admin ha scritto:Francesco ha scritto che il potenziale del centro stella del sistema si sposta per adeguarsi alla nuova situazione. In realtà quello che si sposta è il potenziale dello scafo. Il centro stella del sistema è un punto ideale e non capisco dove dovrebbe spostarsi: è il punto cui abbiamo attribuito il potenziale zero e tale resta sia quando Lele non tocca che quando tocca.
admin, credo che nelle parti che ho sottolineato si giochi l'ambiguità:
per me il punto a cui attribuire il potenziale zero è sempre la terra locale (che in questo caso possiamo considerare essere lo scafo della nave) e non il centro stella del sistema trifase; assumo questa ipotesi per mia (de)formazione professionale che spiego alla fine per non perdere il filo.
Così facendo, visto che le ddp rimangono le stesse qualunque sia il nodo a cui attribuiamo il potenziale nullo, è il potenziale del centro stella del sistema trifase che cambia, portandosi a 132 V. Nulla cambia per
lelerelele, che è soggetto sempre a 0.13 mA; ma su questo punto,
come in tutti gli altri punti di pratica applicabilità, in tutta la discussione c'è stata concordanza di vedute.
Sul motivo per cui assumo la terra locale come potenziale di riferimento, è perché nell'analisi dei sistemi elettrici di trasmissione e distribuzione, si attua in genere il processo di
riduzione di Kron, che per farla breve, consente di non rappresentare esplicitamente tutti quei conduttori il cui potenziale è pari alla terra locale. Questo è molto utile nel rappresentare le linee di trasmissione e distribuzione, in quanto consente di ridurre le dimensioni delle matrici di impedenza ed ammettenza delle linee eliminando i termini relativi a funi di guardia, guaine dei cavi, conduttori di ritorno ecc..
Una conseguenza di questo metodo è che tutte le tensioni che calcoli utilizzando matrici ridotte con il metodo di Kron hanno come riferimento la terra locale (e non il centro stella del sistema, oppure la terra remota). Visto che in tutte le applicazioni pratiche le ddp verso la terra locale misurabili in modo più semplice rispetto a quelle verso il centro stella o verso la terra remota, tale conseguenza non è molto limitante.
Adottando sempre questa approssimazione, sono abituato a pensare a centri stella del sistema a potenziale diverso da quello di terra, non solo in sistemi a neutro isolato ma anche, seppur con spostamenti minori, anche in caso di sistemi con neutro collegato a terra.
Realizzo ora che quello che davo per scontato per deformazione professionale, ossia assumere come potenziale zero la terra locale e non il centro stella del sistema, in realtà non lo era; però mi pare che nella sostanza nulla cambi.
Dopo oltre 100 messaggi penso siamo tutti concordi nel dire che la nave di
schumy91 usi un trasformatore Dd 380/220 V per creare una porzione di sistema a 220 V esercito in IT ed alimentare quindi i carichi a 220 V.
schumy91 dovrebbe alla fine aver risolto il suo dubbio!