Rilancio con alcuni piccoli spunti, non polemici ma per mettere anche un po' di puntini sulle i.
Anche io, ingegnere con tanto di pergamena e progettista di impianti, vengo talvolta buttato fuori da un lavoro perché l'archi star di turno fa il tuttologo e pertanto tra le altre cose intasca la somma di tutte le parcelle delle differenti professioni. Colpa l'avidità?
Mi correggo, buttato fuori no, perché vengo proprio by passato.
Ora in questo caso possono accadere solamente due cose: la prima è che la ditta che fa i lavori, non dica nulla, anzi faccia il cavolo che gli pare, anche poco sorvegliata non essendoci di fatto un progetto, e alla fine viene fuori il post - getto e una variante in opera con un bel rialzo del 30-50% del preventivo, a danno della committenza. Sono tutti contenti: archi star, ditta. La committenza no.
In altri casi la ditta, se è seria, non va nemmeno a discutere del titolo accademico, ma semplicemente, come indicato da Mike, deve pretendere un progetto "esecutivo". Se non ha questo, non deve fare il lavoro.
Ora, la figura dell'archi star.
Probabilmente esisteranno, ma io ancora non ne ho incontrati di architetti che facciano elaborati con dimensionamento del quadro, vista frontale e carpenteria, verifica termica, curve di intervento, etc. etc. Li vedo più che altro giocare a disegnare impianti col CAD e i colori e con un po' di simboli di cui magari non conoscono a pieno il significato. Li vedo fare schizzi o bozze di linee elettriche in stile corinzio.
Si arredano, fanno architettonico, e talvolta illuminotecnico. Ma ricordiamoci che illuminotecnico vuol dire calcoli certamente di lux o lumen ma anche di ampere e volt perché un progetto esecutivo di pubblica illuminazione parte dagli scavi ma arriva fino all'impianto elettrico fin dentro le morsettiere dei pali fino ai fulmini che piovono dal cielo.
Scusate lo sfogo.
Torno moderato.
La vera soddisfazione non è evitare tutto questo ma proprio quando accadono di questi casini, e chiamano in corso d'opera il Professionista a rimediare e allora ti scordi un po' le incazzature e pensi che comunque esista un dio benevolo. E li giù sberle (metaforicamente).
Ultima nota affettiva verso l'archi star di turno: è un pazzo a firmare un progetto fatto da un altro, è una cosa folle, pericolosa e che nessun Professionista serio dovrebbe mai fare. La responsabilità è sempre individuale e personale. Io non firmerei mai il lavoro di un altro, almeno l'astuzia di infilare il progetto nella propria cartellina intestata, ma mai firmarlo se non è farina del proprio sacco.
Ora vi saluto con un fatto di cronaca di stamani, giuro.
Un architetto, una ragazza in gamba, mi chiama in una riunione per un problema.
Lei è Direzione Lavori. Bene.
Progetto da 2 milioni di euro, già in esecuzione, il problema è che manca una cosa.
Manca l'impianto di terra. Davvero.
Manca su carta, i progetti dei lavori ancora non sono disponibili (suicidio della DL), e la ditta di costruzione con i suoi elettricisti e vari progettisti ha dichiarato che consegna l'opera chiavi in mano con tutte le certificazioni, ma ha anche dichiarato che l'impianto di terra non era nel Capitolato.
Si parla di capannone multipiano di qualche decina di migliaio di mq.
Al che scattano anche le altre domande: ma i fulmini? ma gli scaricatori? ma il cpi? ma le misure al collaudo?
Questa è l'Italia. Un saluto a tutti.
Giulio

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