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Contatti indiretti in un luogo non accessibile

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[1] Contatti indiretti in un luogo non accessibile

Messaggioda Foto Utentefuspietto » 23 feb 2016, 17:48

Salve a tutti. Eccomi di nuovo qui con un altro dubbio.

Supponiamo di avere una cabina di utente (Sistema TN-S) che va ad alimentare delle pompe sommerse trifase poste -per esempio- a qualche decina di metri dalla cabina.
Essendo fuori dall'area equipotenziale della cabina, non dovrei neanche pormi il problema se ci va il differenziale o meno... La condizione:

I_a \leq \dfrac{U_0}{Z_s}

non viene rispettata [vedi: Vito Carrescia. Fondamenti di Sicurezza Elettrica. Ed. TNE, pag. 184], quindi il differenziale diventa praticamente l'unico dispositivo capace di assicurare la protezione contro i contatti indiretti.

Detto ciò, però: è veramente necessario il differenziale? Avendo a che fare con una pompa sommersa, che sta all'interno di una vasca chiusa e protetta da griglie, che razza di contatti indiretti posso avere? Secondo voi si può considerare questo caso come una sorta di "Protezione (intrinseca) contro i contatti indiretti senza interruzione dell'alimentazione"?

Grazie a tutti! Ciao Ciao! O_/
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[2] Re: Contatti indiretti in un luogo non accessibile

Messaggioda Foto Utenteferri » 23 feb 2016, 18:40

Se non viene rispettato il coordinamento (strano a dire il vero a qualche decina di metri dalla cabina..) il non mettere il differenziale porta tensioni pericolose su tutto quanto è connesso all'impianto di terra.
Hai fra le mani un bel testo. Direi che leggerlo o ri-leggerlo potrebbe essere un buon inizio :roll:
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[3] Re: Contatti indiretti in un luogo non accessibile

Messaggioda Foto Utentefuspietto » 23 feb 2016, 19:26

Ciao ferri! Ti rispondo per punti...

ferri ha scritto:Se non viene rispettato il coordinamento il non mettere il differenziale porta tensioni pericolose su tutto quanto è connesso all'impianto di terra.

Cazzarola hai ragione!!!!! #-o Lo potrei fare solo se tra il motore (in corto) e le altre masse ci fosse un'impedenza (e quindi una caduta di tensione) tale da ridurre la tensione sulle altre masse entro i limiti di sicurezza... giusto?

strano a dire il vero a qualche decina di metri dalla cabina..

perché dici? In teoria, se sono fuori dall'edificio, non sono automaticamente al di fuori dell'area equipotenziale? Se così fosse -seguendo il ragionamento del libro- non dovrei più considerare la riduzione del 20% sulla tensione (riduzione proprio legata al fatto che sono dentro l'area equipotenziale) e, di conseduenza, andrei oltre gli 0,4s (o 0,2 se sono a 400V) imposti dalla normativa...
Forse mi sono perso qualche passaggio? Illuminami!! :lol:

Hai fra le mani un bel testo. Direi che leggerlo o ri-leggerlo potrebbe essere un buon inizio :roll:

Assolutamente!! è proprio quello il mio intento!! Il problema è che il libro mi ispira a fare un sacco di ragionamenti contorti che poi non sono in grado di risolvere... #-o e così chiedo a voi! (:OOO:)


A questo punto ti chiederei un altro consiglio, se non sono indiscreto... Leggo un po' dappertutto che c'è una faida accesissima sull'utilizzo del differenziale... Molti lo mettono anche quando non serve, con la filosofia del "tanto male non fa"... Altri, giusto per dare una spiegazione un po' più valida ci aggiungono anche cose come "beh... ma mi serve per i contatti diretti" (come se fosse quello il suo scopo).

Posso chiederti la tua opinione?
Nel momento stesso in cui devo progettare una cabina con n partenze, sulle quali non mi serve necessariamente il differenziale... che si fa? Mi metto a fare mille verifiche ed eventualmente mi impunto con chi lo vuole a tutti i costi...? O lo metto punto e stop...? Della serie: non serve, ma metterlo mi semplifica la vita...
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[4] Re: Contatti indiretti in un luogo non accessibile

Messaggioda Foto Utenteferri » 23 feb 2016, 22:55

Molti per non fare calcoli di sorta, in impianti medio piccoli prevedono un bel differenziale che evita una serie di considerazioni, calcoli e verifiche (magari tarato a 10A, sul centro stella del trasformatore)
Per le utenze fisse in prossimità della cabina (ove le imepdenze di guasto sono solitamente basse e le correnti tali da fare intervenire la protezione magnetica) ci si puo coordinare con gli interruttori magnetotermici (magari tarandoli se scatolati nel curva dela magnetica). Il principio da rispettare è comunque la protezione dai contatti indiretti per mezzo di uno dei sistemi previsti, nel tuo caso interruzione automatica del circuito.

Quando scrivi motore in corto mi par di "leggere" un po' di confusione. Un corto circuito non è un guasto verso terra (potrebbe avere una componente verso terra, ma non per forza). Sono condizioni di guasto diverse, con problemi diversi e protezioni diverse.

fuspietto ha scritto: Lo potrei fare solo se tra il motore (in corto) e le altre masse ci fosse un'impedenza (e quindi una caduta di tensione) tale da ridurre la tensione sulle altre masse entro i limiti di sicurezza... giusto?


Qui il mio dubbio cresce.
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[5] Re: Contatti indiretti in un luogo non accessibile

Messaggioda Foto Utentefuspietto » 24 feb 2016, 9:55

Ok... il concetto è abbastanza chiaro! Ti ringrazio! ^_^


Quando scrivi motore in corto mi par di "leggere" un po' di confusione. Un corto circuito non è un guasto verso terra. Sono condizioni di guasto diverse, con problemi diversi e protezioni diverse.

Io sinceramente parlo di corto circuiti e di guasti, in modo indifferente.
  • Il "guasto" altro non è che una condizione anomala nel funzionamento di una macchina o di un impianto: è una definizione che ha carattere generale e -a mio parere- non molto preciso.
  • Un "corto circuito" è una condizione ben precisa, in cui -a seguito di un guasto- una parte di impianto/macchina viene a trovarsi con una (o più) impedenze di valore differente rispetto alla condizione di impianto/macchina sano. A sua volta, poi, distinguiamo il corto monofase verso neutro, monofase verso terra (o massa, o PE, o PEN, ...), bifase, bifase-monofase, ecc...
Boh... io ho sempre interpretato così questi termini... Dici che sbaglio? Ci sono definizioni diverse sulle normative, che tu sappia?

fuspietto ha scritto: Lo potrei fare solo se tra il motore (in corto) e le altre masse ci fosse un'impedenza (e quindi una caduta di tensione) tale da ridurre la tensione sulle altre masse entro i limiti di sicurezza... giusto?


Ahahahah! Ok... Cerco di spiegarmi meglio. Quando ho un guasto verso massa ( :lol: ), tutte le masse connesse a quel sistema elevano il loro potenziale. Mentre nei sistemi TT è tutto "facile" perché tutte le masse si portano allo stesso identico valore di potenziale, nei sistemi TN-S le masse poste a valle di quella in guasto subiranno una parte di quel potenziale.

Se io ho una pompa sommersa all'esterno dell'edificio e se non viene verificata (con il magnetotermico) la condizione:

I_a \leq \dfrac{U_0}{Z_s}

ciò significa che, nel momento in cui avviene un guasto verso massa, un potenziale (potenzialmente pericoloso) si imporrebbe anche sulle altre masse (interne ed esterne all'edificio), senza essere interrotto (quantomento in tempi rapidi) dal magnetotermico della pompa.
L'eventuale presenza di differenziali a protezione delle altre utenze non servirebbe a nulla in tal caso, perché essi non si accorgono del guasto. L'unica soluzione è inserire un differenziale anche a protezione della mia pompa sommersa.

Tutto ciò a meno che non si possa verificare che: il potenziale (minore o al più uguale) assunto dalle altre masse, comunque non costituisca un pericolo.

Sono riuscito a spiegarmi un pochino di più...? :D
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