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Ottenere una tensione monofase dalla trifase

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[71] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto Utenteadmin » 24 ago 2017, 0:28

penso [io ?] che quel trasformatore alimenti carichi, MA nello specifico come dice l'OP sono scarichi squilibrati perché monofasi, ne deriva che lo pseudo neutro che tu cosrtuisci con reattanze IDENTICHE nella realtà è costituito da raettanze DIVERSE
nello specifico già sono diverse le capacità che comnuque hanno un'impedanza capacitiva alta
MA molto di più sono diverse le resistenze e le reattanze induttive che sono costutuite da utenze MONOFASI
ne deriva che se arricchisci il tuo esempio con le utenze MONOFASI NON FUNZIONA PIU'


Quando sarai in grado di farmi vedere con schemi, formule e non solo chiacchiere, cosa cambia e cosa non funziona, evitando di attribuirmi costruzioni che sono solo parole del tuo linguaggio tecnico ad personam, come lo pseudo neutro (dopo lo pseudo stella anche lo pseudo neutro! Ci sono altri pseudo qualcosa in programma?) potrò cercare di capire se c'è qualcosa da capire in quello che scrivi.
E' possibile calcolare i parametri del circuito di Thevenin che alimenta Lele quando le reattanze di dispersione sono diverse?
In caso affermativo, come cambiano?
Cambiano in modo che è possibile calcolare la corrente su Lele, o tale calcolo diventa impossibile? E se diventa impossibile, perché?
Stesse domande con la presenza di carichi monofase.
Fai esempi e calcoli con schemi e valori che ritieni più opportuni. E le parole usale fondamentalmente per spiegare schemi e calcoli.
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[72] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 24 ago 2017, 6:17

Chissà se Foto Utentecarloc è già tornato dalle ferie? Lui dovrebbe sapere qualcosa degli impianti di bordo.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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[73] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto Utentefpalone » 24 ago 2017, 9:31

admin ha scritto:Francesco ha scritto che il potenziale del centro stella del sistema si sposta per adeguarsi alla nuova situazione. In realtà quello che si sposta è il potenziale dello scafo. Il centro stella del sistema è un punto ideale e non capisco dove dovrebbe spostarsi: è il punto cui abbiamo attribuito il potenziale zero e tale resta sia quando Lele non tocca che quando tocca.

Foto Utenteadmin, credo che nelle parti che ho sottolineato si giochi l'ambiguità:
per me il punto a cui attribuire il potenziale zero è sempre la terra locale (che in questo caso possiamo considerare essere lo scafo della nave) e non il centro stella del sistema trifase; assumo questa ipotesi per mia (de)formazione professionale che spiego alla fine per non perdere il filo.
Così facendo, visto che le ddp rimangono le stesse qualunque sia il nodo a cui attribuiamo il potenziale nullo, è il potenziale del centro stella del sistema trifase che cambia, portandosi a 132 V. Nulla cambia per Foto Utentelelerelele, che è soggetto sempre a 0.13 mA; ma su questo punto, come in tutti gli altri punti di pratica applicabilità, in tutta la discussione c'è stata concordanza di vedute.

Sul motivo per cui assumo la terra locale come potenziale di riferimento, è perché nell'analisi dei sistemi elettrici di trasmissione e distribuzione, si attua in genere il processo di riduzione di Kron, che per farla breve, consente di non rappresentare esplicitamente tutti quei conduttori il cui potenziale è pari alla terra locale. Questo è molto utile nel rappresentare le linee di trasmissione e distribuzione, in quanto consente di ridurre le dimensioni delle matrici di impedenza ed ammettenza delle linee eliminando i termini relativi a funi di guardia, guaine dei cavi, conduttori di ritorno ecc..
Una conseguenza di questo metodo è che tutte le tensioni che calcoli utilizzando matrici ridotte con il metodo di Kron hanno come riferimento la terra locale (e non il centro stella del sistema, oppure la terra remota). Visto che in tutte le applicazioni pratiche le ddp verso la terra locale misurabili in modo più semplice rispetto a quelle verso il centro stella o verso la terra remota, tale conseguenza non è molto limitante.
Adottando sempre questa approssimazione, sono abituato a pensare a centri stella del sistema a potenziale diverso da quello di terra, non solo in sistemi a neutro isolato ma anche, seppur con spostamenti minori, anche in caso di sistemi con neutro collegato a terra.
Realizzo ora che quello che davo per scontato per deformazione professionale, ossia assumere come potenziale zero la terra locale e non il centro stella del sistema, in realtà non lo era; però mi pare che nella sostanza nulla cambi.
Dopo oltre 100 messaggi penso siamo tutti concordi nel dire che la nave di Foto Utenteschumy91 usi un trasformatore Dd 380/220 V per creare una porzione di sistema a 220 V esercito in IT ed alimentare quindi i carichi a 220 V. Foto Utenteschumy91 dovrebbe alla fine aver risolto il suo dubbio!
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[74] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto Utenteadmin » 24 ago 2017, 10:23

Foto Utentefpalone, il potenziale zero lo possiamo attribuire a qualsiasi punto da sempre. Inutile ripetere che quello che conta non sono i potenziali assoluti, ma le differenze di potenziale.
Come hai detto tu non cambia alla fine nulla e se tu lo attribuisci allo scafo per me va bene.
Può anche darsi che sia l'approccio migliore se lo dice Kron che non conoscevo: quasi sempre poi di fronte alle matrici mi fermo perché mi mettono ansia, probabilmente per la potenza che hanno e che io non so controllare: non sono un pilota adeguato.

Allora quella che chiami terra è lo scafo, e quello lo consideri sempre e comunque a potenziale zero, e quando il potenziale del centro stella del sistema non coincide con il potenziale dello scafo, si sposta quello rispetto allo zero dello scafo. Come già detto non cambia nulla. Nella rappresentazione grafica io mi trovo meglio considerando zero il baricentro delle tensioni concatenate, quindi il potenziale del centro stella che avremmo se ne costruissimo uno apposito fisico.

Per quel che riguarda l'osservazione di Foto Utentelelerelele circa l'analisi corretta dal punto di vista teorico, ma non da quello pratico, aspetto le analisi più complete delle mie ovviamente.
In fondo si tratta solo di inserire carichi monofase e di variare le ammettenze di dispersione.
Chi è in grado lo faccia e vediamo cosa ottiene.
Io ho proposto il ragionamento che ritenevo di fare, semplificando lo schema di analisi, trascurando ciò che secondo me porta solo ad affinamenti successivi ed eliminando chiacchiere roboanti, terminologie personali mai definite, affermazioni gridate senza dimostrazione alcuna.
Ripeto ancora una volta: chi è in grado di eseguire un'analisi più approfondita, inserendo ciò che io non ho considerato, come i carichi monofase o le ammettenze di dispersione diverse dalle capacità dei cavi, assumendo poi per queste valori disuguali, lo faccia: non è né proibito né impossibile, ma solo auspicabile.
Io esaminerò sforzandomi di comprenderlo.
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[75] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 24 ago 2017, 10:32

admin ha scritto:inserire carichi monofase e di variare le ammettenze di dispersione

In prima approssimazione, se il trasformatore è Dd, i carichi monofase sarebbero anche trascurabili e basterebbe valutare le sole ammettenze di dispersione agli effetti della tensione verso terra (o mare che sia, diciamo conduttore di protezione se c'è).
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[76] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto UtenteStefanoSunda » 24 ago 2017, 10:35

Dopo oltre 100 messaggi penso siamo tutti concordi nel dire che la nave di schumy91 usi un trasformatore Dd 380/220 V per creare una porzione di sistema a 220 V esercito in IT ed alimentare quindi i carichi a 220 V. schumy91 dovrebbe alla fine aver risolto il suo dubbio!

Scumy91 avrebbe risolto i suoi dubbi già nel post 45, con il suo disegno di distribuzione, che mi da ragione nel mio post 32, nel trafo triangolo/triangolo. Le altre discussioni che si sono susseguite riguardavano a una barca non a una nave. Gli impianti di una nave sono paragonabii a delle vere centrali terrestri, con tanti trasformatori, collegati a stella o a triangolo, ove vi sono diverse tensioni in gioco, per i diversi tipi di utilizzatori.
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[77] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto Utenteadmin » 24 ago 2017, 10:44

EcoTan ha scritto:In prima approssimazione, se il trasformatore è Dd, i carichi monofase sarebbero anche trascurabili e basterebbe valutare le sole ammettenze di dispersione agli effetti della tensione verso terra (o mare che sia, diciamo conduttore di protezione se c'è).

Una tua idea di prima approssimazione l'hai espressa ed allora un altro piccolo sforzo: cosa cambierà ad esempio nel circuito di Thevenin utilizzato per capire cosa succede a Lele quando tocca una fase modificando le ammettenze di dispersione nel modo che si ritiene più realistico?
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[78] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 24 ago 2017, 10:53

Nel circuito del post [94], modificando le ammettenze di dispersione direi che nel caso più sfortunato si prenderà la scossa a 230 e nel caso più probabile a 230/radice di 3 = 133 V.
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[79] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto Utenteadmin » 24 ago 2017, 10:59

230 V in A ci sarebbero se un reattanza di dispersione di un'altra fase fosse di valore zero, che non è prorio una reattanza di dispersione
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[80] Re: Ottenere una tensione monofase dalla trifase

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 24 ago 2017, 11:01

Sì, ho sbagliato. Nel caso "peggiore" magari poteva andare, ma nel caso più probabile bisogna fare un partitore fra la reattanza capacitiva e la resistenza di Lerelele. Sono troppo arrugginito con le reti di sequenza per stimare al volo la capacità in questione.
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