
... è pur sempre vero che nella lingua le "variazioni in corso d'opera" dipendono comunque dall'uso comune (le lingue si evolvono) e ciò che appare sgradevole (o peggio) ai "nostri" occhi sarà probabilmente invece normale e corretto per i posteri (così come, viceversa, un italianista ottocentesco p. es. potrebbe inorridire se potesse leggerci), anche per il buon Palazzi p. es. "
realizzare" e simili erano "brutti francesismi da evitare" mentre per noi "moderni" è corretto e normale...
ai miei orecchi ministra, sindaca etc. suonano sgradevolissimi (mi stimolano la peristalsi), ma allora perché "dottore e dottoressa", "professore e professoressa" etc. andrebbero bene quando invece "sindachessa" sarebbe la moglie del "sindaco" così come "orchessa" non sarebbe un'orca (

) bensì la moglie di un "orco" ?... (la prima donna del mio paese, mia coetanea, che a suo tempo si laureò in ingegneria veniva
ironicamente definita dai paesani "
la 'ngegnera"... ); sempre riguardo il "genere" di sostantivi e nomi propri di persona p. es. noi italiani siamo fortemente impicciati dalla tendenza a considerare femminili quelli che terminano in "a", ma allora come la mettiamo con
Andrea, Luca, Evangelista, Mattia, Cosma * etc.
Tornando sul "leggero": mia suocera raccontava che un giorno incontrò una signora per strada che le chiese informazioni su dove fosse
il pedofilo... "ovviamente" intendeva
il podologo
*Cosma... una mia zia, molto bigott, ehm, religiosa ma non molto acculturata, p. es. era convinta che i santi Cosma e Damiano fossero sorella e fratello

...

"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)