Un impianto realizzato dopo l' avvento del D.M.37/08 è privo di progettazione e di dichiarazione di conformità in quanto l'Installatore/Progettista non essendo stato pagato dal vecchio committente non ha rilasciato la relativa documentazione.
Oggi il locale è stato affittato ad un'altra azienda che mi vuole commissionare l' adeguamento dell' impianto elettrico anche se quest' ultimo intervento non è piu' previsto dal D.M. 37/08.
Essendo che era un obbligo del vecchio elettricista/progettista consegnare tutta la documentazione anche se non era stato retribuito, io da progettista Visto che non posso fare nessuna dichiarazione di rispondenza posso riprogettare l' intero impianto ?
Premetto che Riprogettare l' intero impianto, "significa" per molti aspetti lasciare qualcosa dell' esistente.
Come potrei affrontare questa situazione?
Impianto post 2008
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elettrosiculo
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TALEBANICO
(tratto dal DM 37/08)
Art. 9.
Certificato di agibilita'
1. Il certificato di agibilita' e' rilasciato dalle autorita'
competenti previa acquisizione della dichiarazione di conformita' di
cui all'articolo 7, nonche' del certificato di collaudo degli
impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.
Quindi in assenza della DdC non ci dovrebbe essere Certificato di Agibilità.
Per quel che riguarda il Talebanico custode dell'applicazione del DM 37/08 non c'è nessun impianto utilizzabile nello stabile in oggetto, quindi puoi ancora modificarlo, smontarlo, rifarlo ecc ecc e quindi farci la dichiarazione di conformità finale.
Se però detto impianto è già in esercizio c'è una falla nel sistema......
Però se proprio proprio...
Art. 7.
Dichiarazione di conformita'
3. In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la
dichiarazione di conformita', e l'attestazione di collaudo ove
previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto
dell'opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e
funzionalita' dell'intero impianto. Nella dichiarazione di cui al
comma 1 e nel progetto di cui all'articolo 5, e' espressamente
indicata la compatibilita' tecnica con le condizioni preesistenti
dell'impianto.
(tratto dal DM 37/08)
Art. 9.
Certificato di agibilita'
1. Il certificato di agibilita' e' rilasciato dalle autorita'
competenti previa acquisizione della dichiarazione di conformita' di
cui all'articolo 7, nonche' del certificato di collaudo degli
impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.
Quindi in assenza della DdC non ci dovrebbe essere Certificato di Agibilità.
Per quel che riguarda il Talebanico custode dell'applicazione del DM 37/08 non c'è nessun impianto utilizzabile nello stabile in oggetto, quindi puoi ancora modificarlo, smontarlo, rifarlo ecc ecc e quindi farci la dichiarazione di conformità finale.
Se però detto impianto è già in esercizio c'è una falla nel sistema......
Però se proprio proprio...
Art. 7.
Dichiarazione di conformita'
3. In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la
dichiarazione di conformita', e l'attestazione di collaudo ove
previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto
dell'opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e
funzionalita' dell'intero impianto. Nella dichiarazione di cui al
comma 1 e nel progetto di cui all'articolo 5, e' espressamente
indicata la compatibilita' tecnica con le condizioni preesistenti
dell'impianto.
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elettrosiculo ha scritto:Un impianto realizzato dopo l' avvento del D.M.37/08 è privo di progettazione e di dichiarazione di conformità in quanto l'Installatore/Progettista non essendo stato pagato dal vecchio committente non ha rilasciato la relativa documentazione.
Quindi è un impianto non agibile, di conseguenza il comune dovrebbe revocare l'agibilità.
elettrosiculo ha scritto:Oggi il locale è stato affittato ad un'altra azienda che mi vuole commissionare l' adeguamento dell' impianto elettrico anche se quest' ultimo intervento non è piu' previsto dal D.M. 37/08.
Cioè?
elettrosiculo ha scritto:Essendo che era un obbligo del vecchio elettricista/progettista consegnare tutta la documentazione anche se non era stato retribuito, io da progettista Visto che non posso fare nessuna dichiarazione di rispondenza posso riprogettare l' intero impianto ?
Non è che puoi, è l'unica strada possibile. Però, se l'elettricista/progettista è stato furbo avrà segnalato al comune la mancanza della DICO e quindi la "proprietà" dell'impianto realizzato e non terminato e che chiunque procedesse con consegna di DICO per quell'impianto commetterebbe un falso.
elettrosiculo ha scritto:Premetto che Riprogettare l' intero impianto, "significa" per molti aspetti lasciare qualcosa dell' esistente.
Come potrei affrontare questa situazione?
L'esistente non esiste senza una DICO è un cantiere aperto, è tutto di "nuova installazione".
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Mike
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Mike ha scritto:Non è che puoi, è l'unica strada possibile. Però, se l'elettricista/progettista è stato furbo avrà segnalato al comune la mancanza della DICO e quindi la "proprietà" dell'impianto realizzato e non terminato e che chiunque procedesse con consegna di DICO per quell'impianto commetterebbe un falso.
Mike ha scritto:L'esistente non esiste senza una DICO è un cantiere aperto, è tutto di "nuova installazione".
mi sembra contraddittorio
finché l'installatore non rilascia la dichiarazione si può ipotizzare che manchi ancora qualcosa (anche se sappiamo cosa sia l'unica cosa a mancare!), fosse solo il collaudo finale, ma se come dici NO DICO NO PARTY (impianto), se viene chiamato un nuovo installatore che si prenda carico di "riprogettare" e reinstallare l'impianto (anche se in parte o in toto in misura del tutto fittizia) cosa gli impedirebbe di rilasciare la sua dichiarazione di quanto (non) fatto?
cosa resterebbe del lavoro del vecchio installatore? un decreto ingiuntivo? (se è stato fatto) e per cosa?
ci si basa sul progetto originario, sulle bolle di acquisto del materiale, su cosa? l'impianto nel frattempo risulterebbe essere stato rifatto e dichiarato conforme da un altro
oppure a livello legale, la denuncia del vecchio installatore (dubito l'abbia fatta) inibisce chicchessia dal modificare o rifare di sana pianta qualcosa di già fatto? ma questo sinceramente mi sembra fuori da ogni contesto logico e liberale
per di più nel frattempo mi pare siano cambiati anche i soggetti interessati, quello attuale non è colui che non ha pagato/saldato il lavoro originario
forse gli impianti oggi dovrebbero essere fatti al contrario, prima ti rilascio la dichiarazione in conformità del progetto, poi tu mi saldi il costo di TUTTO l'impianto e poi ti realizzo l'impianto secondo specifica... se non lo faccio ti mi denunci!
Ognuno sta solo sul cuor della terra
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Salvatore Quasimodo
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Attilio ha scritto:finché l'installatore non rilascia la dichiarazione si può ipotizzare che manchi ancora qualcosa (anche se sappiamo cosa sia l'unica cosa a mancare!), fosse solo il collaudo finale, ma se come dici NO DICO NO PARTY (impianto), se viene chiamato un nuovo installatore che si prenda carico di "riprogettare" e reinstallare l'impianto (anche se in parte o in toto in misura del tutto fittizia) cosa gli impedirebbe di rilasciare la sua dichiarazione di quanto (non) fatto?
Nulla e nessuno, però se l'installatore "originale" ha messo le mani davanti in comune segnalando il fatto, dovrà vedersela per vie legali.
Attilio ha scritto:cosa resterebbe del lavoro del vecchio installatore? un decreto ingiuntivo? (se è stato fatto) e per cosa?
ci si basa sul progetto originario, sulle bolle di acquisto del materiale, su cosa? l'impianto nel frattempo risulterebbe essere stato rifatto e dichiarato conforme da un altro
oppure a livello legale, la denuncia del vecchio installatore (dubito l'abbia fatta) inibisce chicchessia dal modificare o rifare di sana pianta qualcosa di già fatto? ma questo sinceramente mi sembra fuori da ogni contesto logico e liberale
per di più nel frattempo mi pare siano cambiati anche i soggetti interessati, quello attuale non è colui che non ha pagato/saldato il lavoro originario
Sto facendo riferimento a casi realmente accaduti, non è che me li invento, ho evidenziato un possibile problema, tutto si può fare basta assumersene le responsabilità e conseguenze. Domanda, se tu fossi un installatore che ha lavorato e terminato l'impianto e avanzi dei soldi e non rilasci la DICO fino a quando non ti paga, convinto che dovrà venire da te per avere la DICO e ottenere l'agibilità. Poi scopri che ha chiamato un tuo collega gli ha dato 500,00 euro e si è fatto dare la DICO e si è preso l'agibilità, non ti roderebbe il culo? Ecco, qualcuno prima di grattarsi ha diffidato il comune al rilascio dell'agibilità vantando la titolarità dell'impianto.
Attilio ha scritto:forse gli impianti oggi dovrebbero essere fatti al contrario, prima ti rilascio la dichiarazione in conformità del progetto, poi tu mi saldi il costo di TUTTO l'impianto e poi ti realizzo l'impianto secondo specifica... se non lo faccio ti mi denunci!
No, molto semplicemente basta farsi pagare per SAL, tenendo un 10% da svincolare al rilascio della DICO.
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Mike ha scritto:Sto facendo riferimento a casi realmente accaduti, non è che me li invento
non l'ho mai pensato
Mike ha scritto:Nulla e nessuno, però se l'installatore "originale" ha messo le mani davanti in comune segnalando il fatto, dovrà vedersela per vie legali.
è questo il punto che mi sfugge
se questo frangente dura un numero imprecisato di anni perché il locale rimane inutilizzato, finché un bel giorno si decide di affittarlo e ci si accorge che manca l'agibilità (è sempre un ipotesi va), chi può impedire che il proprietario si rivolga ad un professionista per "rifare" l'impianto? (che legalmente risulta inesistente)
chi è o chi sono i soggetti tutelati in questa eventualità?
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Attilio ha scritto:non l'ho mai pensato
Mai pensato che tu l'abbia pensato
Mike ha scritto:se questo frangente dura un numero imprecisato di anni perché il locale rimane inutilizzato, finché un bel giorno si decide di affittarlo e ci si accorge che manca l'agibilità (è sempre un ipotesi va), chi può impedire che il proprietario si rivolga ad un professionista per "rifare" l'impianto? (che legalmente risulta inesistente)
Come ho già scritto, nessuno può impedire al proprietario di rivolgersi ad altro installatore o professionista anche se non ha pagato il lavoro dell'installatore o la prestazione del professionista. Però il comune, qualora avesse ricevuto la comunicazione da parte dell'installatore "originale", non può fare orecchie da mercante e accettare la DICO di un altro installatore, dovrà per forza fare chiarezza, non accettare un presunto falso in atto pubblico. Sarà lavoro per gli avvocati. Anche chi redige la "falsa" dichiarazione deve stare attento perché sarà coinvolto per forza in una causa.
Attilio ha scritto:chi è o chi sono i soggetti tutelati in questa eventualità?
L'installatore ha il dovere di rilasciare la DICO a fine lavori ma ha il diritto di essere pagato, se non è pagato non rilascia la DICO. Il proprietario non paga se non gli viene rilasciata la DICO. E' un loop, non se ne esce se non per mani di avvocati. Se l'installatore ha comunicato i fatti al comune si è tutelato e chiaramente sarà anche in corso una richiesta d'ingiunzione di pagamento. Se non ha rilasciato la DICO l'impianto non è stato consegnato pertanto è formalmente sospeso in attesa di essere terminato, per esempio collaudi finali. Il proprietario è quello che può campare meno scuse, non può rifiutarsi di pagare se non riceve la DICO, non è una motivazione plausibile, soprattutto se ci sono in ballo grosse cifre ed è passato del tempo.
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Mike ha scritto:No, molto semplicemente basta farsi pagare per SAL, tenendo un 10% da svincolare al rilascio della DICO
dipende dal tipo di lavoro e dal tipo di clientela, se lo metti come "paletto" rischi di perderne una data parte (e non è detto che sia la parte peggiore), se ti poni più elastico già in fase di offerta però, rischi situazioni come quella descritta
per tutto il resto, se rinasco (in italia)... voglio fare l'avvocato
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Attilio ha scritto:dipende dal tipo di lavoro e dal tipo di clientela, se lo metti come "paletto" rischi di perderne una data parte (e non è detto che sia la parte peggiore), se ti poni più elastico già in fase di offerta però, rischi situazioni come quella descritta
Infatti, ma quando uno ha avuto esperienze di quel tipo non vuole ripetere l'errore e preferisce non prendere il lavoro perché sarebbe solo una perdita economica, di tempo e salute.
Attilio ha scritto:per tutto il resto, se rinasco (in italia)... voglio fare l'avvocato
Io invece preferirei rinascere nel New Hampshire e venire in itaGlia solo per le vacanze
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qualcuno ha scritto: qualsiasi progettista e/o qualsiasi installatore che sia al corrente di cio' e venisse contattato per "sistemare" le cose ha il dovere etico di ....
Non so da voi, ma da queste parti questo tipo di persone si è estinto.
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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