scusate il disturbo, argomento molto interessante.
Guardando la cosa dal punto di vista dell'europa, noi italiani siamo ignoranti in fatto di inglese. E' impensabile non pronunciare le parole inglesi con la loro propria pronuncia: E' come se un inglese pronunciasse il vostro nome con la sua pronuncia: verrebbe fuori una stroppiatura!
Per cui dovremmo impegnarci a pronunciare le loro parole così come vengono utilizzate nel loro territorio, perché, se un giorno ci fosse un madrelingua con voi, non vi capirebbe (ve lo dico per esperienza, anche io commetto lo stesso errore, parlando proprio con gli americani: non ti capiscono se gli dici manàgement; e se ti abitui a dire manàgement, sta pur certo che lo utilizzerai anche in ambito internazionale in un meeting magari dove partecipano anche americani ed inglesi, che ti ridicolizzeranno alle spalle, magari).
La lingua italiana non deve venir inficiata dalle parole inglesi italianizzate, bensì arricchita a questo punto, ma che le si pronunci così come vengono pronunciate ovunque, affinchè vengano capite da tutti (e non si sbagli quando ci si relaziona in ambito internazionale): la lingua inglese è la lingua universale, anche se la più parlata mi pare sia il cinese o il giapponese, seguite dal tedesco (in ambito tecnico utilizzatissima) e dallo spagnolo e francese (o forse no, non ricordo).
Un saluto dalla Germania


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Ma quale tedesco, sai chi ha mantenuto una cadenza più simile a quella latina ? I campani con le loro "calcate" sui dittonghi e altre piccole particolarità 
ed è un vero peccato che sia costretto a ritirarsi dalla scena pubblica (e lo dico da "non cattolico") daltronde ricordo che un altro che si poteva veramente ascoltare per ore era Martini... ma a quei livelli di cultura non ci sono obiezioni che tengano