concentrandosi solo sui campi magnetici statici, gli effetti sull'uomo ed i limiti di esposizione suggeriti dalla ICNIRP sono consultabili qui e qui.
Nei suddetti documenti trovi anche molti riferimenti a studi in vivo ed in vitro, su animali e sull'uomo (test in laboratorio e studi epidemiologici).
In buona sostanza, per valori di campo inferiori a qualche T non ci sono evidenze di effetti fortemente avversi.
Come vedi dalle conclusioni, il valore limite suggerito dall'ICNIRP dell'induzione magnetica è di 0.4 T per il pubblico e 2 T per l'esposizione professionale.
Il d.lgs 81/08, nell'allegato XXXVI ha ulteriormente ridotto questo valore a 0.2 T.
Si tratta di valori di tre ordini di grandezza superiori rispetto a quelli per il campo di induzione magnetico a frequenza industriale.
E' vero che alcuni magneti permanenti possono avere un induzione superiore a 0.4 T, ma solo nelle immediate vicinanze; nessun rischio quindi per quelli che tengono gli appunti sul frigorifero, o roba simile.
Chiaramente, se devi lavorare in un impianto con dei magneti a superconduttori (tipo quelli di ITER, che generano circa 12 T) o se devi avvicinarti ad una stella di neutroni
PS, c'è un bel racconto di Asimov, uno dei suoi primi (The Callistan Menace) che parlava di un "verme" spaziale che uccideva per mezzo di un campo magnetico...

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