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competenze ingegnere junior

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[61] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentesebago » 25 feb 2010, 17:42

giorgiodavid ha scritto:L'ingegnere triennale (sezione B) e l'ingegnere quinquennale (sezione A) possono progettare le stesse cose nel settore privato... gli ingegneri del settore B sono limitati nel settore pubblico per alcune cose.


Scusa giorgio, ma dove hai trovato questa affermazione? Mi pare strano che le competenze di una categoria siano diverse a seconda della committenza.
Saluti
Sebastiano
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[62] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentegiorgiodavid » 25 feb 2010, 17:56

Non ho la documentazione inerente alla mia affermazione, ti posso solo dire che l'Ordine di Roma ci dice questo... l'ing. B può progettare le stesse cose dell'Ing. A... è il CNI che sostiene che ciò non sia vero, andando contro la legge. Ma questa è una storia infinita.

Io sono Ing. B è posso progettare dalla BT, alla MT alla AT, sta a me studiare per essere in grado di farlo. Dall'altra parte, io non potrei insegnare all'Università, e forse neanche alle superiore ma non ne ho la certezza, non posso fare il ricercatore e spesso nei concorsi pubblici si richiede l'Ing. A escludendo a priori il B.

Il problema è che nulla è chiarissimo, ci sono delle discrepanze tra Ordini e anche tra facoltà diverse da ingegneria. Per il nostro settore elettrico nessuno mi ha mai dettato delle limitazioni. La legge è chiara in merito, oppure poco chiara a seconda dei punti di vista, che dice che l'unica differenza è che il B può solo applicare metodi standardizzati, cioè devo attenermi a quello che è scritto sui libri senza inventarmi nulla.
Se entrambi abbiamo una mela e ce le scambiamo, avremo sempre una mela ciascuno... se entrambi abbiamo un'idea e ce le scambiamo, entrambi avremo due idee.
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[63] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentesebago » 25 feb 2010, 19:47

giorgiodavid ha scritto: La legge è chiara in merito, oppure poco chiara a seconda dei punti di vista, che dice che l'unica differenza è che il B può solo applicare metodi standardizzati, cioè devo attenermi a quello che è scritto sui libri senza inventarmi nulla.

Questo, appunto dice la legge.
Che poi per la progettazione impiantistica sia tutto ben codificato dalla normativa (ovvero "standardizzato") e perciò tanto il perito quanto l'ingegnere siano abilitati a progettare le stesse cose, questo è un altro discorso. In altri campi può non essere vero. Va precisato che le norme (lo "standard") rappresentano la regola dell'arte ma non in via esclusiva: si può progettare prevedendo una soluzione anche al di fuori della Norma (purché a regola d'arte). Gli ingegneri triennali non lo possono fare, gli ingegneri specialisti (laurea quinquennale) sì.
In ogni caso non c'è distinzione tra pubblico e privato.
Saluti
Sebastiano
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[64] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentedonasibilla » 27 feb 2010, 13:32

giorgiodavid ha scritto:Non ho la documentazione inerente alla mia affermazione, ti posso solo dire che l'Ordine di Roma ci dice questo... l'ing. B può progettare le stesse cose dell'Ing. A... è il CNI che sostiene che ciò non sia vero, andando contro la legge. Ma questa è una storia infinita.

Io sono Ing. B è posso progettare dalla BT, alla MT alla AT, sta a me studiare per essere in grado di farlo. Dall'altra parte, io non potrei insegnare all'Università, e forse neanche alle superiore ma non ne ho la certezza, non posso fare il ricercatore e spesso nei concorsi pubblici si richiede l'Ing. A escludendo a priori il B.

Il problema è che nulla è chiarissimo, ci sono delle discrepanze tra Ordini e anche tra facoltà diverse da ingegneria. Per il nostro settore elettrico nessuno mi ha mai dettato delle limitazioni. La legge è chiara in merito, oppure poco chiara a seconda dei punti di vista, che dice che l'unica differenza è che il B può solo applicare metodi standardizzati, cioè devo attenermi a quello che è scritto sui libri senza inventarmi nulla.


Salve a tutti. Anche io sono un Ingegnere Elettrico triennale del Politecnico di Bari. io mi sono fermato ai 3 anni principalmente perché avevo la possibilità di lavorare, ma sopratutto perché il corso di laurea che ho frequentato a Bari con il DM270 era strutturato veramente bene (e di questo rigrazio i professori che ho avuto) che però ha portato ad una media di tempo per laurearsi di 5 anni.
il nostro corso triennale aveva 27 esami di cui 24 con lo stesso programma di quelli del vecchio ordinamento! (macchine elettriche aveva 4 macchine complete (trasformatore, asincrona sincrona e corrente continua) infatti ci ho messo 8 mesi a studiarlo, impiantio elettrici tutto il programma di AT, distribuzione tutta la BT e la MT comprensiva di progetto finale di impianto industriale da 400 kW, elettronica di potenza, elettronica applicata, controlli automatici etc. etc.) il tutto per permetterci di poter lavorare dal punto di vista elettrico su tutti i fronti con la giusta preparazione anche con la sola triennale.
La fortuna nel caso di elettrica consiste nel fatto che qualsiasi cosa si progetti dal punto di vista impiantistico rientra nei metodi standardizzati perché è difficile se non impossibile trovare qualcuno progetti in maniera differente rispetto a 20 anni fa.
Nel settore elettrico distinzioni non ne esistono!
A titolo di esempio ho condotto la progettazione di 50 MW di fotovoltaico a terra con cabina primaria MT/AT e ora ne seguo altri 15 MW. Sono solo in attesa del timbro per poter siglare tutte tavole che ho progettato.
[...]Per una professione redditizia la chitarra va bene o il doppio flauto da coro se però il ragazzo è un po' rozzo fagli fare il banditore d'asta o l'INGEGNERE.
Marco Valerio Marziale, Epigrammi, Libro V, n.56
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[65] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentesebago » 27 feb 2010, 14:50

donasibilla ha scritto: è difficile se non impossibile trovare qualcuno progetti in maniera differente rispetto a 20 anni fa.

Non l'ho capita: perché proprio "20 anni fa"?
Saluti
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[66] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentemapi87 » 12 apr 2011, 18:49

salve a tutti, mi sono appena laureato in ingegneria elettrica, volevo un consiglio se continuare gli studi e fare gli altri due anni della magistarle, oppure fermarmi e cercare da lavorare. Che differenze ci sono da un ingegnere triennale e uno dei 5 anni? dando un 'occhiata alle materie della magistrale (specialistica) non sono molto diferenti da quelle della triennale appena conclusa.

Grazie :D
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[67] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentegiorgiodavid » 12 apr 2011, 21:26

Se sei giovane, continua nello studio... se hai già qualche annetto, fermati. Se continui sarai solo un po' più bravo nell'applicazione della matematica e potrai fare qualunque cosa.

Se ti fermi, trovi lo stesso lavoro, ma non potrai fare tutto quello che ti passa per la mente: alcuni concorsi sono off-limit, credo anche l'insegnamento all'università e la ricerca. Inoltre, avrai tante offese da parte di quelli che hanno fatto 5 anni, perché hai studiato meno di loro, gli porti via il lavoro e rosicano!!!

Questo in breve sintesi...
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[68] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentegiuliomega » 13 apr 2011, 9:37

Premesso che siamo in Italia, dove in sostanza anche il parrucchiere firma impianti o cemento armato, credo che, alla fine, basterebbe andare alla fonte della normativa. Per essere precisi e chiari.
Il testo di riferimento è il DPR 328 del 2001. Esso è stato anche commentato e valutato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri.
Il 2° comma dell'art.46 introduce una ulteriore residuale individuazione delle competenze secondo il quale
"... formano in particolare oggetto dell'attività professionale degli iscritti alla sezione A... le attività... che implicano l'uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali nella progettazione, direzione lavori, stima e collaudo strutturale, sistemi e processi complessi o innovativi.".
Quindi, l'ingegnere Iunior (termine corretto in quanto identificato in termini normativi) è abilitato a procedere secondo metodologie e norme standardizzate. Per il resto deve (non può, ma deve) collaborare con in ingegnere (termine corretto che identifica chi ha anche il titolo specialistico).
Esempio: il progetto di una diga non è materia di cui può essere capo commessa un ingegnere iunior, il rilievo sulla stabilità di un pendio si.
Esempio: una pratica antincendio che non ricade nelle attività elencate (1982) e che richieda deroga o calcolo elaborato di compartimentazione o altro non è competenza di un ingegnere iunior (forse si con l'abilitazione della 818, ma bisognerebbe chiedere al comando Provinciale).
L'ingegnere può presentare un documento dove consapevole delle responsabilità può dichiarare che la procedura di collaudo che egli segue è differente da quella normativa perché.... etc. L'ingegnere iunior non può scrivere un documento di questo tipo.
Alla fine dei conti, il DPR è in realtà molto onesto. Non preclude carriere o professioni, ma distingue competenze che in linea di massima corrispondono o possono corrispondere a percorsi universitari di livelli differenti.

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[69] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentegiorgiodavid » 13 apr 2011, 10:03

In linea di massima hai ragione, ma la terminologia avanzata e standardizzata rimane in ogni caso, una terminologia abbastanza vaga.

Non vorrei sbagliare, ma credo che il termine iunior (che era ridicolo), sia stato abolito... infatti le due tipologie di ingegneri vengono identificate esclusivamente dai due seguenti titoli:

Triennale: dott. ing.
Quinquennale: dott. mag. ing.

Altre diciture non sono previste (vedi timbri ordine ingegneri di Roma).

La legge si è adeguata all'Europa creando la laurea triennale, ma c'è chi continua a remare contro per evidenti interessi economici. Il mio pensiero è che avrebbero fatto meglio a rimanere con il VO (e lo dico io che sono un triennale), ma ormai la scelta è stata fatta, quindi siamo laureati per legge!
In ogni caso, voci di corridoio raccontano la possibilità di abolire la sezione B (dedicata ai triennali) degli ordini, non consentendo più la libera professione ad essi... fermo restando che, chi già iscritto, ovviamente e gisustamente, rimarrebbe iscritto e passerebbe d'ufficio alla sezione A, per il concetto della non retroattività di una legge. Anche se in questo modo agli ingegneri B si "regalerebbe" una sezione A, è giusto così in quanto questi ingegneri hanno deciso di fermarsi alla triennale poiché la legge lo consentiva, e non è ammesso cambiare le carte intavola quando i giochi sono stati fatti: si sta giocando con la vita e con il lavoro delle persone!
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[70] Re: competenze ingegnere junior

Messaggioda Foto Utentegiuliomega » 13 apr 2011, 10:27

Concordo, ma vedi (mi permetto di darti del Tu in quanto anche io sono iscritto all'Ord.Ing.Roma con N°29401-A settore Civile Ambientale (amb, 3+2)), in fondo in fondo il punto è un altro.
La norma è chiara. Anche istintivamente ed emotivamente ciascuno di Noi sa cosa sia un progetto standard ed uno in cui ti trovi a dover fare tue ipotesi di calcolo e di metodo. Nel secondo caso, quando metti timbro e firma, ti assicuro che un po' la mano trema. Ecco, quello vuol dire che sei sicuro che se tutto non è perfetto, il cetriolo (passami la battutaccia) è solo tuo. Questo è un modo semplicissimo per distinguere i due ambiti.
E la domanda successiva è: ma quante volte capita a ciascuno di Noi una situazione del genere? Forse mai in tutta la carriera professionale o forse due o tre volte nella vita.
Quindi si, è vero, in concreto le differenze tra le due lauree si affievoliscono rapidamente come ambiti lavorativi.
Ma qui ne sorge una nuova di domanda: se la norma è corretta, e con essa anche il nostro pensiero e la nostra ragionevolezza, dove sta il problema?
Risposta: il problema sta nel fatto che Noi (inteso come italiani in generale) siamo dei traffichini nati e dei maestri nel cercare di aggirare norme e leggi e partiamo in cattiva fede e prevenuti 101 volte su 100.
Cosa voglio dire? Voglio dire che a me, che sono un 3+2, non cambia nulla nella vita se un "3" può firmare più o meno di me. Ma quante battaglie abbiamo sentito ad esempio tra geometri con ricorsi su ricorsi per firmare cemento armato, fare i capo commessa, etc.? O ad esempio i Periti: i meccanici che vogliono firmare l'elettrico. Gli Elettrici che vogliono firmare impianti termici o certificazioni energetiche. E' una gara a fregare il prossimo e la legge.
Ti posso dire che a mio avviso il lavoro nei nostri settori, sebbene ridotto dalla crisi, alla fine, non manca e che se ognuno facesse bene il suo, non andrebbe a cercare di sconfinare in ambiti in cui sicuramente un altro tecnico è più bravo.
Ad esempio: ingegneri (miei colleghi) che fanno pratiche edilizie e DIA: dal mio punto di vista sono matti, io ci ho provato una volta e ho sudato sangue per dibattermi tra PRG e regolamenti edilizi. Il rapporto costi benefici ed il mio costo orario mi portano a non includere le DIA tra le mie attività, salvo rare eccezioni.
Allora semplicemente lascio al geometra e all'architetto il loro lavoro, a me resta la mia competenza impiantistica e campo sereno. Se mi serve una DIA alzo il telefono e chiedo a Geom. o Arch. quanto vogliono e se possono farmela. Viceversa quando Loro prendono una commessa e gli servono impianti...
Una ultima cosa, c'è gente che ha abusato del timbro e della firma o che ha fatto porcate. Bisogna allora anche dire che Io non ho mai sentito di un Ordine o Collegio che richiama il proprio iscritto, gli toglie il timbrino e lo manda a zappare l'orto. Anche questo non va bene perché lede gli onesti.
Un saluto.

Giulio Passarini
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