Riguardo invece allo svedese, in questi giorni è circolata la notizia che in Svezia si è deciso di non riferirsi più a Dio come se fosse un essere al maschile:
http://www.corriere.it/esteri/17_novemb ... 8b7b.shtml
... il che tutto sommato mi sembra positivo.
In particolare, non si useranno più han (lui) e herre (signore, parola che in svedese in quella forma esiste solo al maschile), a favore di un più neutrale Gud (Dio): mi pare corretto, come ragionamento...
(Anche col re, da tempo (anni ‘70), ci si rivolge a lui come kungen (il re), invece di assurdità tipo “vostra maestà” e simili; e negli stessi anni si era fatta anche “la riforma del tu”, che tentò di abolire il darsi del lei nelle relazioni interpersonali: IMHO, un’ottima cosa il tu generalizzato, anche per superare modi di relazionarsi obsoleti basati su ipocrisia e paura.)
In Italia, invece, si fa il contrario, “femminilizzando” alcune parole maschili invece di considerarle neutre come significato (se ne era già parlato, qui, se non erro): con per esempio dei ridicoli “assessora” e simili; magari solo per dare un contentino ad un presunto femminismo, mentre in realtà non cambia niente...
Almeno l'itagliano sammolo!
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IsidoroKZ
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Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare. - Albert Einstein
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Sven ha scritto:A proposito di robot, vi ricordate i mitici Kraftwerk...?
Certamente! Durante uno stage in università ho restaurato un paio di vinili dei Kraftwerk ed è stata quella circostanza a farmeli conoscere ed apprezzare, pur essendo nato negli anno '90.
Ultima modifica di
admin il 26 nov 2017, 22:05, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: eliminata parte inutile della citazione integrale
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sul proposito del merito ognuno ha la propria idea (assessore, assessora, e perché no assessoro ... ) ma evidenziare differenti tendenze linguistiche o propositi di modifiche, quasi a marcare un differente livello culturale, presumibilmente o implicitamente attribuito come superiore ad un paese del nord, non mi pare corretto, nel senso che ci vedo un errore di valutazione.Sven ha scritto:(...) In Italia, invece, (...)
Il linguaggio è conseguenza e parte del pregresso e della storia di un paese, non credo si possa semplificare la questione pensando che i termini di riferimento si modifichino, quasi per omologata emancipazione.
Anzi, una tendenza del genere, se forzata, la riterrei negativa, e "negativa" è ufemistico.
Saluti
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WALTERmwp
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Non si tratta tanto di livello culturale, ma piuttosto di consapevolezza e interesse verso la semplificazione delle cose, invece di complicarle inutilmente.
IMHO, anche i tedeschi fanno male a usare termini come, per esempio, BürgerInnen (“cittadini e cittadine”: ma non era meglio, invece, usare “cittadini” come termine neutro per tutte le persone?!), che aggiungono ulteriore divisione e complicazione, invece di unificare e semplificare.
Insomma, una pura forma, che non introduce alcunché di sostanziale, ma è figlia invece di un “politicamente corretto” che in realtà nasconde solo paura e ipocrisia.
Si potrebbe dire anche di altre cose, ovviamente...
(A proposito, gli svedesi sono tra i pochi che hanno adottato il formato di data ISO (tipo 2017-11-27, invece di 27/11/2017) anche nella vita quotidiana, per esempio nella corrispondenza personale: si vede che forse hanno una predisposizione culturale alla “razionalizzazione semplificatrice”, se così si può dire.)
IMHO, anche i tedeschi fanno male a usare termini come, per esempio, BürgerInnen (“cittadini e cittadine”: ma non era meglio, invece, usare “cittadini” come termine neutro per tutte le persone?!), che aggiungono ulteriore divisione e complicazione, invece di unificare e semplificare.
Insomma, una pura forma, che non introduce alcunché di sostanziale, ma è figlia invece di un “politicamente corretto” che in realtà nasconde solo paura e ipocrisia.
Si potrebbe dire anche di altre cose, ovviamente...
(A proposito, gli svedesi sono tra i pochi che hanno adottato il formato di data ISO (tipo 2017-11-27, invece di 27/11/2017) anche nella vita quotidiana, per esempio nella corrispondenza personale: si vede che forse hanno una predisposizione culturale alla “razionalizzazione semplificatrice”, se così si può dire.)
Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare. - Albert Einstein
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mi pare si scriva di semplificazione confondendola invece con l'impoverimento.Sven ha scritto:Non si tratta tanto di livello culturale, ma piuttosto di consapevolezza e interesse verso la semplificazione delle cose, invece di complicarle inutilmente (...)
L'enfatizzazione del genere non mi parrebbe una complicazione in più, che possa invece essere connotata d'ipocrita camuffamento d'una realtà che come tale è invece differente da come la s'intende è, appunto, altra cosa, altra valutazione.
Nella lingua italiana credo esistano millemila possibilità per complicare o, al contrario, semplificare un discorso o un concetto, basta volerlo.
La rincorsa alla semplificazione fine a sè stessa la trovo addirittura ambigua (altro eufemismo).
Ma questo a mio parere.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Beh, è ovvio che ci sono cose (spesso di tipo tecnico) che ha senso semplificare/razionalizzare (come le unità di misura e le date, per esempio) e altre che ha senso diversificare, arricchendole; IMHO, però, le questioni di genere non fanno parte di quest’ultima categoria: perché, per esempio, inventarsi “assessora”, quando fino a prima “assessore” significava per tutti un termine neutro, valido sia per uomini che donne...? Boh! Evidentemente, c’è sotto il - questo sì ambiguo - discorso del “politicamente corretto”, cioè nient'altro che una forma di neoperbenismo di facciata, che serve solo a coprire la mancanza di progressi effettivi.
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Oggi, in particolare con la diffusione dei "social" si vive immersi in questo:
"forma di neoperbenismo di facciata, che serve solo a coprire la mancanza di progressi effettivi"

"forma di neoperbenismo di facciata, che serve solo a coprire la mancanza di progressi effettivi"
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Lancillotto
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Lancillotto ha scritto: ...forma di neoperbenismo di facciata...
Purtroppo questa è una situazione dove forse a causa della imitazione di un cattivo uso del linguaggio mediato dai social piuttosto che da una cattiva televisione e quantaltro non si può che andare ad attenzionare la cosa non appena ricevuta contezza degli eventi...
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claudiocedrone
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claudiocedrone ha scritto:...contezza degli eventi...
Mi piace, è molto forbito e colto
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Lancillotto
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