Buongiorno, devo realizzare un locale medico di gruppo 1 con nodi equipotenziali in ogni stanza.
Porto un 6 mmq GV dal QEG (NEQ) ogni nodo equipotenziale di stanza. Da quello servo tutte le masse nella zona paziente.
Per i carichi fuori dalla zona paziente quali plafoniere, luci corridoi, prese corridoi ecc..... devo portarmi un altro GV dal nodo NEQ del quadro generale? Oppure posso prendere un'uscita dal nodo di stanza ?
Ho sentito alcuni progettisti che sostengono che si deve separare (per poi riunire nel NEQ) la terra elettrica dalla terra equipotenziale delle masse estranee. In modo da ricercare meglio i guasti.
Grazie
Locale medico
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Per quanto mi riguarda, se tutte le utenze all'interno della stanza hanno il PE collegato al nodo equipotenziale di stanza, va bene.
Lo trovo inoltre molto più ordinato che avere mezze utenze collegate ad un nodo e mezze ad un altro
Importante è segnare con etichette o altra marcatura cosa è collegato ad ogni singolo PE, così durante le verifiche periodiche si è agevolati.
Lo trovo inoltre molto più ordinato che avere mezze utenze collegate ad un nodo e mezze ad un altro
Importante è segnare con etichette o altra marcatura cosa è collegato ad ogni singolo PE, così durante le verifiche periodiche si è agevolati.
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gjkfriend ha scritto:Porto un 6 mmq GV dal QEG (NEQ) ogni nodo equipotenziale di stanza. Da quello servo tutte le masse nella zona paziente.
Va bene, ti correggo solo la definizione, NEQ è il Nodo Equipotenziale che è da realizzare in ogni locale di gruppo 1 e/o 2. In prossimità del QEG ci sarà il Collettore Generale di Terra. Quindi dal CGT si dipartiranno tutti i PE da 6 mmq dei singoli NEQ delle stanze (distribuzione radiale).
gjkfriend ha scritto:Per i carichi fuori dalla zona paziente quali plafoniere, luci corridoi, prese corridoi ecc..... devo portarmi un altro GV dal nodo NEQ del quadro generale? Oppure posso prendere un'uscita dal nodo di stanza ?
Puoi derivare tutto dal NEQ, ovvero dal Nodo Equipotenziale del locale.
gjkfriend ha scritto:Ho sentito alcuni progettisti che sostengono che si deve separare (per poi riunire nel NEQ) la terra elettrica dalla terra equipotenziale delle masse estranee. In modo da ricercare meglio i guasti.
Prima volta che sento una cosa del genere. AI fini della ricerca guasto non cambia nulla. Forse si riferiscono ad impianti in ospedali e cliniche, dove vuoi evitare il più possibile l'accesso negli ambulatori per la ricerca guasti.
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Mike ha scritto:Va bene, ti correggo solo la definizione, NEQ è il Nodo Equipotenziale che è da realizzare in ogni locale di gruppo 1 e/o 2. In prossimità del QEG ci sarà il Collettore Generale di Terra. Quindi dal CGT si dipartiranno tutti i PE da 6 mmq dei singoli NEQ delle stanze (distribuzione radiale).
Mi "aggancio" in maniera polemica a questo post e nello specifico relativamente a quanto sopra.
Fattibile in un ambulatorio medio piccolo, difficile in un poliambulatorio, in un ospedale come ci comportiamo? 100 locali di gruppo 1 e 100 terre al collettore?
Su diverse pubblicazioni ho trovato indicato quanto sopra. Ma la soluzione con dorsale unica ed entra esci dai vari nodi senza interruzione della dorsale (oppure morsetto a crimpare in derivazione dalla stessa) non è piu accettabile? Esagerando, richiudo la dorsale sul collettore. La soluzione in "radiale totale" sui PE non la condivido/comprendo
gjkfriend ha scritto:Ho sentito alcuni progettisti che sostengono che si deve separare (per poi riunire nel NEQ) la terra elettrica dalla terra equipotenziale delle masse estranee. In modo da ricercare meglio i guasti.
Grazie
Con tale soluzione diventa difficile garantire la "equipotenzialità locale" richiesta, o meglio la regola del sub nodo intermedio diventa una complicazione difficile da superare, IMHO.
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ferri ha scritto:Fattibile in un ambulatorio medio piccolo, difficile in un poliambulatorio, in un ospedale come ci comportiamo? 100 locali di gruppo 1 e 100 terre al collettore?![]()
Infatti, in una clinica ho adottato l'anello.
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