marco76 ha scritto:credo anche tu adesso intenda non a che profondità mettere H=0 ma LxW=0
L’ avevo detto che mi capita spesso di fare errori di “battitura”
A dire il vero però, più che un errore è stato un eccesso di sintesi, intendevo dire:
se la struttura è a filo terreno, si può usare Zeus inserendo H=0. Se invece la struttura è appena interrata e si ritiene di non poter trascurare la fulminazione diretta della struttura, considerato che Zeus non accetta valori di H negativi, fino a quale valore della profondità di interramento della struttura si può inserire nel programma, ai soli fini del calcolo, H=0?
io immaginavo un fulmine che colpisca la struttura sotterranea esattamente al centro (immaginiamola per semplicità circolare). sarà diverso se il raggio è 1 m o 50 m. per questo parlavo di rapporto profondità/superficie. ma non saprei se è giusto
Il mio ragionamento invece era questo:
se la struttura non è in elevazione, il punto di impatto del fulmine è casuale e quindi interessa conoscere solo la distanza fra il punto di impatto e la struttura, mentre la forma e l’estensione della struttura sottostante non sono importanti.
Ripensandoci la norma forse ci aiuta: nella terza parte si dice che a 3 m di distanza dagli scaricatori si dovrebbe avere una resistenza di 100000 Ohm equivalenti a 5 cm di asfalto o 15 cm di brecciolino. Se sopra ci facciamo un parcheggio forse risolviamo
Mi potresti indicare il paragrafo della parte terza a cui fai riferimento, così me lo vado a vedere?
Comunque, visto che te la sei cercata
Durante tutta la discussione ho sempre fatto riferimento a quanto scritto dal Grande Maestro (Lo Piparo) a proposito della fulminazione diretta di una linea interrata che, a mio parere, presenta similitudini con il caso in questione.
Adottando i valori tipici indicati nel libro, il raggio della semisfera entro la quale può avvenire una scarica disruptiva nel terreno può arrivare a svariati metri (circa 6 m adottando una corrente di fulmine di 250 kA, valore che ha una probabilità del 5% di essere superato).
Probabilmente è semplicistico limitarsi alla valutazione di questa distanza, bisognerebbe tener conto ad esempio:
- delle diverse probabilità di danno e ammontare delle perdite associate all’impatto del fulmine su una struttura in elevazione rispetto all’impatto su una struttura interrata,
- dell’eventuale presenza di uno strato di isolante (asfalto) sulla superficie, come suggerivi nel tuo post,
- della probabile presenza di una struttura in cemento armato con relativo effetto schermante,
e di chissà quanti altri fattori.
L’unica cosa certa è che stiamo entrando nel campo dell’autolesionismo normativo
Visto che bisogna comunque cercare di arrivare ad una qualche conclusione, io direi questo:
- per una struttura interrata a filo terreno, basta usare Zeus e assumere H=0;
- se l’altezza di interramento è di pochi metri (un paio?), a favore della sicurezza si può ancora usare Zeus e assumere H=0;
- se l’altezza di interramento è rilevante (ad es. 20 m, che corrisponde all’estensione dell'area di raccolta per fulminazione diretta di una linea interrata) non ci sono problemi;
- con altezze di interramento intermedie siamo nella Terra di Mezzo, ma io di Hobbit non me ne intendo
In quest’ultimo caso forse è meglio seguire i consigli del Nostro Maestro (Mike) e non preoccuparsi troppo dei fulmini (a meno che non ci imbattiamo in attività che presentano rischi particolari).

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