Reti di distribuzione in DC nelle industrie
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Purtroppo non riesco più a trovare nessuna documentazione, ma ricordo che anni fa da alcuni costruttori era stato proposto lo standard +400 / -400 Vdc rispetto a terra, corrispondenti a 800 V tra i due poli attivi
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SediciAmpere
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mario_maggi ha scritto:Invece per l'industria ed il terziario ci sono molti gruppi di lavoro per arrivare a trovare una tensione nominale unica in tutto il mondo, si sta discutendo tra i 600 ed i 750 VDC.
Se questa è la situazione, non capisco come possa sorprendere che l'imprenditore medio non abbia voglia di investire somme ingenti per l'adattamento del suo impianto (perfettamente funzionante) a qualcosa che ancora non è stato standardizzato e potrebbe diventare la prossima idea tecnologicamente eccellente ma destinata al morire (Betamax, MiniDisc...)
Boiler
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boiler,
Quasi sempre non ha senso trasformare un impianto esistente, ma è una soluzione possibile per nuovi impianti.
Vedo che hai dimenticato di elencare i CD ed i telefoni col filo, destinati a morire.
Ciao
Mario
investire somme ingenti per l'adattamento del suo impianto (perfettamente funzionante) a qualcosa che ancora non è stato standardizzato e potrebbe diventare la prossima idea tecnologicamente eccellente ma destinata al morire (Betamax, MiniDisc...)
Quasi sempre non ha senso trasformare un impianto esistente, ma è una soluzione possibile per nuovi impianti.
Vedo che hai dimenticato di elencare i CD ed i telefoni col filo, destinati a morire.
Ciao
Mario
Mario Maggi
https://www.evlist.it per la mobilità elettrica e filiera relativa
https://www.axu.it , inverter speciali, convertitori DC/DC, soluzioni originali per la qualità dell'energia
Innovazioni: https://www.axu.it/mm4
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mario_maggi
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credo che si riferisse a progetti ottimi, ma che per vari motivi non hanno avuto successo commerciale
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SediciAmpere
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boiler,
ti sei accorto che oggi nel mondo si usano prese e spine non standardizzate per tutte le nazioni?
Sai che in alcuni mercati si usano apparecchiature a 50 Hz e in altrii a 60 Hz?
Sai che noi usiamo la tensione di 400VAC mentre c'è chi usa 480 VAC o 200 VAC o altre?
I componenti in DC per i mercati locali esistono già, come esistono quelli per gli AC. Si sta cercando di standardizzare a livello mondiale la tensione industriale, e le modalità di funzionamento transitorie (accensione, spegnimento, protezioni, ecc.). Non è facile, dati gli interessi diversi dei vari attori.
Ciao
Mario
l'imprenditore medio non abbia voglia di investire somme ingenti per l'adattamento del suo impianto (perfettamente funzionante) a qualcosa che ancora non è stato standardizzato
ti sei accorto che oggi nel mondo si usano prese e spine non standardizzate per tutte le nazioni?
Sai che in alcuni mercati si usano apparecchiature a 50 Hz e in altrii a 60 Hz?
Sai che noi usiamo la tensione di 400VAC mentre c'è chi usa 480 VAC o 200 VAC o altre?
I componenti in DC per i mercati locali esistono già, come esistono quelli per gli AC. Si sta cercando di standardizzare a livello mondiale la tensione industriale, e le modalità di funzionamento transitorie (accensione, spegnimento, protezioni, ecc.). Non è facile, dati gli interessi diversi dei vari attori.
Ciao
Mario
Mario Maggi
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mario_maggi
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mario_maggi ha scritto:Sai che noi usiamo la tensione di 400VAC mentre c'è chi usa 480 VAC o 200 VAC o altre?
Oh no, non me n'ero accorto, grazie per la precisazione!
E quindi mi stai dicendo che io nella mia nuova officina metalmeccanica dovrei installare un sistema a 480 VAC, perché i componenti esistono già e c'è chi li usa?
E risparmio qualcosina sul rame perché la corrente è minore, in compenso devo andare a prendermi l'elettricista a 300 km di distanza perché è l'unico che ha esperienza con questo sistema?
E i componenti li compro dall'unica ditta che li vende in Italia che è ad altri 200 km, quando sotto casa avrei Marcello l'elettricista che per sistemi a 400 V ha tutto in magazzino?
Ma certo! Che stupido sono stato a non averci pensato subito!
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Dai, Boiler, calma
I problemi di compatibilità tra i vari mercati ci sono (anche se molti macchinari costruiti per il mercato americano 480V 60Hz sono compatibili con la nostra rete a 400V 50Hz), se veramente riuscissimo a metterci d'accordo per uno standard mondiale sarebbe meraviglioso, lo standard a 400V cc potrebbe essere un passo avanti da questo punto di vista, almeno si risolverebbe il problema della frequenza di rete
I problemi di compatibilità tra i vari mercati ci sono (anche se molti macchinari costruiti per il mercato americano 480V 60Hz sono compatibili con la nostra rete a 400V 50Hz), se veramente riuscissimo a metterci d'accordo per uno standard mondiale sarebbe meraviglioso, lo standard a 400V cc potrebbe essere un passo avanti da questo punto di vista, almeno si risolverebbe il problema della frequenza di rete
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SediciAmpere
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Vivremo per me la stessa esperienza fatta per gli inverter nei decenni passati.
L'uso di inverter per motori asincroni in azionamenti è noto da decenni (e
mario_maggi può raccontare praticamente tutto in merito), ma ancora oggi ci sono aziende che hanno remore a modificare cicli produttivi antidiluviani che ancora lavorano con l'avviamento stella-triangolo o con altre soluzioni storicamente rilevanti ma oggi improponibili a livello industriale.
Ti posso fare personalmente l'esempio di una grande industria siderurgica che ancora impiegava azionamenti con asincroni a velocità fissa o motori in dc per decine di MW complessivi e che non credeva ai benefici conseguibili in termini di risparmi di energia conseguibili con l'adeguamento degli impianti.
Oggi è praticamente ferma, in gran parte per i costi dell'energia.
Prevedo che per molti ambiti succederà la stessa cosa per la distribuzione in c.c. negli impianti industriali e soprattutto in quelli con altissime densità di potenza (server farm, siderurgia, chimica).
Se ci si cristallizza su soluzioni consolidate, ma tecnologicamente superate, si verrà inevitabilmente superati da chi va avanti (e tendenzialmente, ciò non conviene nel lungo periodo...).
E' chiaro che i rischi delle nuove tecnologie debbano essere valutati con accortezza, ma sempre assieme ai benefici conseguibili.
E le PMI dovrebbero in linea di principio essere molto più flessibili rispetto alle grandi aziende nel seguire l'innovazione.
L'uso di inverter per motori asincroni in azionamenti è noto da decenni (e
Ti posso fare personalmente l'esempio di una grande industria siderurgica che ancora impiegava azionamenti con asincroni a velocità fissa o motori in dc per decine di MW complessivi e che non credeva ai benefici conseguibili in termini di risparmi di energia conseguibili con l'adeguamento degli impianti.
Oggi è praticamente ferma, in gran parte per i costi dell'energia.
Prevedo che per molti ambiti succederà la stessa cosa per la distribuzione in c.c. negli impianti industriali e soprattutto in quelli con altissime densità di potenza (server farm, siderurgia, chimica).
Se ci si cristallizza su soluzioni consolidate, ma tecnologicamente superate, si verrà inevitabilmente superati da chi va avanti (e tendenzialmente, ciò non conviene nel lungo periodo...).
E' chiaro che i rischi delle nuove tecnologie debbano essere valutati con accortezza, ma sempre assieme ai benefici conseguibili.
E le PMI dovrebbero in linea di principio essere molto più flessibili rispetto alle grandi aziende nel seguire l'innovazione.
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fpalone ha scritto:... o con altre soluzioni storicamente rilevanti ma oggi improponibili a livello industriale.
I mitici motori Schrage
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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