In casa è entrato di recente un 680R V serie in buone condizioni cosmetiche.
E' stato un po' maltrattato e dopo alcune prove ho visto che la sezione tensione continua misura abbastanza bene, mentre la sezione corrente continua ha un forte errore nella scala 50mA, mentre a 500mA e 5A era discreto.
In particolare
con 22mA misura 18mA
con 32mA misura 27mA
con 42mA misura 36mA
Ho quindi aperto il tutto
ed ho trovato un resistore da 5,6 ohm che ha sofferto abbastanza
misurandolo con altro multimetro semi-decente, ottengo 4,95 ohm, nettamente fuori.
Mi è rimasta un po' di ossidazione alla base di alcuni contatti, anche dopo una piccola pulizia meccanica
però le condizioni generali non sono pessime
anche se ci sono alcune resistori al 5% che mi fanno dubitare sull'originalità...
Le viti che fissano il circuito stampato allo strumento sono anche abbastanza rovinate, segno di numerose poco accorte aperture e chiusure.
Anche alcune saldature sono dubbie...
Ho notato un comportamento dell'ago che potrebbe forse essere dovuto a degli attriti sui perni dell'equipaggio mobile: una volta stabilizzatosi nella misura, dando qualche colpetto in verticale sul corpo dello strumento l'ago prosegue leggermente la corsa (sia verso l'alto della scala se veniva dal basso, sia verso il basso se veniva dall'alto): pensate sia possibile risolvere? anche se già temo quale sarà la risposta.
Anche il potenziometro di regolazione del fondo scala nelle misure di resistenze è un po' malandato. Pensate sia possibile aprirlo e dargli un sistemata?
Sarebbe meglio sostituirlo... il problema forse sarà trovarlo delle dimensioni giuste per rimontare la rotellina.
Ho poi alimentato il tutto con un alimentatore da banco impostato a 3V e la scala in ohm funzionicchia, ancora non ho verificato bene, ma la prova che mi interessava fare era alimentarlo a tensione maggiore: fino a 3,8V col potenziometro regola bene il fondo scala nelle varie scale di misura e c'è ancora margine.
Questo potrebbe essere di buon auspicio per mettere una pila da 3,6 V al litio tipo 21700 che ha dimensioni quasi uguali alla originale da 3 V e dovrebbe risultare come alimentarlo da una "centrale nucleare"... fattibile?
Sistemiamo un ICE 680R serie V
21 messaggi
• Pagina 1 di 3 • 1, 2, 3
0
voti
Salve a tutti
Pur non essendo lo stesso tester, anche quello di cui allego la foto era alimentato all'origine con pila da 3V.
Mi sono capitate sotto mano delle pile da 3V al litio e le ho utilizzate con successo su questo e su altri tester che prevedevano la 3V.
Ho solo aggiunto dei distanziali di ottone per collegare i poli della pila allo strumento.
Al momento non sono in casa quindi non ti posso fornire altre indicazioni, comunque su altri tester sia NovoTest che ICE funziona tutto bene.
Saluti a tutti da Alberto
Pur non essendo lo stesso tester, anche quello di cui allego la foto era alimentato all'origine con pila da 3V.
Mi sono capitate sotto mano delle pile da 3V al litio e le ho utilizzate con successo su questo e su altri tester che prevedevano la 3V.
Ho solo aggiunto dei distanziali di ottone per collegare i poli della pila allo strumento.
Al momento non sono in casa quindi non ti posso fornire altre indicazioni, comunque su altri tester sia NovoTest che ICE funziona tutto bene.
Saluti a tutti da Alberto
0
voti
Salve a tutti
Tornando al discorso batterie da 3 volt, per uso intensivo probabilmente la ricaricabile al litio da 3,7 volt potrebbe essere la soluzione giusta anche se necessita di un apposito caricabatteria ed appena caricata la sua tensione potrebbe arrivare a 4 - 4,2 V.
Il vantaggio sarebbe di poterla ricaricare più volte e garantire un lungo periodo di utilizzabilità dello strumento.
Nel mio caso, invece, mi sono capitate per un colpo di fortuna, delle batterie Varta CR AA 6117 da 3V al litio non ricaricabili.
In questo caso le dimensioni sono esattamente come una normale AA, quindi necessita di qualche tipo di adattatore per inserirla nello spazio della vecchia 3V.
Il vantaggio di questa batteria è avere una tensione molto stabile nel tempo e se poco usata, può mantenere la sua carica inalterata per almeno 10 anni.
Io ho una piccola collezione di tester analogici d'epoca ed in molti di questi ci va proprio una pila da 3V, quindi questo tipo di pila si adatta perfettamente a questa situazione, cioè ogni tester ha la sua pila in modo che volendo provare funziona anche in ohm, ma naturalmente l'uso è quasi praticamente nullo, quindi con queste pile ho almeno una decina di anni in cui non ho bisogno di pensarci.
Fra l'altro uno del 680R lo uso, e questa pila dura comunque più tempo di quanto faceva la vecchia 3V.
Per quanto riguarda il tuo tester, non ho lo schema di quella versione (io ho dalla IV in giù), comunque penso che la resistenza bruciata sia uno degli shunt per le portate di corrente.
Saluti a tutti da Alberto
Tornando al discorso batterie da 3 volt, per uso intensivo probabilmente la ricaricabile al litio da 3,7 volt potrebbe essere la soluzione giusta anche se necessita di un apposito caricabatteria ed appena caricata la sua tensione potrebbe arrivare a 4 - 4,2 V.
Il vantaggio sarebbe di poterla ricaricare più volte e garantire un lungo periodo di utilizzabilità dello strumento.
Nel mio caso, invece, mi sono capitate per un colpo di fortuna, delle batterie Varta CR AA 6117 da 3V al litio non ricaricabili.
In questo caso le dimensioni sono esattamente come una normale AA, quindi necessita di qualche tipo di adattatore per inserirla nello spazio della vecchia 3V.
Il vantaggio di questa batteria è avere una tensione molto stabile nel tempo e se poco usata, può mantenere la sua carica inalterata per almeno 10 anni.
Io ho una piccola collezione di tester analogici d'epoca ed in molti di questi ci va proprio una pila da 3V, quindi questo tipo di pila si adatta perfettamente a questa situazione, cioè ogni tester ha la sua pila in modo che volendo provare funziona anche in ohm, ma naturalmente l'uso è quasi praticamente nullo, quindi con queste pile ho almeno una decina di anni in cui non ho bisogno di pensarci.
Fra l'altro uno del 680R lo uso, e questa pila dura comunque più tempo di quanto faceva la vecchia 3V.
Per quanto riguarda il tuo tester, non ho lo schema di quella versione (io ho dalla IV in giù), comunque penso che la resistenza bruciata sia uno degli shunt per le portate di corrente.
Saluti a tutti da Alberto
0
voti
Sì fa parte della catena di shunt.
Normalmente prima della serie V era realizzata con un filo avvolto su un rocchetto.
Ma non capisco perché: non sembra essere attraversata da molta corrente.
Con un uso corretto dello strumento la corrente massima su quella R è nella portata da 50mA, e allora
P=V*I=R*I^2=5,76*0,05^2=0,015W
Nelle altre misure è tutto il partitore da 6400 ohm a limitare, che ha correnti sicuramente più basse, anche perché al massimo ci sono 100mV applicati, tramite resistenza da 720 ohm.
Può essere interessata da elevate correnti se uno sbaglia e mette il puntale a ohm x 1 per errore su una tensione anche non elevata (da una parte ho 6,4 ohm e dall'altro ramo 7772 ohm circa - caso peggiore con regolazione da 10k tutta inserita -), oltre 0,31V l'indice sbatte a fondo scala, poi dovrebbero intervenire i diodi al germanio.
Supponendo la R 5,76 da 0,5W avremmo una corrente di sqrt(0,5/5,75)=300mA cioè circa 1,9V applicati.
Oppure sbaglia portata in corrente.
Normalmente prima della serie V era realizzata con un filo avvolto su un rocchetto.
Ma non capisco perché: non sembra essere attraversata da molta corrente.
Con un uso corretto dello strumento la corrente massima su quella R è nella portata da 50mA, e allora
P=V*I=R*I^2=5,76*0,05^2=0,015W
Nelle altre misure è tutto il partitore da 6400 ohm a limitare, che ha correnti sicuramente più basse, anche perché al massimo ci sono 100mV applicati, tramite resistenza da 720 ohm.
Può essere interessata da elevate correnti se uno sbaglia e mette il puntale a ohm x 1 per errore su una tensione anche non elevata (da una parte ho 6,4 ohm e dall'altro ramo 7772 ohm circa - caso peggiore con regolazione da 10k tutta inserita -), oltre 0,31V l'indice sbatte a fondo scala, poi dovrebbero intervenire i diodi al germanio.
Supponendo la R 5,76 da 0,5W avremmo una corrente di sqrt(0,5/5,75)=300mA cioè circa 1,9V applicati.
Oppure sbaglia portata in corrente.
0
voti
Ne riparai alcuni usando il trucchetto della limata: si prende un resistore di valore ohmico standard inferiore a quello bruciato, lo si lima delicatamente fino a raggiungere il valore fuori standard...ci vuole solo un po' di pazienza e delle resistenza a impasto di carbone.
0
voti
Secondo me il problema delle resistenze non precise è facilmente rimediabile e ognuno di noi trova il modo più semplice nel suo laboratorio.
Piuttosto è l'indice che non ha un andamento continuo.
Potrebbero essere regolate troppo distanti le contropunte, oppure potrebbereo averci dato un po' d'olio credendo di renderlo più agile ed ora si è seccato e comunque bene non gli fa.
Con pazienza e calma, pulire le contropunte sull'ago e regolarle con precisione.

Piuttosto è l'indice che non ha un andamento continuo.
Potrebbero essere regolate troppo distanti le contropunte, oppure potrebbereo averci dato un po' d'olio credendo di renderlo più agile ed ora si è seccato e comunque bene non gli fa.
Con pazienza e calma, pulire le contropunte sull'ago e regolarle con precisione.

Alex
https://www.facebook.com/Elettronicaeelettrotecnica
<< vedi di pigliare arditamente in mano, il dizionario che ti suona in bocca,
se non altro è schietto e paesano.
(Giuseppe Giusti) <<
https://www.facebook.com/Elettronicaeelettrotecnica
<< vedi di pigliare arditamente in mano, il dizionario che ti suona in bocca,
se non altro è schietto e paesano.
(Giuseppe Giusti) <<
1
voti
Theodoro ha scritto:Ne riparai alcuni usando il trucchetto della limata: si prende un resistore di valore ohmico standard inferiore a quello bruciato, lo si lima delicatamente fino a raggiungere il valore fuori standard...ci vuole solo un po' di pazienza e delle resistenza a impasto di carbone.
Bello, un ottimo igrometro!
I valori non standard non esistono più. Se siamo disposti a saldare in serie un paio di resistori, con quello che si trova oggi sul mercato, ottieni praticamente qualsiasi valore.
Boiler
0
voti
Per forza.
Però:
1) che potenza? A me sembra che 1/2 watt sia sufficiente, ma se l'avevano messa grossa un motivo c'era...
2) come era fatta quella avvolta col filo? Di rame? dalle foto sembra abbastanza spesso per poter arrivare a 5,76 ohm in alcuni metri.
Non dovrebbe esserci problema a fare un po' di serie poiché c'è parecchio spazio.
Sapete come si apre la parte dove c'è l'indicatore?
Il coperchio trasparente si toglie facilmente, ci sono degli incastri, ma poi?
Però:
1) che potenza? A me sembra che 1/2 watt sia sufficiente, ma se l'avevano messa grossa un motivo c'era...
2) come era fatta quella avvolta col filo? Di rame? dalle foto sembra abbastanza spesso per poter arrivare a 5,76 ohm in alcuni metri.
Non dovrebbe esserci problema a fare un po' di serie poiché c'è parecchio spazio.
Sapete come si apre la parte dove c'è l'indicatore?
Il coperchio trasparente si toglie facilmente, ci sono degli incastri, ma poi?
0
voti
Le resistenze si possono realizzare facilmente.
Riguardo l'ago a volte è un problema di elettricità statica.
Succede facilmente dopo che si pulisce troppo bene il "vetro" dello strumento.
Sulla parte interna ed esterna le cariche elettrostatiche prodotte interferiscono con il delicato movimento dell' ago indicatore .
Infatti la ICE forniva un liquido antistatico per trattare la superficie trasparente.
Al lavoro il mio misuratore di isolamento analogico lo trasporto nel suo astuccio con una confezione antistatica appoggiata sul frontale proprio per evitare questa anomalia.
Nel mio vecchio ice avevo messo un pezzetto di alluminio da cucina sulla parte interna del coperchio.
Altre volte si accavallano le spire delle molle antagoniste oppure il magnete risucchia un frammento di materiale ferroso che ostacola il libero movimento dell'equipaggio mobile.
Attenzione ad agire con molta delicatezza onde non peggiorare le cose.
Ciao
Riguardo l'ago a volte è un problema di elettricità statica.
Succede facilmente dopo che si pulisce troppo bene il "vetro" dello strumento.
Sulla parte interna ed esterna le cariche elettrostatiche prodotte interferiscono con il delicato movimento dell' ago indicatore .
Infatti la ICE forniva un liquido antistatico per trattare la superficie trasparente.
Al lavoro il mio misuratore di isolamento analogico lo trasporto nel suo astuccio con una confezione antistatica appoggiata sul frontale proprio per evitare questa anomalia.
Nel mio vecchio ice avevo messo un pezzetto di alluminio da cucina sulla parte interna del coperchio.
Altre volte si accavallano le spire delle molle antagoniste oppure il magnete risucchia un frammento di materiale ferroso che ostacola il libero movimento dell'equipaggio mobile.
Attenzione ad agire con molta delicatezza onde non peggiorare le cose.
Ciao
600 Elettra
21 messaggi
• Pagina 1 di 3 • 1, 2, 3
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)









