questa mattina, in previsione di una prossima installazione, mi sono svegliato con un dubbio (di tanto in tanto qualche domanda me la faccio
In un TNS la protezione dai contatti indiretti viene garantita da un dispositivo che interrompa il guastro entro 0,4s fino a 32A, o fino a 5s se superiori (nel mio caso arriviamo a distribuzioni fino a 125A cadauno) che sia un MCCB oppure un RCD, cio che conta e' il tempo di intervento in funzione della corrente di guasto.
Tale tempo deve essere garantito per la minima corrente di dispersione che puoi verificarsi a fondo linea.
Il normatore, a differenza del TT, ha previsto cio perche considera che anche un guastro non franco all'isolmento si evolva in tempi brevi in un corto franco (fase- PE, equiparabile a fase-neutro).
Supponiamo a protezione un RCD con Idn 10A, che garantisce ampiamente la protezione in caso di dispersione "franca".
Consideriamo ora, invece, le piccole correnti di dispersione fisiologiche che, sommate tra i vari e numerosi dispositivi raggiungono i 5A, pertanto non rilevabili dal RCD
Consideriamo inolre che In un TNS, con sezione N uguale a PE, se il PE e' percorso da corrente arriva ad assume un potenziale verso terra di U0/2 , ovvero 115v ...
C'e qualcosa di sbagliato in questa mia riflessione/preoccupazione?
Non ho considerato qualcos'altro?
Grazie

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