Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

Incidente a studente in stage a Noventa di Piave

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

Moderatori: Foto Utentesebago, Foto UtenteMASSIMO-G, Foto Utentelillo, Foto UtenteMike

1
voti

[21] Re: Incidente a studente in stage a Noventa di Piave

Messaggioda Foto UtenteTheodoro » 18 set 2022, 19:34

Mi hanno detto e ci credo che in tanti paesi nordici i corsi di sicurezza sul lavoro sono tenuti commentanto orribili foto di incidenti stradali, l'ispettore del lavoro con freddezza fa un resoconto preciso dell'accaduto.
E tantoa,pare, qualcuno vomita.
E fra nazioni si cambiano le foto.

Un conto è dire mettiti il casco che puoi darti la bua un conto è vedere una testa che ha ricevuto sulla testa un bullone caduto da 15 metri di altezza.

Un cadavere nudo con l'ispettore che analizza le ustioni sul corpo credo sia molto persuasiva.
Non aveva staccato i fusibili dal quadro, messo il lucchetto,messo il cartello?

atTACCA sTACCA... parole pericolose, forse è bene guardarsi e fare appositi segni.
Ecco quel che è successo in Francia a Emilè G., Marsiglia 2009, potete notare che...

Le multe per chi non mette il casco sono inutili.
Le foto di morti per non aver messo il casco sono inutili.
Per punizione ti guardi le foto degli invalidi: stampelle per tutta la vita, handicap grave mentale, sedia a rotella,...penso siano molto persuasive...

Come si suol dire: guarda la luna non il dito, non ho siti da segnalarvi a prova di ciò ma fate finta che sia vero per il nostro carattere,ciascun popolo ha un suo carattere, funzionerebbe?
Scrtti con premura addì lo 18 di settembre dell'anno di grazia 2022 in attesa di ospiti che stanno parcheggiando.
Avatar utente
Foto UtenteTheodoro
1.048 1 4 8
Sostenitore
Sostenitore
 
Messaggi: 614
Iscritto il: 31 lug 2021, 17:28

0
voti

[22] Re: Incidente a studente in stage a Noventa di Piave

Messaggioda Foto Utentespeedyant » 18 set 2022, 22:58

Basta fare assistenza informatica in una officina meccanica o in una azienda di taglio laser.

Io mica devo mettermi casco e scarpe antiinfortunistiche! ;-)
Son quello delle domande strane!
Avatar utente
Foto Utentespeedyant
5.093 3 6 8
Master
Master
 
Messaggi: 3877
Iscritto il: 9 lug 2013, 18:29
Località: Torino

1
voti

[23] Re: Incidente a studente in stage a Noventa di Piave

Messaggioda Foto UtenteNSE » 19 set 2022, 16:37

arabofenice ha scritto:...
Presumo che uno dei problemi si trovi proprio nel testo unico.
Come mai le aziende, sia piccole che grandi imprese, sono così ostativi ad utilizzare integralmente il testo unico?
A mio modesto parere la 81 è una buona legge ma un testo di oltre 1000 pagine non è semplice da applicare ...


Avevo letto questo intervento e mi ero promesso di riportare le mie riflessioni in merito, perché secondo me qui sono insiste alcune delle cause radici per cui il nr degli infortuni non cala. Ripeto, sono mie considerazioni personali come osservatore sul campo.

Prima però una battuta, non credo che 1000 pagine impauriscano un imprenditore, perché per esempio la normativa fiscale è molto più ostica eppure trovano sempre il modo di pagare tutte le tasse ;-).

Veniamo alla 81 ex 626
L'introduzione del modello prestazionale in sostituzione del modello prescrittivo (es. dpr 547) risale appunto al 1996 con la famosa 626/96.
Il motivo per cui era inevitabile passare ad un approccio del genere, secondo me sono condivisibili: aumento della complessità dei sistemi e impossibilità di far fronte con delle prescrizioni legislative prescrittive, efficacia del sistema basato tutto sul controllo da parte pubblica (Ispettori prima Enpi poi usl/asl) che ha iniziato a cozzare sul "mantra" della riduzione della spesa pubblica.
Se si vanno a vedere i dati (https://italiaindati.com/morti-ed-infortuni-sul-lavoro-in-italia/ https://www.inail.it/cs/internet/attivita/dati-e-statistiche/statistiche-storiche/casi-denunciati.html, ora per avere un reale indice, bisognerebbe far riferimento alle ore lavorate, in maniera tale da normalizzare i dati, tuttavia io noto questo:
a) il calo degli infortuni mortali è iniziato nel 1987, con un calo sensibile nel 1990. per me è dipeso molto dall'introduzione massiccia dei differenziali e della 46/90, tesi confermata da un mio ex cliente che si lamentava del fatto, che dopo i differenziali facevano meno interventi di manutenzione perché "questi scattano subito".
b) dall'introduzione del modello prestazionale (1996) con ricadute pratiche intorno al 1998 (tra valutazione di rischi e piano di implementazione), si vede un leggero calo (ma impercettibile) degli infortuni mortali e un calo più sensibile degli infortuni non mortali.
Questo potrebbe indicare che l'introduzione di elementi "soft" (DPI, formazione, e identificare i ruoli e le responsabilità) ha ridotto gli infortuni meno gravi, ma per quelli mortali forse non è stato sufficientemente efficace.

Ora secondo me, siamo arrivati al limite di efficacia di questo modello.

Il modello è basato su: a) un documento di valutazione dei rischi, redatto da un professionista, b) l'applicazione delle misure contenute nel documento c) controlli da parte di ispettori pubblici.
A fronte dell'aumento della complessità il legislatore ha proposto una soluzione basata sull'apertura al mercato (professionisti), per quello che riguarda la sicurezza.
Grazie alla legge della domanda/offerta il mercato ha reagito tempestivamente offrendo una serie di servizi in tal senso e in questo modo la gestione della complessità è passata dal legislatore al mercato.
Dal mio piccolo osservatorio, noto però che uno degli attori è latitante ovvero la fase "repressiva", io di ispettori USL ne vedo sempre di meno in giro (carenza di personale) e in questo modo inizia a mancare uno degli attori del sistema.

La mia opinione è anche che il mercato non è solo un rapporto tra domanda e offerta ma anche un rapporto di forze.

In questo momento i professionisti che si occupano di sicurezza, se non vado errato, non hanno più la tutela della tariffa minima, quindi negoziano secondo rapporti di forza / utilità / convenienza.

Dal mio piccolo osservatorio, coloro che si occupavano di analisi dei rischi adesso sono migrati felicemente alla formazione, meno rischi, meno responsabilità.

da quello che viene fuori dalla tragedia della funivia, idem con patatine, chi doveva fare i controlli (società privata) e imporre un fermo (costi economici), ha dovuto soccombere!

A parer mio non si può lasciare la gestione della sicurezza sul lavoro solo ad un rapporto di mercato, è indispensabile rafforzare l'azione di un terzo indipendente economicamente dalle parti che reciti il ruolo del "repressore" in caso di negligenza, ovvero rafforzare quelli che sono i dipartimenti di prevenzione.
Altrove. .Volutamente Anonimo
Avatar utente
Foto UtenteNSE
3.117 2 5 7
Expert
Expert
 
Messaggi: 1178
Iscritto il: 30 nov 2014, 18:25

Precedente

Torna a Impianti, sicurezza e quadristica

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 124 ospiti