Ciao
SandroCalligaro,
non si tratta di una simulazione FEM, quindi non ci sono condizioni al contorno.
Il programma calcola una matrice di mutue impedenze (completamente resistive a regime permanente), considera una sorgente di corrente e risolve il circuito equivalente, calcolando poi il potenziale sui punti del terreno con equazioni in forma chiusa (Sunde).
Nel primo caso ( ρ=0.2 Ωm) la resistenza del dispersore risultava di poche decine di mΩ. La corrente di guasto sarebbe quindi stata, realisticamente, limitata dall'impedenza del circuito a monte del guasto. Mi sembrava irrealistico considerare più di 1 kA per un circuito terminale in BT.
Nel secondo caso ( ρ=5 Ωm) la resistenza del dispersore risultava di circa 0.35 Ω, limitando quindi la corrente di guasto a 600 A.
I casi peggiori, soprattutto nel caso che non ci siano differenziali od altri dispositivi per interrompere tempestivamente la corrente di guasto , sono quelli con barche di piccole dimensioni o peggio di legno o vetroresina. In quest'ultimo caso, come suggerito anche da
Goofy l'elemento disperdente potrebbe essere la sola elica o la sola scaletta di metallo per la risalita.
In acqua dolce quel dispersore avrebbe una resistenza nell'ordine di alcuni Ohm, e limiterebbe la corrente di guasto ad alcune decine di A, valori che potrebbero non consentire l'intervento tempestivo delle protezioni.
Il rischio a questo punto non è più la sola fibrillazione, ma anche la contrazione muscolare, che potrebbe portare all'annegamento. Il valore limite suggerito dalla brochure cigre è di 2.5 V ai capi del corpo umano, ossia 1.25 V/m di campo elettrico.
Come vedi dalla simulazione sotto riportata, il rischio di contrazione muscolare è presente per almeno una decina di metri dall'elemento disperdente.