Sgancio emerg. autorimessa
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Ale541106 ha scritto:Ma, se per ovviare a ciò, si comandasse attraverso il pulsante di emergenza non direttamente le bobine bensì un relè, e poi sfruttare i contatti normalmente aperti di quest' ultimo per comandare le bobine? così con ogni contatto si potrebbero gestire 5 bobine; e se non bastassero i contatti di un solo relè, si potrebbe sempre aggiungere altri relè in parallelo al primo, sempre comandati dal pulsante di emergenza.
Il problema dell'affidabilità del circuito di sgancio si sposta sul relè. Una soluzione più affidabile sarebbe quella di usare un dispositivo di sezionamento/manovra omnipolare associato a una MNx (o max 5 interruttori omnipolari associati a una Mnx) che a sua volta comanda n. 5 bobine per ogni polo.
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Praticamente, se ho ben capito, stai dicendo di usare i contatti del magnetotetermico associato al MNx come io intendevo usare i contatti normalmente aperti del relè, giusto?
e questa potrebbe essere una soluzione percorribile per ovviare al limite delle 5 bobine?
e questa potrebbe essere una soluzione percorribile per ovviare al limite delle 5 bobine?
Ultima modifica di
lillo il 23 lug 2025, 16:37, modificato 1 volta in totale.
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Intendo dire: con questa soluzione potrebbero esserci problematiche a livello elettrotecnico o normativo?
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Mike ha scritto:
Il problema dell'affidabilità del circuito di sgancio si sposta sul relè.
I relè, in questo caso normalmente aperti, sono usati per i comandi di arresto di emergenza delle macchine quindi ritengo che l'affidabilità dell'apertura sia adeguata.
Quello che pare non adeguato, per i contattori, è solo il "sezionamento", che viene però affidato all'interruttore sezionatore comandato dalla bobina.
In somma il contattore non è (più) idoneo al sezionamento, ma è ancora idoneo al comando della bobina che apre il sezionatore.
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Goofy ha scritto:I relè, in questo caso normalmente aperti, sono usati per i comandi di arresto di emergenza delle macchine quindi ritengo che l'affidabilità dell'apertura sia adeguata.
Non ho capito, non sono entrato nel merito dello sgancio di potenza con contattori. L'OP intendeva usare dei relè ausiliari per azionare più bobine di sgancio Mnx e superare il limite di 5. Ma così facendo utilizza un circuito non monitorato e che non garantisce l'affidabilità del circuito di sgancio.
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Ale541106 ha scritto:Praticamente, se ho ben capito, stai dicendo di usare i contatti del magnetotetermico associato al MNx come io intendevo usare i contatti normalmente aperti del relè, giusto?
e questa potrebbe essere una soluzione percorribile per ovviare al limite delle 5 bobine?
Sì, perché utilizzi lo stesso grado di affidabilità e di sicurezza del circuito di sgancio. Cosa che non potresti garantire con il circuito di sgancio delle bobine azionato dal relè.
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Ale541106 ha scritto:Intendo dire: con questa soluzione potrebbero esserci problematiche a livello elettrotecnico o normativo?
Non ne vedo. Più che altro vanno verificati costi/benefici rispetto a una soluzione con sistemi di sgancio tipo "punto zero" o similari.
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Mike ha scritto:
Non ho capito, [...] L'OP intendeva usare dei relè ausiliari per azionare più bobine di sgancio Mnx e superare il limite di 5. Ma così facendo utilizza un circuito non monitorato e che non garantisce l'affidabilità del circuito di sgancio.
Con bobine di minima e pulsanti NA non serve monitorare il circuito: in caso di mancanza di rete, apertura del pulsante o guasto del circuito di comando la bobina fa aprire l'interruttore.
Mi sembra che sia un sistema a sicurezza positiva e pertanto accettabile.
Con n=1 abbiamo la possibilità di comandare 20 interruttori.
Con il pulsante Gewiss a 4 contatti NA possiamo avere comunque 20 bobine senza il relè intermedio e mi sembra una soluzione migliore.
Se andiamo oltre i 20 interruttori da aprire un sistema tipo "puntozero" credo sia preferibile.
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Mi sembra di capire che la soluzione di utilizzare i relè, anche se concettualmente non sbagliata, non sia la più auspicabile per ragioni di affidabilità e sicurezza, come ha giustamente fatto notare Mike.
Ho visto che sia Mike che Goofy, in alternativa alla soluzione con bobine di sgancio MNx/iMNx, consigliano sistemi tipo Punto Zero o similari. Mi sono documentato sul sito del produttore di tali dispositivi ed ho constatato che i costi non sono propriamente irrisori; se a questo aggiungiamo che ogni "attivatore" può comandare massimo un' "interfaccia condominiale" da 16 utenze e che ogni utenza debba poi comunque avere la propria bobina con relativo interruttore associato, non saprei davvero dire se tale sistema possa essere più economico di uno nel quale con una bobina MNx/iMNx associata ad un interruttore quadripolare puoi comandare fino a 20 utenze.
E in ogni caso, oltre all' aspetto economico, che ha comunque la sua importanza, il sistema di sgancio con bobine MNx/iMNx mi ha subito "convinto" rispetto ad altri per il fatto che sia a "sicurezza positiva". Anche il sistema Punto Zero è a "sicurezza attiva" o almeno così c' è scritto sul sito del produttore. Assumendo che le espressioni "sicurezza attiva" e "sicurezza positiva" siano equivalenti (correggetemi in caso contrario), mi viene però questo dubbio: si può considerare effettivamente a sicurezza attiva/positiva un sistema che utilizza bobine a lancio di corrente invece che bobine di minima tensione?
Ho visto che sia Mike che Goofy, in alternativa alla soluzione con bobine di sgancio MNx/iMNx, consigliano sistemi tipo Punto Zero o similari. Mi sono documentato sul sito del produttore di tali dispositivi ed ho constatato che i costi non sono propriamente irrisori; se a questo aggiungiamo che ogni "attivatore" può comandare massimo un' "interfaccia condominiale" da 16 utenze e che ogni utenza debba poi comunque avere la propria bobina con relativo interruttore associato, non saprei davvero dire se tale sistema possa essere più economico di uno nel quale con una bobina MNx/iMNx associata ad un interruttore quadripolare puoi comandare fino a 20 utenze.
E in ogni caso, oltre all' aspetto economico, che ha comunque la sua importanza, il sistema di sgancio con bobine MNx/iMNx mi ha subito "convinto" rispetto ad altri per il fatto che sia a "sicurezza positiva". Anche il sistema Punto Zero è a "sicurezza attiva" o almeno così c' è scritto sul sito del produttore. Assumendo che le espressioni "sicurezza attiva" e "sicurezza positiva" siano equivalenti (correggetemi in caso contrario), mi viene però questo dubbio: si può considerare effettivamente a sicurezza attiva/positiva un sistema che utilizza bobine a lancio di corrente invece che bobine di minima tensione?
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