Buonasera a tutti!
Tre quesiti:
1_ Negli impianti civili alimentati a 220 V c.a. come mai il conduttore neutro, se toccato, non trasmette corrente all'uomo? (E' forse perché l' "alternanza" è a carico della sola fase quindi solo lei è in tensione?) Ed essendo neutro come mai se disinserito, il corpo alimentato cessa di funzionare?
2_Una volta mi è capitato che cambiando un lampadario, comandato da deviatori, appoggiando il cercafase sui due conduttori ad esso collegati il cercafase s'illuminava. Com'è possibile? perché il differenziale non scattava? (Solo su questo lampadario ho notato questa anomalia, per gli altri tutto regolare.
L'impianto è stato rifatto nel '98.
3_ In rete non ho trovato molto in merito ai circuiti d'una votla alimentati da doppia fase; vorrei quindi sapere il principio di funzionamento e come mai veniva esegutio questo tipo di impianto.
Grazie a tutti!
Fase e neutro. Impianti a doppia fase
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Mike
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1)
Innanzitutto non è vero che il neutro non "trasmetta corrente all'uomo". Di solito è vero, ma non sempre e, a tutti gli effetti, il neutro è da considerare un conduttore attivo. Esso può assumere tensioni pericolose rispetto al terreno, quindi "trasmettere corrente all'uomo", in caso di guasti, ad esempio. Il neutro in genere non è in tensione rispetto al terreno, dove l'uomo appoggia i piedi, perché, all'origine dell'impianto, il neutro è collegato al terreno. Quindi l'uomo che tocca il neutro e che ha i piedi per terra, quindi è al potenziale del terreno, non è in sottoposto ad alcuna differenza di potenziale: è equipotenziale con il neutro. In realtà non c'è mai un'equipotenzialità perfetta, ma una piccola tensione rispetto al terreno il neutro ce l'ha comunque, in genere non pericolosa; ma in occasioni di guasti le cose cambiano radicalmente.
Un circuito elettrico è un percorso chiuso composto di un generatore (che "pompa" cariche elettriche); un utilizzatore (es: una lampadina e due conduttori che connettono i due terminali del generatore con i due terminali dell'utilizzatore. Il neutro è uno di questi due fili: se lo interrompi, le cariche cessano di scorrere, come l'acqua non scorre in una tubazione ostruita da una saracinesca.
2)
Il differenziale scatta se la corrente supera il valore nominale della corrente differenziale, ad esempio i 30 mA, di quello comunemente chiamata "salvavita". La corrente necessaria ad accendere la lampadina del cercafase è molto inferiore.
3)
Il principio di funzionamento del "doppia fase" è perfettamente identico a quello di fase più neutro.
Nessuno dei due fili che connettono generatore e carico è, in tal caso ,collegato a terra e, rispetto ad essa, sono entrambi in tensione: una tensione che è la metà di quella esistente tra i due conduttori per cui, se hai tra i due conduttori una tensione di 230 V, rispetto a terra ognuno dei due è 115 V.
Innanzitutto non è vero che il neutro non "trasmetta corrente all'uomo". Di solito è vero, ma non sempre e, a tutti gli effetti, il neutro è da considerare un conduttore attivo. Esso può assumere tensioni pericolose rispetto al terreno, quindi "trasmettere corrente all'uomo", in caso di guasti, ad esempio. Il neutro in genere non è in tensione rispetto al terreno, dove l'uomo appoggia i piedi, perché, all'origine dell'impianto, il neutro è collegato al terreno. Quindi l'uomo che tocca il neutro e che ha i piedi per terra, quindi è al potenziale del terreno, non è in sottoposto ad alcuna differenza di potenziale: è equipotenziale con il neutro. In realtà non c'è mai un'equipotenzialità perfetta, ma una piccola tensione rispetto al terreno il neutro ce l'ha comunque, in genere non pericolosa; ma in occasioni di guasti le cose cambiano radicalmente.
Un circuito elettrico è un percorso chiuso composto di un generatore (che "pompa" cariche elettriche); un utilizzatore (es: una lampadina e due conduttori che connettono i due terminali del generatore con i due terminali dell'utilizzatore. Il neutro è uno di questi due fili: se lo interrompi, le cariche cessano di scorrere, come l'acqua non scorre in una tubazione ostruita da una saracinesca.
2)
Il differenziale scatta se la corrente supera il valore nominale della corrente differenziale, ad esempio i 30 mA, di quello comunemente chiamata "salvavita". La corrente necessaria ad accendere la lampadina del cercafase è molto inferiore.
3)
Il principio di funzionamento del "doppia fase" è perfettamente identico a quello di fase più neutro.
Nessuno dei due fili che connettono generatore e carico è, in tal caso ,collegato a terra e, rispetto ad essa, sono entrambi in tensione: una tensione che è la metà di quella esistente tra i due conduttori per cui, se hai tra i due conduttori una tensione di 230 V, rispetto a terra ognuno dei due è 115 V.
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Admin, grazie infinite! Una risposta davvero esaustiva che nemmeno i testi sarebebro riusciti a fornire.
Grazie ancora!

Grazie ancora!
Paolo P.
-

Paolop89tv
5 2 - Messaggi: 8
- Iscritto il: 3 ago 2008, 14:30
- Località: Treviso
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Perdonate la domanda sicuramente benale..
Anche io sul mio impianto credo di avere una doppia fase (Vivo a Roma)
Infatti il mio piccolo cercafase si illumina su tutti e due i poli di un interruttore del mio lampadario....ma se stacco la lampadina ...ecco che uno dei due poli di "chiude"
Detto questo,posso sperare di installare uno "shelly" nella scatola (Interruttore) senza dover portare il famoso neutro? Grazie mille
Anche io sul mio impianto credo di avere una doppia fase (Vivo a Roma)
Infatti il mio piccolo cercafase si illumina su tutti e due i poli di un interruttore del mio lampadario....ma se stacco la lampadina ...ecco che uno dei due poli di "chiude"
Detto questo,posso sperare di installare uno "shelly" nella scatola (Interruttore) senza dover portare il famoso neutro? Grazie mille
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netgeppo ha scritto:
Infatti il mio piccolo cercafase si illumina su tutti e due i poli di un interruttore del mio lampadario....ma se stacco la lampadina ...ecco che uno dei due poli di "chiude"
Se vuoi avere la certezza assoluta, devi provare in una presa, non in un interruttore
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