Come sempre interventi molto interessanti.
Le osservazioni di
pakk sono meritevoli, ma forse troppo
politically correct.
Fare la precisazione sul fatto che quelli del CEI hanno valore puramente editoriale magari è una caduta di stile, ma in un mondo di squali...
... il CEI ha una posizione dominante con un'autorevolezza imposta dall'esterno (che quindi non discende da qualità interne) che porterebbe a pensare "quello che produce ha sempre più valore" perché lo dice la legge... da tanto tempo:
legge 186/68
Tutte le apparecchiature e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere costruiti "a regola d'arte"; quelli realizzati secondo le norme del CEI si intendono costruiti a regola d’arte
Più recentemente
DM 37/08
Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell'arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi".
Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell'UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell'Unione europea o che sono parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell'arte.
Già i più hanno gravi difficoltà a distinguere fra norma e guida, figuriamoci i dati Ng.
Nel 2008 c'è stato un chiarimento generale infatti, oltre al DM appena citato, anche il dlgs 81/08 ha messo del suo:
«norma tecnica»: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un'organizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria;
Per cui mentre prima del 2008 poteva esserci meno margine (pur rimanendo chiaro dal 1968 che non vi è alcun obbligo generalizzato di usare una norma) essendo richiamato il solo CEI, adesso potresti benissimo seguire una norma DIN/DKE, o NEC, o NEK o БИС o quello che ti pare più opportuno. Pur non rimanendo necessario.
Come Mike ribadisce (correttamente) da tempo l'unico obbligo è il rispetto della regola dell'arte, quindi fai un po' come preferisci (a parte specifiche limitate menzioni tipo CEI 0-21, CEI 0-16, UNI TS 11300, UNI CIG 7129 e poco altro in cui sei obbligato ad usarle) ma se qualcosa va storto rimane in capo a te dimostrare che hai fatto in modo almeno equivalente alla norma.
Vista l'ampia possibilità lasciata dalla legge, è ben possibile che vi siano organismi normatori in concorrenza fra di loro.
Per altro non pensare che le norme siano oro colato, la stessa CEI 64-8 ha le sue pecche ed imperfezioni.
Per non parlare ad es. della UNI TS 11300.
La domanda diviene spontanea : sono davvero necessari e/o utili più enti normatori sullo stesso argomento?
Qui mi trovi impreparato, ancora non mi sono
fatto persuaso (come direbbe uno noto).
Però c'è un DM del 15/12/1978 che taglia un po' le gambe: il CEI è il normatore elettrico italiano, per legge...
Così è, se vi pare