Salve a tutti.
Ho un quesito da porre. Mi è stato chiesto di progettare l'impianto elettrico di un laboratorio per la lavorazione dei marmi.
La potenza contrattuale prevista si aggira sui 20 kW. Ho chiesto al committente di visionare il DVR per ottenere informazioni sul tipo di ambiente da considerare per la progettazione dell'impianto. Nel DVR si parla di:
1. rischio di incendio BASSO;
2. rischio elettrocuzione per la presenza (non sempre ma spesso) del pavimento bagnato;
3. rischio esplosione: le zone di lavorazione sono da considerasi Zona 2 (tale rischio fa riferimento alla presenza di bombole di gas per fiamma ossidrica).
A questo punto mi chiedo:
1. la valutazione del rischio di incendio presente nel DVR mi porta a dire che non sono in presenza di un luogo marcio?
2. Quali provvedimenti, oltre che la messa a terra di tutte le masse estranee (e non solo) posso adottare per la presenza del pavimento bagnato?
3. La classificazione per il rischio esplosione presente nel DVR non fa riferimento a particolari zone, ma a tutto il laboratorio. Quindi tutto l'impianto deve essere realizzato considerando tale classificazione ? (la fiamma ossidrica è carrellata e quindi può essere ovunque all'interno dei locali).
Grazie.
progetto laboratorio lavorazione marmi
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rischio esplosione: le zone di lavorazione sono da considerasi Zona 2 (tale rischio fa riferimento alla presenza di bombole di gas per fiamma ossidrica).
Per la presenza delle bombole ( spero non sia un deposito ma si tratti di una coppia ) omologate e con caratteristiche di sicurezza , valvole di sicurezza ecc, con quantità di gas irrisorie rispetto all'ambiente, credo che il rischio di esplosione sia minimo o quasi nullo.
Secondo me sarebbe da non sottovalutare le polveri dato l'ambiente. Penso che un impianto con grado di protezione IP 65 sia più che sufficiente.
Attendiamo sempre altre valutazioni.
Saluti.
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CGIUSEPPE61
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hawk70 ha scritto:A questo punto mi chiedo:
1. la valutazione del rischio di incendio presente nel DVR mi porta a dire che non sono in presenza di un luogo marcio?
Si.
hawk70 ha scritto:2. Quali provvedimenti, oltre che la messa a terra di tutte le masse estranee (e non solo) posso adottare per la presenza del pavimento bagnato?
Masse estranee? Non sei mica in un luogo conduttore ristretto, non ne vedo la necessità! Il pavimento è bagnato, si ma i lavoratori non vanno in giro scalzi... sono sufficienti le classiche soluzioni per gli ambienti industriali.
hawk70 ha scritto:3. La classificazione per il rischio esplosione presente nel DVR non fa riferimento a particolari zone, ma a tutto il laboratorio. Quindi tutto l'impianto deve essere realizzato considerando tale classificazione ? (la fiamma ossidrica è carrellata e quindi può essere ovunque all'interno dei locali).
Bah! Classificare zona 2 tutto il laboratorio per la presenza delle bombole di acetilene non mi pare una gran classificazione, sempre che si tratti di bombole su carello, perché un impianto fisso ha le bombole all'esterno. Ad ogni modo devi basarti sui dati di progetto che ti forniscono, se è zona 2 tutto il laboratorio, tutto il laboratorio deve avere apparecchi ATEX 3G... fallo presente e vedrai che rifaranno la classificazione...
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Grazie mille a tutti per i preziosi consigli.
Saluti.
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Qualche tempo fa ho progettato un adeguamento per impianto simile (laboratorio di dimensioni non piccole) e ho stimato una potenza convenzionale di circa una cinquantina di kW. Il titolare dell'attività mi ha poi detto che loro riuscivano a lavorare senza interruzioni di sorta usando da anni una potenza contrattuale di circa 40 kW.
En passant, ricordo che la classificazione dei luoghi non prevedeva ambienti speciali (incendio e/o esplosione) di alcun tipo.
Saluti
En passant, ricordo che la classificazione dei luoghi non prevedeva ambienti speciali (incendio e/o esplosione) di alcun tipo.
Saluti
Sebastiano
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Salve a tutti,
in effetti i calcoli effettuati mi portano a considerare una potenza contrattuale sicuramente superiore a 40 kW.
Approfitto dell'intervento per porre un'altra questione.
Tutte le macchine che si andranno ad installare sono dotate di quadro elettrico a bordo con pulsante di arresto e comandi vari. Io posso alimentare direttamente tali quadri (con linea proveniente dal quadro generale) o devo prevedere una presa interbloccata (di tipo 3GD perché oltre alla Zona 2 per i GAS considero l'elevata presenza di polvere, anche se nel DVR non se ne parla)?
Grazie mille.
in effetti i calcoli effettuati mi portano a considerare una potenza contrattuale sicuramente superiore a 40 kW.
Approfitto dell'intervento per porre un'altra questione.
Tutte le macchine che si andranno ad installare sono dotate di quadro elettrico a bordo con pulsante di arresto e comandi vari. Io posso alimentare direttamente tali quadri (con linea proveniente dal quadro generale) o devo prevedere una presa interbloccata (di tipo 3GD perché oltre alla Zona 2 per i GAS considero l'elevata presenza di polvere, anche se nel DVR non se ne parla)?
Grazie mille.
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Non ho capito una cosa: la presenza di (quella) polvere, secondo te, crea pericolo di esplosione?
Se si tratta di polveri di marmo (come è lecito supporre...), a quanto mi risulta non sono combustibili e di conseguenza non creano pericolo di esplosione.
Per le bombole di acetilene (e le conseguenze sulla valutazione del rischio) segui i consigli di
Mike: ovvero che classificare tutto l'ambiente zona 2 per la presenza di due bombole carrellate sembra un'enormità! Sempre en passant, nel mio laboratorio non ce n'era manco una e, a dire il vero non capisco a cosa possano servire (ma non sono un marmista...
).
Le prese interbloccate, se l'ambiente dovesse essere ordinario (come io credo), non hanno utilità alcuna se non quella di permettere un sezionamento in loco della macchina, ma questo si può ottenere anche con prese industriali "normali".
Saluti
Se si tratta di polveri di marmo (come è lecito supporre...), a quanto mi risulta non sono combustibili e di conseguenza non creano pericolo di esplosione.
Per le bombole di acetilene (e le conseguenze sulla valutazione del rischio) segui i consigli di
Le prese interbloccate, se l'ambiente dovesse essere ordinario (come io credo), non hanno utilità alcuna se non quella di permettere un sezionamento in loco della macchina, ma questo si può ottenere anche con prese industriali "normali".
Saluti
Sebastiano
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Salve,
grazie per la risposta prima di tutto.
Allora per le prese di tipo 3GD ho commesso un errore; le prese devono essere di tipo 3G in quanto la polvere che c'è ovviamente non causa esplosioni. Purtroppo il DVR riporta tale classificazione per i locali.
Riguardo le prese intendevo chiedere se c'è una norma che mi impone di usarle (anche se non interbloccate) o posso alimentare direttamente i quadri macchina.
Grazie.
grazie per la risposta prima di tutto.
Allora per le prese di tipo 3GD ho commesso un errore; le prese devono essere di tipo 3G in quanto la polvere che c'è ovviamente non causa esplosioni. Purtroppo il DVR riporta tale classificazione per i locali.
Riguardo le prese intendevo chiedere se c'è una norma che mi impone di usarle (anche se non interbloccate) o posso alimentare direttamente i quadri macchina.
Grazie.
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Se le macchine hanno una dimora fissa non trovo nessun tipo di problema ad alimentarle dal QG o di zona con allaccio diretto al quadro bordo macchina, ma a condizione che venga realizzata la protezione con sezionamento a monte della linea stessa. In quanto al grado di protezione da me consigliato e postato precedentemente ( IP 65 ), non era riferito alle polveri esplosive , ma alle polveri di marmo. Andrebbe bene anche IP 55 , ma quest'ultima non garantisce del tutto l'ingresso delle polveri. Il problema vero che provocano le polveri, sono ai Quadri dove all'interno vengono ospitati i vari interruttori di protezione e sezionamento. Per esperienza personale ti posso dare testimonianza del mal funzionamento di quest'ultimi con mancanza di fase o molto più dannosa quella di neutro a valle dovuto alla penetrazione di polveri e interruzione dei contatti .
Saluti
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CGIUSEPPE61
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Quello che
Mike gli aveva suggerito fin dall'inizio, facendo capire che classificare l'area per un lavorazione del tutto secondaria c'è un aggravio ingiustificato di costi mica da ridere. Ma a questo punto i casi sono due:
a) il cliente ha la sua bella (si fa per dire) classificazione dei luoghi e si sta incaponendo a non cambiarla (leggi: incaricare un altro professionista, ovvero spendere altri quattrini) senza valutare che di quattrini ne spenderà molti di più se lascia quella che c'è;
b) il nostro amico
hawk70...? beh, ha provato a far capire al committente il punto a) oppure sta procedendo anch'egli a testa bassa?
Saluti
a) il cliente ha la sua bella (si fa per dire) classificazione dei luoghi e si sta incaponendo a non cambiarla (leggi: incaricare un altro professionista, ovvero spendere altri quattrini) senza valutare che di quattrini ne spenderà molti di più se lascia quella che c'è;
b) il nostro amico
Saluti
Sebastiano
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