Vorrei dirimere un piccolo dubbio che mi è venuto riguardo all'altezza efficace dell'antenna in ricezione (posto in questa sezione perché mi sembra un dubbio prettamente teorico).
Sia le dispense del professore che il libro di testo (Giorgio Franceschetti, Campi Elettromagnetici) affermano che la tensione a vuoto
ai capi di un'antenna su cui incide un campo elettrico
è data da
, dove
è un vettore detto appunto altezza efficace. La relazione tra tensione e campo incidente è lineare perché assumiamo di trovarci in presenza solo di mezzi lineari. Però c'è una cosa che non mi torna: perché nell'espressione compare solo il campo incidente e non il campo diffratto, cioè quello generato dall'antenna ricevente stessa? Per esempio, se l'antenna è fatta di un materiale perfettamente conduttore, sulla superficie della stessa dovrebbe apparire una distribuzione superficiale di carica che annulli il campo elettrico all'interno dell'antenna. A questo punto, detti
e
i terminali dell'antenna e
il campo diffratto, direi che la tensione dovrebbe esprimersi così:
.Non ho capito se il contributo del campo diffratto si trascura (in effetti immagino che complicherebbe molto il problema) oppure proprio non deve esserci. Nel primo caso, perché sarebbe trascurabile? Qual è l'ordine di grandezza?

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