Riesumo questo vecchio thread per via di un articolo che ho letto oggi su Repubblica A&F:
"il sorpasso delle stufe: più nocive delle auto
[...] e la prima fonte di smog è proprio la legna, la cui combustione stando all'Arpa Lombardia, rappresenta fino al 45% del totale delle polveri PM10 che ingabbiano il cielo del territorio."
Penso si faccia riferimento a questo studio di un paio di anni fa.
Ipocrisia del cippato e pizza della discordia
Moderatore:
admin
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un grafico comparativo, di federchimica, tra le varie fonti di emissione in ambiente urbanizzato.
Nei fatti, un impianto di riscaldamento a biomassa legnosa emette oltre 5000 volte il particolato di uno a gas naturale, a parità di ore di funzionamento.
Altro confronto, un impianto di riscaldamento a biomassa legnosa acceso per un'ora emette tanto particolato quanto ne produce un'autovettura euro 5 in circa 2500 km di tragitto.
Nei fatti, un impianto di riscaldamento a biomassa legnosa emette oltre 5000 volte il particolato di uno a gas naturale, a parità di ore di funzionamento.
Altro confronto, un impianto di riscaldamento a biomassa legnosa acceso per un'ora emette tanto particolato quanto ne produce un'autovettura euro 5 in circa 2500 km di tragitto.
A titolo puramente illustrativo sono riportati in Figura 5 i risultati di calcoli comparativi che, sulla base dei diversi fattori di emissioni per alcune differenti sorgenti di PM, mettono a confronto l’equivalenza tra diverse attività che rilasciano la stessa quantità di particolato in atmosfera.
Nell’esempio, 100 grammi di PM sono prodotti da autoveicoli di tipologia diversa che percorrono un diverso numero di km, da impianti industriali che trattano diverse quantità di materiali o nel caso del riscaldamento da impianti di uguale potenza che funzionano per un diverso numero di ore. In questo modo si evidenzia la potenzialità dei fattori di emissione nel confronto tra sorgenti tra loro molto eterogenee.
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visto che su altro forum istallatori e produttori di impianti a pellet continuano a fare distinguo...faccio l'avvocato del diavolo..
Secondo loro le "nuove" caldaie a biomassa vanno molto meglio, ti risulta?
Insomma l'articolo parla di Euro5, ma a parte i tantissimi veicoli più vecchi, considera le emissioni reali, visti gli scandali e i consumi dichiarati totalmente inattendibili, o si basa su calcoli fatti coi dati dei costruttori?
In ogni caso sarebbe ora di introdurre bandi sempre più severi nelle aree critiche come Milano e alcuni comuni molto inquinati da PM nell'interland.
Il diesel dovrebbe essere confinato alle strade extraurbane, il pellet/legna nelle aree meno popolose o meglio montane, dove oltre a non esserci il problema PM10 si usa o potrebbe usare legna "a km 0" o quasi.
Invece puntualmente questi dati vengono usati da una parte e dall'altra per scaricare le responsabilità e continuare come prima
Secondo loro le "nuove" caldaie a biomassa vanno molto meglio, ti risulta?
Insomma l'articolo parla di Euro5, ma a parte i tantissimi veicoli più vecchi, considera le emissioni reali, visti gli scandali e i consumi dichiarati totalmente inattendibili, o si basa su calcoli fatti coi dati dei costruttori?
In ogni caso sarebbe ora di introdurre bandi sempre più severi nelle aree critiche come Milano e alcuni comuni molto inquinati da PM nell'interland.
Il diesel dovrebbe essere confinato alle strade extraurbane, il pellet/legna nelle aree meno popolose o meglio montane, dove oltre a non esserci il problema PM10 si usa o potrebbe usare legna "a km 0" o quasi.
Invece puntualmente questi dati vengono usati da una parte e dall'altra per scaricare le responsabilità e continuare come prima
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Nell'articolo di federchimica si conclude che:
Quindi è sicuramente vero che passando da un tradizionale camino a legna ad una moderna stufa a pellet si riducono fortemente le emissioni: si parla di un ordine di grandezza.
E' altrettanto vero che le caratteristiche di qualità (e immagino il costo) dell'apparecchio a pellet si traduce in minori o maggiori emissioni.
Ma è altrettanto vero che le stesse rimangono enormemente maggiori (due ordini di grandezza) rispetto a quelle di impianti alimentati da combustibili gassosi.
Si osserva una marcata differenza fra i vari combustibili, con un incremento progressivo di due ordini di grandezza nelle emissioni di PM passando dai combustibili gassosi e il gasolio al pellet e di un altro passando dal pellet alla legna da ardere
[..]
Le caratteristiche tecniche degli apparecchi a pellet sono significativamente influenti: nel caso degli apparecchi di bassa gamma sono state misurate concentrazioni di PM più che doppie rispetto a quelli di alta gamma, quando alimentati con combustibile di classe A1.
Ugualmente la qualità del pellet influenza notevolmente le emissioni di PM delle stufe. I valori possono più che triplicare passando dalla classe A1 alla classe A2.
Utilizzando un pellet di qualità inferiore (A2) peggiorano significativamente le emissioni con entrambe le tipologie di apparecchi, senza che si osservino marcate differenze fra un apparecchio e l’altro.
Quindi è sicuramente vero che passando da un tradizionale camino a legna ad una moderna stufa a pellet si riducono fortemente le emissioni: si parla di un ordine di grandezza.
E' altrettanto vero che le caratteristiche di qualità (e immagino il costo) dell'apparecchio a pellet si traduce in minori o maggiori emissioni.
Ma è altrettanto vero che le stesse rimangono enormemente maggiori (due ordini di grandezza) rispetto a quelle di impianti alimentati da combustibili gassosi.
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certo...ma le auto bisogna vedere se non sono sottostimate.
Una cosa è certa, è ora di cominciare a fermare seriamente le fonti peggiori almeno nelle città.
Ma non si può tralasciare il fatto che le biomasse hanno emissioni zero (o quasi...) di CO2, e sono fonti rinnovabili, quindi se dovessero essere bloccate (ipotesi estrema) a livello planetario per sostituirle con gas o gasolio rischieremmo di pagarla molto cara col riscaldamento globale (solo chi ci crede ehhh)
Una cosa è certa, è ora di cominciare a fermare seriamente le fonti peggiori almeno nelle città.
Ma non si può tralasciare il fatto che le biomasse hanno emissioni zero (o quasi...) di CO2, e sono fonti rinnovabili, quindi se dovessero essere bloccate (ipotesi estrema) a livello planetario per sostituirle con gas o gasolio rischieremmo di pagarla molto cara col riscaldamento globale (solo chi ci crede ehhh)
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Nessuno dice di non usare le biomasse: ma un conto è bruciarle, come gli altri combustibili solidi, in una centrale con precipitatore elettrostatico e/o filtri a manica e camini di 100 m per evitare la concentrazione al suolo degli inquinanti, tutto un altro conto è bruciarle in ambiente urbano, su camini ad altezze di pochi metri.
Così come si sta combattendo una lotta senza quartiere al diesel, mi sarei aspettato di vedere annunci del tipo "a Roma dal 2024 non ci saranno più camini a legna e stufe a pellet"
oppure: "dal 2025 bloccata la produzione di stufe a pellet e camini",
dato che tutte le evidenze mostrano che il contributo di questi ultimi all'inquinamento da particolato e idrocarburi policiclici aromatici è sostanziale in ambito urbano.
Inoltre, a differenza di altre fonti inquinanti, la biomassa solida può essere agevolmente sostituita in ambito urbano per il riscaldamento con fonti molto meno inquinanti: il suo unico motivo di diffusione è il costo del combustibile, basso anche perché non soggetto ad accise.
Tuttavia fa molto più fico in termini emozionali dire "togliamo il diesel" invece che dire "togliamo i camini a legna".
Così come si sta combattendo una lotta senza quartiere al diesel, mi sarei aspettato di vedere annunci del tipo "a Roma dal 2024 non ci saranno più camini a legna e stufe a pellet"
oppure: "dal 2025 bloccata la produzione di stufe a pellet e camini",
dato che tutte le evidenze mostrano che il contributo di questi ultimi all'inquinamento da particolato e idrocarburi policiclici aromatici è sostanziale in ambito urbano.
Inoltre, a differenza di altre fonti inquinanti, la biomassa solida può essere agevolmente sostituita in ambito urbano per il riscaldamento con fonti molto meno inquinanti: il suo unico motivo di diffusione è il costo del combustibile, basso anche perché non soggetto ad accise.
Tuttavia fa molto più fico in termini emozionali dire "togliamo il diesel" invece che dire "togliamo i camini a legna".
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Sono pienamente d'accordo, credo non si siano fatte battaglie per due motivi: il PM10/PM2,5 è sottovalutato da molti, anche su EY, la medicina ancora non è riuscita a convincerci del tutto della loro pericolosità.
L'altro motivo (ma è un amia ipotesi) è che probabilmente pellet e legna sono diffusi minimamente in città, mentre sono molto usati nei piccoli paesi di provincia e soprattutto in montagna, anche perché il loro uso richiede fatica e/o uno spazio per lo stoccaggio.
Aspetti spesso sottovalutati da chi propone il loro uso
L'altro motivo (ma è un amia ipotesi) è che probabilmente pellet e legna sono diffusi minimamente in città, mentre sono molto usati nei piccoli paesi di provincia e soprattutto in montagna, anche perché il loro uso richiede fatica e/o uno spazio per lo stoccaggio.
Aspetti spesso sottovalutati da chi propone il loro uso
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Nessuno dice di non usare le biomasse: ma un conto è bruciarle, come gli altri combustibili solidi, in una centrale con precipitatore elettrostatico e/o filtri a manica e camini di 100 m per evitare la concentrazione al suolo degli inquinanti, tutto un altro conto è bruciarle in ambiente urbano, su camini ad altezze di pochi metri.
O ancor meglio in impianti a gassificazione, dove il particolato viene filtrato prima della seconda combustione, ed ulteriormente diminuito durante la seconda.
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Continuano i grotteschi blocchi del traffico nelle principali città, per via del superamento dei limiti di particolato.
Vengono bloccati i diesel euro 6, che hanno gli stessi limiti di emissione di particolato dei motori euro 6 a benzina.
Nel frattempo non si fa nulla per limitare la crescente diffusione degli impianti di riscaldamento a biomassa.
https://www.repubblica.it/cronaca/2020/ ... P2-S1.8-T1
secondo il direttore del CNR è un aspetto poco discusso: qui su electroyou se ne parla da 5 anni: segno di quanto il forum sia avanti
(è una battuta fino a un certo punto!)
Vengono bloccati i diesel euro 6, che hanno gli stessi limiti di emissione di particolato dei motori euro 6 a benzina.
Nel frattempo non si fa nulla per limitare la crescente diffusione degli impianti di riscaldamento a biomassa.
https://www.repubblica.it/cronaca/2020/ ... P2-S1.8-T1
Se non sulle auto, su cosa dovremmo concentrarci allora?
"Un aspetto poco discusso, soprattutto d'inverno, è per esempio quello che negli ultimi anni c'è stato un aumento importante dell'uso di legna e pellet per il riscaldamento, di termostufe, termocamini e caminetti, tutte strutture che emettono molte polveri, anche se sono impianti piccoli e domestici. Ce ne sono tantissimi e danno un contributo negativo alla qualità dell'aria importante. Andrebbero controllate, gestite: esistono ordinanze sulla regolazione dei gradi, ma per ora funzionano poco".
secondo il direttore del CNR è un aspetto poco discusso: qui su electroyou se ne parla da 5 anni: segno di quanto il forum sia avanti
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