In realtà abbiamo parlato di questo argomento in un altro post, ma ho ancora dubbi e vorrei chiedervi maggiori chiarimenti.
La domanda riguarda la rappresentazione negli schemi unifilari delle linee terminali di un impianto. Molto spesso, anche negli impianti residenziali, dopo un interruttore automatico abbiamo una linea costituita da due tratti aventi sezioni diverse. Ad esempio, linea dorsale di alimentazione prese da 16A, realizzata nel primo tratto con cavo da 4 mmq fino alla cassetta di derivazione e di seguito linea terminale da 2,5 mmq che collega la presa. La mia domanda è questa: nella maggior parte degli schemi unifilari vedo che viene indicata solo una sezione di cavo a valle dell'interruttore automatico, mentre nella realtà si adottano appunto due sezioni. Visto che le sezioni incidono nel software sia per la portata di corrente che per la caduta di tensione, come ci si deve comportare ? Inserire nello schema i due tratti da 4mmq e 2,5 mmq a cascata, oppure solo quello da 4mmq ? Quest'ultima soluzione non mi sembra corretta, visto che vado in contrasto con lo schema grafico dell'impianto, dove riporto le sezioni dei cavi e soprattutto con la realizzazione effettiva dell'impianto. Oppure nella prassi le cose funzionano diversamente ? Grazie
schemi unifilari e rappresentazione linee terminali
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L'obiettivo è fare un progetto che rispetti le norme ma senza strafare. Se nella pratica collego una da presa da 16A con un cavo da 2,5mmq dovrei anche riportare quel cavo sullo schema unifilare, visto che è installato e incide su portata e tensione. Invece vedo che molti si limitano a disegnare solo la linea dorsale in uscita dal magnetotermico. Se qualcuno dovesse fare un controllo in cantiere, vedrebbe che sullo schema ho riportato un cavo di una certa sezione (4mmq) mentre se apre la presa trova un cavo da 2,5mmq. E' chiaro che bisogna sempre trovare un compromesso tra precisione e praticità, ma non riesco a capire dove è il limite in questa situazione.
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Editi il file del quadro con due campi (alcuni sw permettono di inserire campi ad editing libero, in altri casi devi modificare quanto prodotto dal sw, ove lo stesso esporti in DWG); se disegni direttamente a CAD nessuno vieta di fare tabella personalizzata, indicando
- tipo cavo dorsale e sezione dorsale
- tipo cavo derivazione e sezione derivazione
In tal modo sullo schema del quadro trovi entrambi le informazioni
In alternativa (ma possono esservi N alternative) sulla legenda del punto presa indichi la sezione del cavo di derivazione (se tutte uguali) oppure numeri le prese e crei un abaco delle derivazioni
Se hai situazioni particolari con cambi sezione/tipo cavo potresti schematizzare la cosa in un unifilare di circuito (si utilizza a volte nella pubblica illuminazione) oppure per ogni presa derivata indicare cavo/sezione sulla planimetria.
- tipo cavo dorsale e sezione dorsale
- tipo cavo derivazione e sezione derivazione
In tal modo sullo schema del quadro trovi entrambi le informazioni
In alternativa (ma possono esservi N alternative) sulla legenda del punto presa indichi la sezione del cavo di derivazione (se tutte uguali) oppure numeri le prese e crei un abaco delle derivazioni
Se hai situazioni particolari con cambi sezione/tipo cavo potresti schematizzare la cosa in un unifilare di circuito (si utilizza a volte nella pubblica illuminazione) oppure per ogni presa derivata indicare cavo/sezione sulla planimetria.
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Delle varie opzioni che Ferri ha indicato, quella di inserire due campi nel software mi sembra la più logica e completa, perché allinea il calcolo della linea a quello che viene effettivamente realizzato. Ho provato ad inserire le due condutture in cascata con il software Tisystem (collegamento in morsettiera), ma il problema è che il software mi considera solo l'ultimo tratto e non mi da la possibilità di cambiare la sezione della dorsale. Quindi non riesco a rappresentare una situazione semplicissima con due cavi in serie, (cosa che praticamente viene realizzata in qualsiasi appartamento) e mi sembra strano dover modificare il file del programma per una cosa così elementare....Boh...
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Facciamo un po' di conti della serva:
- ipotizziamo che il tratto di cavo da
del collegamento da scatola di derivazione a presa sia lungo
e abbia una corrente di impiego di
(il massimo della presa); sotto tale ipotesi la caduta di tensione è:

(in ipotesi di cavo in PVC, con cosfì 0,9 su linea monofase)
- lo stesso calcolo, ma con sezione di
porta a:

La differenza fra le due situazioni è di
, corrispondente allo 0,46% della tensione nominale.
Non mi pare gran cosa (soprattutto tenendo conto che è difficile che una singola presa assorba 16 A). Nello schema unifilare del quadro io terrei la linea da 4, e aggiungerei una nota di precisazione, ovvero che le linee terminali da scatola a presa vanno realizzate con cavo da 2,5.
- ipotizziamo che il tratto di cavo da
del collegamento da scatola di derivazione a presa sia lungo
e abbia una corrente di impiego di
(il massimo della presa); sotto tale ipotesi la caduta di tensione è:
(in ipotesi di cavo in PVC, con cosfì 0,9 su linea monofase)
- lo stesso calcolo, ma con sezione di
porta a:
La differenza fra le due situazioni è di
, corrispondente allo 0,46% della tensione nominale.Non mi pare gran cosa (soprattutto tenendo conto che è difficile che una singola presa assorba 16 A). Nello schema unifilare del quadro io terrei la linea da 4, e aggiungerei una nota di precisazione, ovvero che le linee terminali da scatola a presa vanno realizzate con cavo da 2,5.
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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Redlight ha scritto: software Tisystem (collegamento in morsettiera),
Menu progetto -> dati impianto -> opzioni di calcolo -> spunta su visualizza sempre conduttura
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sebago ha scritto:Nello schema unifilare del quadro io terrei la linea da 4, e aggiungerei una nota di precisazione, ovvero che le linee terminali da scatola a presa vanno realizzate con cavo da 2,5.
Concordo.
Negli schemi unifilari indico la sezione delle dorsali, poi le linee terminali avranno delle sezioni che definisco a priori (es. prese 2,5 mmq, illuminazione 1,5 mmq, ecc.).
Solo per i carichi singoli che hanno un proprio interruttore nello schema unifilare definisco la sezione di collegamento fino all'utilizzatore.
Per il problema della caduta di tensione, è ovvio che va tenuto del margine per il tratto finale che da cassetta di derivazione va fino all'utilizzatore (per me è diverso a seconda dei casi).

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Grazie a tutti. Adesso è molto più chiaro, inoltre con il suggerimento di Goofy sono riuscito finalmente ad inserire le due condutture così potro' dormire meglio 
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