Prima di ogni cosa voglio congratularmi con tutti gli utenti del forum....fonte di risposte e soluzioni....
In secondo luogo mi presento: sono un ingegnere ed ho lavorato per diversi anni per un azienda...la congiunura economica ha fatto si che io "scegliessi" di fare il libero professionista nella progettazione di impianti elettrici (dove ho un poco di esperienza)...ho fatto qualche piccolo progetto, e quando ho avuto dubbi ho sempre fato riferimento ad un collega più anziano, cosa che adesso non posso più fare.
Avrei tre domande da porre, anche se possono sembrare cose banali.....io non ho mai fatto tirocinio in uno studio, quidi vado avanti leggendo le normative:
1) nel caso in cui il contatore enel è distante più di 3 metri dal primo quadro bisogna proteggere la montante. Io volevo proteggere la linea con un magnetotermico/diferenziale ti tipo AC, mentre un collega mi dice che è necessario un magnetotermico differenziale di tipo S. come devo comportarmi, non ho trovato nulla nella 64-8 ?
2)i calcoli per l'illuminazione di emergenza e o ausiliaria (secondo 1838) devono essere fatti per tutte le tipologie di attività oppure devono essere fatti solo per i locali di pubblico spettacolo?
3) la valutazione sul riscio dovuto ale scariche atmosferiche (che fino a qui ho sempre fatto per tutti gli impianti progettati) è obbligatoria?
grazie!
Quadro consegna energia ed illuminazione di emergenza e scar
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R1. Se la conduttura supera i 3 m è obbligatoria la protezione del cortocircuito a monte della stessa. Ai fini della protezione dai contatti indiretti invece, dipende da come è fatta la conduttura e dalla presenza di masse. Se l'avanquadro, la conduttura e il quadro generale sono a doppio isolamento, non serve alcun differenziale perché non ci sono masse e quindi la protezione dai contatti indiretti è garantita dal sistema a "doppio isolamento"; se il quadro generale è metallico, la CEI 64-8 permette di installare l'interruttore differenziale come generale del quadro elettrico. La scelta del tipo A o AC, del tipo istantaneo o Selettivo dipende da considerazioni progettuali.
R2. L'illuminazione di emergenza è obbligatoria in tutte le attività lavorative e per alcune attività soggette al controllo dei VVF ci sono dei decreti che ne determinano i requisiti (generici). Di fatto la norma che garantisce un impianto di illuminazione di sicurezza a regola d'arte è la UNI 1838. Non ci sono obblighi a verifiche illuminotecniche, l'obbligo riguarda il risultato, ma per garantire il risultato non c'è altro modo che verificarlo prima in fase progettuale.
R3. Si, la valutazione del rischio è obbligatoria per tutte le attività lavorative (D.Lgs. 81/08).
R2. L'illuminazione di emergenza è obbligatoria in tutte le attività lavorative e per alcune attività soggette al controllo dei VVF ci sono dei decreti che ne determinano i requisiti (generici). Di fatto la norma che garantisce un impianto di illuminazione di sicurezza a regola d'arte è la UNI 1838. Non ci sono obblighi a verifiche illuminotecniche, l'obbligo riguarda il risultato, ma per garantire il risultato non c'è altro modo che verificarlo prima in fase progettuale.
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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falessi ha scritto:Prima di ogni cosa voglio congratularmi con tutti gli utenti del forum....fonte di risposte e soluzioni....
Un piccolo aiuto da parte di tutti aiuta a migliorare il settore !!
falessi ha scritto:1) nel caso in cui il contatore enel è distante più di 3 metri dal primo quadro bisogna proteggere la montante. Io volevo proteggere la linea con un magnetotermico/diferenziale ti tipo AC, mentre un collega mi dice che è necessario un magnetotermico differenziale di tipo S. come devo comportarmi, non ho trovato nulla nella 64-8 ?
Il più delle volte le normative non indicano per filo e per segno che tipo di percorso si dovrà intraprendere, danno precise indicazioni su come comportarsi da interpretare di volta in volta.
Non troverai mai scritto la necessità di utilizzare un differenziale di tipo "S" selettivo...semmai troverai l'indicazione sulla necessità che i differenziali installati in distribuzione verticale debbano essere selettivi....per ottenere la selettività tra uno e l'altro ci deve essere almeno 3 volte la Idn .... giocoforza se vuoi essere sicuro che un differenziale sia veramente selettivo....devi utilizzare un tipo "S"
falessi ha scritto:2)i calcoli per l'illuminazione di emergenza e o ausiliaria (secondo 1838) devono essere fatti per tutte le tipologie di attività oppure devono essere fatti solo per i locali di pubblico spettacolo?
I calcoli devo essere fatti tutte le volte che è necessario un'illuminazione di sicurezza, altrimenti è di nessun aiuto in caso di pericolo
falessi ha scritto:3) la valutazione sul rischio dovuto alle scariche atmosferiche (che fino a qui ho sempre fatto per tutti gli impianti progettati) è obbligatoria?
Hai fatto benissimo, la valutazione delle scariche dev'essere effettuata ogni volta che ci si trova a progettare un impianto elettrico ed è compreso dell'incarico professionale.
Se dai calcoli emerge che i rischi R1 danni a persone, R2 danni a servizi essenziali, R3 danni a patrimonio insostituibile è superiore al valore tollerato è necessario adottare metodi per ridurre tale rischio. LPS, SPD sistemi di rilevazione incendio ecc....
Normativa 81-10 docent !
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GRAZIE!
grazie per le risposte....per quanto riguarda le scariche atmosferiche non capisco perché debba essere fatto per tutto l'edificio in cui si trova l'attività, considerando i carichi d'incendio di tutte le attività presenti o i locali adibiti a civile abitazione, per questo ho chiesto...
per quanto riguarda i valori dell'illuminazione di emergenza, non ho ben chiaro quale siano i valori da ottenere. personalmente uso il dialux, cerco di mettere le lampade entro i 2m dalle uscite o dai cambi di direzione/livello, ma non ho chiario che valori devo ottenere (se devo ottenere i 5 lux in prossimità delle uscite, 1lux lungo i percorsi....poiché in alcuni locali mi vengono fuori lampade enormi, e per rispettare il valore di uniformità 1:40 devo mettere molte lampade)
grazie per le risposte....per quanto riguarda le scariche atmosferiche non capisco perché debba essere fatto per tutto l'edificio in cui si trova l'attività, considerando i carichi d'incendio di tutte le attività presenti o i locali adibiti a civile abitazione, per questo ho chiesto...
per quanto riguarda i valori dell'illuminazione di emergenza, non ho ben chiaro quale siano i valori da ottenere. personalmente uso il dialux, cerco di mettere le lampade entro i 2m dalle uscite o dai cambi di direzione/livello, ma non ho chiario che valori devo ottenere (se devo ottenere i 5 lux in prossimità delle uscite, 1lux lungo i percorsi....poiché in alcuni locali mi vengono fuori lampade enormi, e per rispettare il valore di uniformità 1:40 devo mettere molte lampade)
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Devi illuminare le vie e i percorsi d'esodo, questi devono essere già stati definiti da qualcuno (piano evacuazione di emergenza) o ipotizzati da te e trasferiti poi a chi dovrà fare il piano di evacuazione di emergenza. Quelle sono le zone da illuminare secondo quanto richiesto dalla UNI 1838 e dai DM specifici.
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falessi ha scritto:...per quanto riguarda le scariche atmosferiche non capisco perché debba essere fatto per tutto l'edificio in cui si trova l'attività, considerando i carichi d'incendio di tutte le attività presenti o i locali adibiti a civile abitazione, per questo ho chiesto...
Sembra un ragionamento astruso ma è la realtà delle cose, se un fulmine impatta su una struttura, su un servizio entrante o nelle vicinanze di esse, tutte le attività contenute all'interno saranno interessate! Per poter considerare come "struttura da proteggere" una zona facente parte di un edificio la CEI 81-10 definisce che ci sia una separazione verticale con pareti almeno REI 120 e gli impianti in comune debbano essere dotati di SPD ecc. ecc...
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nela fattispecie l'attività è una gelateria (da asporto), costituita da:
1)una stanza senza tavolini dove vi è un banco di vendita dei gelati e basta.
2)laboratorio+wc
le dimensioni sono di circa 4x4 metri (il laboratorio è più piccolo perché c'è il wc) per ciascuna stanza e personalmente metterei una lampada per locale (compreso il WC) in prossimità delle uscite, ma quanti lux si deve avere in prossimità dele uscite stesse (5lx?).
1)una stanza senza tavolini dove vi è un banco di vendita dei gelati e basta.
2)laboratorio+wc
le dimensioni sono di circa 4x4 metri (il laboratorio è più piccolo perché c'è il wc) per ciascuna stanza e personalmente metterei una lampada per locale (compreso il WC) in prossimità delle uscite, ma quanti lux si deve avere in prossimità dele uscite stesse (5lx?).
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Vista la tipologia e le dimensioni non serve alcun calcolo...
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cosa mi consigli di fare, faccio soltanto i calcoli per l'illuminazione ordinaria o faccio ugualmente i calcoli per l'illuminazione di emergenza e li accetto con qualsiasi valore.......
grazie Mike
se non ci fosse il forum!

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Non hai percorsi da illuminare e nemmeno vie d'esodo, gli spazi sono esigui, un gruppo autonomo da 11W sopra la porta uscita e sei più che a posto.
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