Per evitare i costi di realizzazione di una cabina MT/BT, un cliente che ha un fabbisogno di 180 kW intende chiedere al Distributore n° 2 forniture in BT da 100 kW/cad, ovviamente intestate a 2 ragioni sociali diverse (si tratta di due società di comodo, facenti capo allo stesso gruppo).
Il Distributore sembra che acconsentirà e quindi nella stessa azienda avrò una parte dell’impianto (prevalentemente macchinari) alimentati da un quadro facente capo al POD n. 1 (Società 1) ed un’altra parte (prevalentemente servizi) alimentati da un quadro facente capo al POD n. 2 (Società 2). I due quadri saranno adiacenti ed ubicati nello stesso locale.
Personalmente ho delle perplessità per le complicazioni impiantistiche e operative che la soluzione comporterà.
Ad esempio per la gestione dell’alimentazione di emergenza (gruppo elettrogeno dimensionato per l’intera potenza) e di continuità (UPS centralizzato) che dovrà intervenire in caso di mancanza rete totale (del Distributore) o parziale (guasto su uno dei due montanti ai quadri).
Oppure per le problematiche di effettuazione in sicurezza dei lavori elettrici in presenza della doppia alimentazione, che dovranno essere gestite mediante formazione/informazione del personale, apposizione di cartelli monitori, esposizione di schemi elettrici ecc.
Mi chiedo infine se si possano del tutto escludere eventuali problematiche di tipo amministrativo (es. contabile, assicurativo) nella gestione di un processo produttivo con una simile configurazione impiantistica.
Qualcuno ne ha già avuto esperienza in precedenza?
Escamotage per evitare cabina di trasformazione MT/BT
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Dal punto di vista tecnico ci sono le complicazioni ma si può fare.
Dal punto di vista contabile non ho idea di come funzioni.
Hanno provato a chiedere una unica fornitura in BT da 200 kW?
Dal punto di vista contabile non ho idea di come funzioni.
Hanno provato a chiedere una unica fornitura in BT da 200 kW?
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Ho uno stabilimento con 3 forniture BT intestate alla stessa azienda, a parte la complicazione impiantistica e la gestione degli sganci, non ci sono altre complicazioni.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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@Mike
Lo so che è una pratica abbastanza diffusa, ma io non capisco come i Distributori possano acconsentire a questo tipo di richieste, in presenza di una delibera ARERA (Delibera 21.12.2017 n° 894/2017/R/ee) che prevede sia presente una sola fornitura per ogni “Unità di consumo".
L'Unità di consumo è definita nella stessa delibera come "insieme di impianti per il consumo di energia elettrica connessi a una rete pubblica ..... tali che il prelievo complessivo di energia elettrica relativo al predetto insieme sia utilizzato per un singolo impiego o finalità produttiva".
Se le due parti di impianto si trovano nella stessa unità immobiliare, o in unità immobiliari distinte ma tra loro comunicanti, e sono funzionali al medesimo processo produttivo o servizio, mi pare chiaro che si configuri una unica unità di consumo che dovrà essere connessa ad un unico POD.
Il concetto di unica unità di consumo=unica fornitura è riportato anche nell’Allegato C “Testo Integrato delle condizioni economiche per l’erogazione del servizio di connessione – TIC” alla Delibera 27 dicembre 2019568/2019/R/eel (punti 5.1 - 5.2 - 5.3).
Ma le delibere ARERA sono cogenti per i Distributori oppure esiste una discrezionalità?
Lo so che è una pratica abbastanza diffusa, ma io non capisco come i Distributori possano acconsentire a questo tipo di richieste, in presenza di una delibera ARERA (Delibera 21.12.2017 n° 894/2017/R/ee) che prevede sia presente una sola fornitura per ogni “Unità di consumo".
L'Unità di consumo è definita nella stessa delibera come "insieme di impianti per il consumo di energia elettrica connessi a una rete pubblica ..... tali che il prelievo complessivo di energia elettrica relativo al predetto insieme sia utilizzato per un singolo impiego o finalità produttiva".
Se le due parti di impianto si trovano nella stessa unità immobiliare, o in unità immobiliari distinte ma tra loro comunicanti, e sono funzionali al medesimo processo produttivo o servizio, mi pare chiaro che si configuri una unica unità di consumo che dovrà essere connessa ad un unico POD.
Il concetto di unica unità di consumo=unica fornitura è riportato anche nell’Allegato C “Testo Integrato delle condizioni economiche per l’erogazione del servizio di connessione – TIC” alla Delibera 27 dicembre 2019568/2019/R/eel (punti 5.1 - 5.2 - 5.3).
Ma le delibere ARERA sono cogenti per i Distributori oppure esiste una discrezionalità?
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Franco140751
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Franco140751 ha scritto:Ma le delibere ARERA sono cogenti per i Distributori oppure esiste una discrezionalità?
Non ne ho idea, quando si tratta di questioni burocratiche e non pratiche, il mio cervello si rifiuta di ragionare
Non capisco perché se un'azienda possiede 3 capannoni con 3 civici diversi ma affiancati, non possa utilizzare 3 forniture distinte come tutti gli altri.
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Mike
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Cerchiamo di ribadire prima l'ovvio ossia che le delibere ARERA sono obbligatorie e non consentono di essere impiegate a discrezionalità dell'utente finale o del distributore.
Fatta la premessa, come ogni legge, normativa, regolamento o delibera, presentano alcune affermazioni o definizioni che devono essere interpretate oppure sono delle vere zone ombra.
Nell'art.5 presumo che la zona soggetta a interpretazione è dovuta alla definizione di unita immobiliare, si presume che per assimilazione per ogni unità immobiliare debba avere una particella catastale univoca, se in una abitazione disponi di più particelle catastali potresti avere N contatori per quante particelle catastali disponi.
La delibera 894/2017/R/eel è per far emergere i clienti nascosti
Fatta la premessa, come ogni legge, normativa, regolamento o delibera, presentano alcune affermazioni o definizioni che devono essere interpretate oppure sono delle vere zone ombra.
Nell'art.5 presumo che la zona soggetta a interpretazione è dovuta alla definizione di unita immobiliare, si presume che per assimilazione per ogni unità immobiliare debba avere una particella catastale univoca, se in una abitazione disponi di più particelle catastali potresti avere N contatori per quante particelle catastali disponi.
La delibera 894/2017/R/eel è per far emergere i clienti nascosti
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arabofenice
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@arabofenice
Ti ringrazio per la risposta. Ma continuo ad avere dei dubbi, e cerco di precisare il mio caso.
- Il fabbricato costituisce una unica unità immobiliare: unico fabbricato avente autonomia funzionale e reddituale nella piena disponibilità di una persona giuridica (Circ. 4/06 e 4/07 dell’Agenzia del Territorio).
- All’interno ospita un impianto elettrico connesso alla rete pubblica il cui prelievo complessivo di energia elettrica è utilizzato per una singola finalità produttiva (Delibera 894/2017/R/eel) quindi costituisce una unica unità di consumo.
Unica unità immobiliare + unica unità di consumo = unico POD ai sensi della Delib. 894.
E’ vero che la Delib. 894 nasce per l’individuazione dei clienti finali nascosti, ma fa comunque parte del quadro regolatorio che ARERA ha emanato per razionalizzare il sistema elettrico, e tu mi confermi che gli utilizzatori e i Distributori non possono non tenerne conto nel definire le modalità di allacciamento di un nuovo impianto.
Inoltre, come dicevo nel mio post iniziale, l’unicità del punto di prelievo è ribadita nell’art. 5 dell’Allegato C “Testo Integrato delle condizioni economiche per l’erogazione del servizio di connessione – TIC” alla Delibera 27 dicembre 2019568/2019/R/eel.
Io non voglio far realizzare a tutti i costi la cabina al mio Cliente, se il Distributore (per superficialità?) acconsente ad allacciare una singola unità di consumo con 2 POD in BT sono contento per lui.
Ma sono perplesso a mettere la mia firma sotto una configurazione di impianto concordata tra Committente e Distributore che viola il quadro regolatorio esistente.
Inoltre, è vero che tale violazione avviene con il consenso del Distributore, ma questo è sufficiente per essere sicuri che il problema non possa riemergere in futuro? Magari in occasione della connessione di un eventuale impianto attivo, oppure in occasione di un controllo?
Ti ringrazio per la risposta. Ma continuo ad avere dei dubbi, e cerco di precisare il mio caso.
- Il fabbricato costituisce una unica unità immobiliare: unico fabbricato avente autonomia funzionale e reddituale nella piena disponibilità di una persona giuridica (Circ. 4/06 e 4/07 dell’Agenzia del Territorio).
- All’interno ospita un impianto elettrico connesso alla rete pubblica il cui prelievo complessivo di energia elettrica è utilizzato per una singola finalità produttiva (Delibera 894/2017/R/eel) quindi costituisce una unica unità di consumo.
Unica unità immobiliare + unica unità di consumo = unico POD ai sensi della Delib. 894.
E’ vero che la Delib. 894 nasce per l’individuazione dei clienti finali nascosti, ma fa comunque parte del quadro regolatorio che ARERA ha emanato per razionalizzare il sistema elettrico, e tu mi confermi che gli utilizzatori e i Distributori non possono non tenerne conto nel definire le modalità di allacciamento di un nuovo impianto.
Inoltre, come dicevo nel mio post iniziale, l’unicità del punto di prelievo è ribadita nell’art. 5 dell’Allegato C “Testo Integrato delle condizioni economiche per l’erogazione del servizio di connessione – TIC” alla Delibera 27 dicembre 2019568/2019/R/eel.
Io non voglio far realizzare a tutti i costi la cabina al mio Cliente, se il Distributore (per superficialità?) acconsente ad allacciare una singola unità di consumo con 2 POD in BT sono contento per lui.
Ma sono perplesso a mettere la mia firma sotto una configurazione di impianto concordata tra Committente e Distributore che viola il quadro regolatorio esistente.
Inoltre, è vero che tale violazione avviene con il consenso del Distributore, ma questo è sufficiente per essere sicuri che il problema non possa riemergere in futuro? Magari in occasione della connessione di un eventuale impianto attivo, oppure in occasione di un controllo?
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Franco140751
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Franco140751 ha scritto:Ma sono perplesso a mettere la mia firma sotto una configurazione di impianto concordata tra Committente e Distributore che viola il quadro regolatorio esistente.
Inoltre, è vero che tale violazione avviene con il consenso del Distributore, ma questo è sufficiente per essere sicuri che il problema non possa riemergere in futuro? Magari in occasione della connessione di un eventuale impianto attivo, oppure in occasione di un controllo?
E quale sarebbe il reato di cui ti macchi?
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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Anche se di comodo sono 2 ragioni sociali diverse e ciascuna ha il suo Pod. A nessuno importa che ci sono 2 Pod Invece di uno, diverso se fosse un Pod al posto di 2.
Torniamo a te : 2 Pod, 2 impianti, 2 progetti... 2 pulsanti di sgancio
Torniamo a te : 2 Pod, 2 impianti, 2 progetti... 2 pulsanti di sgancio
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@Mike
Ovviamente nessun reato Mike... diciamo più semplicemente timore di essere coinvolto in rogne future..
@GioArca67
"A nessuno importa che ci sono 2 Pod invece di uno".. esatto, la mia perplessità è che invece prima o poi posa importare a qualcuno....
Comunque ovviamente andrò avanti con 2 POD in BT.
Non capisco ma mi adeguo.
Ovviamente nessun reato Mike... diciamo più semplicemente timore di essere coinvolto in rogne future..
@GioArca67
"A nessuno importa che ci sono 2 Pod invece di uno".. esatto, la mia perplessità è che invece prima o poi posa importare a qualcuno....
Comunque ovviamente andrò avanti con 2 POD in BT.
Non capisco ma mi adeguo.
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Franco140751
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