Buongiorno a tutti, dovendo effettuare il rischio di fulminazione in un appartamento a piano terra,non so come comportarmi, e sfortunatamente rivedrò il mio prof solo agli esami.
In pratica se sopra all'appartamento (di cui sto progettando l'impianto elettrico) ho altri appartamenti, che misure devo inserire nella tabella "caratteristicche della struttura"?
Devo considerare le dimensioni solo del mio appartamento oppure le dimesioni dell'intero edificio?
Se considero le dimensioni del mio appartamento applico un coefficiente di posizione inferiore a 1 quindi considerando come se fosse in ambito urbano?
Spero che qualcuno riesca a darmi una dritta.
Grazie
Valutazione rischio fulminazione e spd
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Mike
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Grazie comunque, ho risolto con l'allegato A.2.1.2 della 81-10 2 e con la funzione "cerca" del forum.
grazie al software deckspd ho visto che la mia struttura risulta autoprotetta (calcolo effettuato senza spd).
Quindi se ho ben capito non necessita neanche di spd nelle linee entranti.
Tuttavia è consigliabile dire al cliente di istallarli, o mi sono perso qualche cosa?
Grazie
grazie al software deckspd ho visto che la mia struttura risulta autoprotetta (calcolo effettuato senza spd).
Quindi se ho ben capito non necessita neanche di spd nelle linee entranti.
Tuttavia è consigliabile dire al cliente di istallarli, o mi sono perso qualche cosa?
Grazie
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[3] RIschio R4
Ho un dubbio, nel software deckspd quando mi chiede "VALORE TOLLERABILE PER RISCHIO R4 (perdite economiche)" che valore mi consigliate di mettere, o comunque come ci si comporta visto che tale valore dipende dalle considerazioni economiche del committente?
Grazie
Grazie
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[4] Re: RIschio R4
bob2704 ha scritto:Ho un dubbio, nel software deckspd quando mi chiede "VALORE TOLLERABILE PER RISCHIO R4 (perdite economiche)" che valore mi consigliate di mettere, o comunque come ci si comporta visto che tale valore dipende dalle considerazioni economiche del committente?
Grazie
La valutazione dei rischi economici NON sono obbligatori ma solo quelli relativi alla sicurezza delle persone.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Grazie Mike, quindi anche se il mio è un luogo di lavoro non vi è alcun obbligo di valutazione dei rischi economici. Ma se vorrei farla ugualmente, in modo da installare gli spd, che valore dovrei attribuire?
Oppure: se volessi inserire gli spd potrei scrivere nella relazione che nonostante la strutura risulta protetta si consiglia di installare gli spd in ingresso della linea Enel (esiste solo quella, non voglio considerare che un giorno possa esistere la linea telecom) vista la modesta spesa (essendo un impiantino di uno studio medico gruppo1).
Giusto?
Oppure: se volessi inserire gli spd potrei scrivere nella relazione che nonostante la strutura risulta protetta si consiglia di installare gli spd in ingresso della linea Enel (esiste solo quella, non voglio considerare che un giorno possa esistere la linea telecom) vista la modesta spesa (essendo un impiantino di uno studio medico gruppo1).
Giusto?
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Quando la struttura risulta autoprotetta dalle s.a. dirette ed indirette con l'eccezione del rischio economico hai esaurito i tuoi doveri, almeno che il committente non richieda specificatamente anche la valutazione del rischio economico, in tal caso dovrai confrontarti con lui per le valutazioni del caso.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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OK. Grazie Mike.
Quindi se il committente mi dovesse chiedere di valutare il calcolo economico, nel software deckspd quando mi chiede "VALORE TOLLERABILE PER RISCHIO R4 (perdite economiche)" mi calcolo il rischio R4 con le formule dell'allegato G della 81-10 - 2. Giusto?
Quindi se il committente mi dovesse chiedere di valutare il calcolo economico, nel software deckspd quando mi chiede "VALORE TOLLERABILE PER RISCHIO R4 (perdite economiche)" mi calcolo il rischio R4 con le formule dell'allegato G della 81-10 - 2. Giusto?
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Facciamo il punto:
NORMA:
come ottimamente detto da Mike, la norma (CEI 81-10/2 valutazione del rischio) rende obbligatoria la valutazione del rischio di perdita di vite umane (rischio di tipo 1) mentre lascia alla scelta libera del committente se valutare il rischio di tipo economico (rischio di tipo 4).
Per la valutazione del rischio di tipo 1, la norma prevede il calcolo di varie componenti (Ra, Rb, Ru, ecc.) la cui somma determina il valore complessivo di rischio che deve essere inferiore al rischio accettabile che la norma stessa fissa in Ra1=0,00001. Fatti dunque tutti i bravi calcoletti ci saranno due possibilità:
a) il rischio calcolato è inferiore a quello accettabile, ergo: la struttura è autoprotetta, non occorre fare nulla.
b) il rischio calcolato è superiore al valore accettabile, occorre prendere provvedimenti opportuni per abbassare il valore di rischio calcolato (e non è detto che sia necessario un LPS) fino a renderlo inferiore al valore accettabile.
Nel caso del rischio di tipo 4, la norma non fissa (né potrebbe) il valore di rischio accettabile, perché dovrebbe essere il committente stesso a fissare questo parametro, in base a considerazioni tutte sue, anche ammesso che voglia considerarlo o decida di infischiarsene (cosa che, come detto, la norma gli consente).
Ora, in questa situazione la normativa precedente (CEI 81-4) procedeva per vie similari al calcolo del rischio di tipo 1, ipotizzando che il committente dovesse fissare un valore accettabile di rischio economico, un R4 accettabile insomma. Senonché la maggior parte dei committenti si trovavano alquanto spaesati a fissare questo benedetto valore e a capirne bene il significato. Un valore molto "usato" era R4a = 0,0001 ma da qui a far capire al committente cosa realmente significasse...
Il discorso è più semplice con la normativa attuale (CEI 81-10) come descritto nell'allegato G:
- occorre calcolare tutte le componenti di rischio
- occorre valutare alcuni parametri economici (dati che evidentemente può e deve fornire il committente), quali il costo degli impianti, il costo dell'edificio, tassi di interesse e di ammortamento, ecc.
- occore calcolare l'ammontare delle perdite senza misure di protezione
- occorre calcolare il costo delle misure di protezione
- occorre calcolare l'ammontare delle perdite residue con le misure di protezione
- occorre valutare il risparmio annuale (come indicato nell'allegato)
A questo punto rimane una semplice valutazione da fare: se il risparmio annuale è positivo è necessario adottare le misure di protezione (e anche in tal caso non è detto che sia necessario installare un LPS). Altrimenti, con risparmio annuale minore di zero, non occore far nulla (si potrebbe dire: la struttura è "economicamente" autoprotetta)
SOFTWARE:
il software della Obo Betterman DECKSPD 81-10 è la versione aggiornata del precedente DECKSPD 81-4.
Purtroppo però per la parte "economica" del calcolo è rimasto ancorato (almeno nella versione che ho io) al metodo "ex 81-4", per cui nel calcolo richiede ancora il valore di R4 accettabile mentre la CEI 81-10 propone le valutazioni che ho sopra riferito (quelle dell'allegato G). E' questo uno dei motivi per cui non lo uso, assieme al fatto che ha una grafica poco accattivante, a tratti dispersiva e poco flessibile. Il fatto che poi gli elaborati non siano agevolmente esportabili me lo rende ancora più antipatico. Naturalmente questi sono pareri del tutto personali e ognuno può farsene l'opinione che vuole.
Un'ultima cosa: se il cliente non desidera la valutazione economica (perché vuole infischiarsene, perché non vuole spendere quattrini, perché...) è molto opportuno fargli firmare una dichiarazione liberatoria in tal senso, per evitare che, in seguito a fulminazione con conseguenti danni economici, si dimentichi di aver detto al progettista che voleva solo la valutazione del rischio di perdita di vite umane.
Verba volant, scripta manent.
La dichiarazione che usualmente faccio firmare è questa:
Saluti
NORMA:
come ottimamente detto da Mike, la norma (CEI 81-10/2 valutazione del rischio) rende obbligatoria la valutazione del rischio di perdita di vite umane (rischio di tipo 1) mentre lascia alla scelta libera del committente se valutare il rischio di tipo economico (rischio di tipo 4).
Per la valutazione del rischio di tipo 1, la norma prevede il calcolo di varie componenti (Ra, Rb, Ru, ecc.) la cui somma determina il valore complessivo di rischio che deve essere inferiore al rischio accettabile che la norma stessa fissa in Ra1=0,00001. Fatti dunque tutti i bravi calcoletti ci saranno due possibilità:
a) il rischio calcolato è inferiore a quello accettabile, ergo: la struttura è autoprotetta, non occorre fare nulla.
b) il rischio calcolato è superiore al valore accettabile, occorre prendere provvedimenti opportuni per abbassare il valore di rischio calcolato (e non è detto che sia necessario un LPS) fino a renderlo inferiore al valore accettabile.
Nel caso del rischio di tipo 4, la norma non fissa (né potrebbe) il valore di rischio accettabile, perché dovrebbe essere il committente stesso a fissare questo parametro, in base a considerazioni tutte sue, anche ammesso che voglia considerarlo o decida di infischiarsene (cosa che, come detto, la norma gli consente).
Ora, in questa situazione la normativa precedente (CEI 81-4) procedeva per vie similari al calcolo del rischio di tipo 1, ipotizzando che il committente dovesse fissare un valore accettabile di rischio economico, un R4 accettabile insomma. Senonché la maggior parte dei committenti si trovavano alquanto spaesati a fissare questo benedetto valore e a capirne bene il significato. Un valore molto "usato" era R4a = 0,0001 ma da qui a far capire al committente cosa realmente significasse...
Il discorso è più semplice con la normativa attuale (CEI 81-10) come descritto nell'allegato G:
- occorre calcolare tutte le componenti di rischio
- occorre valutare alcuni parametri economici (dati che evidentemente può e deve fornire il committente), quali il costo degli impianti, il costo dell'edificio, tassi di interesse e di ammortamento, ecc.
- occore calcolare l'ammontare delle perdite senza misure di protezione
- occorre calcolare il costo delle misure di protezione
- occorre calcolare l'ammontare delle perdite residue con le misure di protezione
- occorre valutare il risparmio annuale (come indicato nell'allegato)
A questo punto rimane una semplice valutazione da fare: se il risparmio annuale è positivo è necessario adottare le misure di protezione (e anche in tal caso non è detto che sia necessario installare un LPS). Altrimenti, con risparmio annuale minore di zero, non occore far nulla (si potrebbe dire: la struttura è "economicamente" autoprotetta)
SOFTWARE:
il software della Obo Betterman DECKSPD 81-10 è la versione aggiornata del precedente DECKSPD 81-4.
Purtroppo però per la parte "economica" del calcolo è rimasto ancorato (almeno nella versione che ho io) al metodo "ex 81-4", per cui nel calcolo richiede ancora il valore di R4 accettabile mentre la CEI 81-10 propone le valutazioni che ho sopra riferito (quelle dell'allegato G). E' questo uno dei motivi per cui non lo uso, assieme al fatto che ha una grafica poco accattivante, a tratti dispersiva e poco flessibile. Il fatto che poi gli elaborati non siano agevolmente esportabili me lo rende ancora più antipatico. Naturalmente questi sono pareri del tutto personali e ognuno può farsene l'opinione che vuole.
Un'ultima cosa: se il cliente non desidera la valutazione economica (perché vuole infischiarsene, perché non vuole spendere quattrini, perché...) è molto opportuno fargli firmare una dichiarazione liberatoria in tal senso, per evitare che, in seguito a fulminazione con conseguenti danni economici, si dimentichi di aver detto al progettista che voleva solo la valutazione del rischio di perdita di vite umane.
Verba volant, scripta manent.
La dichiarazione che usualmente faccio firmare è questa:
DICHIARAZIONE IN MERITO ALLA PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE
RELATIVAMENTE AL RISCHIO DI PERDITE ECONOMICHE
Impianto: .....[descrizione impianto]........
Committente: ......[denominazione committente].............
Il sottoscritto .......[responsabile della committenza]........, Responsabile dell’impianto in oggetto, sotto la propria responsabilità, ai sensi della Norma CEI EN 62305-2,
dichiara
· di essere a conoscenza che la valutazione del rischio relativo alle scariche atmosferiche è stata condotta con riferimento al rischio di tipo 1 (perdita di vite umane);
· di essere a conoscenza che non è stato valutato il rischio di tipo 4 (perdite economiche);
· di essere a conoscenza che l’impianto potrebbe non essere protetto contro il danno economico che le sovratensioni causate dalle scariche atmosferiche possono provocare;
· di accettare espressamente tale rischio di tipo 4;
· di sollevare il progettista ........[denominazione progettista]........, ai sensi della presente dichiarazione, dalle relative responsabilità.
In fede
Luogo, data
Saluti
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Perfetto sebago!
Ho tolto tanti dubbi.
Grazie tante.
Ho tolto tanti dubbi.
Grazie tante.
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Salve a tutti,
io devo fare una valutazione rischi per una tabaccheria ovviamente a piano terra!
Vi chiedo:
1) come struttura devo considerare tutto il condominio sopra il negozio?
2) Trattandosi di un negozio su una piazza c'è una filiera di edifici tutti attaccati e non capisco bene dove comincia l'edificio di interesse al negozio e dove gli altri. Come mi devo comportare in questo caso?
Grazie anticipatamente a chiunque vorrà aiutarmi
Ciro
io devo fare una valutazione rischi per una tabaccheria ovviamente a piano terra!
Vi chiedo:
1) come struttura devo considerare tutto il condominio sopra il negozio?
2) Trattandosi di un negozio su una piazza c'è una filiera di edifici tutti attaccati e non capisco bene dove comincia l'edificio di interesse al negozio e dove gli altri. Come mi devo comportare in questo caso?
Grazie anticipatamente a chiunque vorrà aiutarmi
Ciro
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cainoeabele
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