C'erano i linguisti, certo, e hanno continuato a esserci e fanno un lavoro molto accurato. Ma le loro ricostruzioni della pronuncia antica sono solo probabili, e non conosciamo l'ordine di grandezza della probabilità. Poi, come sempre con le lingue, tende ad affermarsi una certa convenzione che viene comodo scambiare per realtà. Le lingue del passato che sono rimaste sono quelle scritte e per fortuna si riesce quasi sempre a interpretarle, almeno con alta probabilità (ma se non si fosse scoperta la stele di Rosetta?).
Naturalmente mi viene in mente la musica. Qualche frammento di quella della Grecia classica è rimasto, mentre dal medio evo, grazie alla Chiesa, c'è giunta molta musica, soprattutto vocale. Oggi viene spesso riproposta, ma la sua interpretazione è piuttosto incerta, così come la sua aderenza al tempo in cui è nata. In realtà fino al XIV - XV secolo non si è relativamente certi di quello che si suona. E anche dopo, problemi di interpretazione ce ne sono sempre almeno fino al '700.
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