Grazie.
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[29] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto UtenteGiuliano58 » 19 nov 2012, 11:45

6367 ha scritto:....................
Negli ultimi anni, diversi conoscenti hanno acquistato una casa nuova e, avendo un po' di competenze tecniche, hanno tentato di dare prescrizioni su come volevano l'impianto elettrico (es. numero dei circuiti, dimensioni del centralino, ecc). Si sono sentiti rispondere che gli impianti elettrici sono "standard", uguali per tutti ("si figuri se dovessi fare ogni appartamento come chiede il cliente")
.......................



Mah...... mi sembra assurdo!
Se il compratore vuole delle variazioni agli impianti, di solito il costruttore è ben contento di "vendergli" queste maggiorazioni!

Non credo che neppure nei condomini ci sia questa "imposizione"

A meno che, può succedere, che l'installatore ha preso un appalto a prezzi ridicoli, affida il lavoro a cottimisti o bassa manovalanza non qualificata, che non è in grado di apportare varianti.........
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[30] Re: La CNA boccia il patto in deroga

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 nov 2012, 11:51

è ben contento di "vendergli" queste maggiorazioni!


Solo se sono quelle previste nel "menù".



Non credo che neppure nei condomini ci sia questa "imposizione"


Curioso questo "neppure" (come se i condomini fossero una parte irrilevante delle abitazioni).

Un caso clamoroso, abbastanza recente ove fui chiamato come "esperto" da alcuni proprietari dubbiosi sulla qualità degli impianti elettrici, era il differenziale unico, da 30 mA, messo subito a valle del contatore. Ovviamente l'elettricista aqbilitato e qualificato non era assolutamente d'accordo nel metterlo nel cantralino di casa (almeno non si deve scendere in pigiama di notte a riarmarlo). Dove lo metteva lui era "a norma" e guai a metterlo nel centralino.
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