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Come mai il mercato italiano di VE è all'ultimo posto?

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[51] Re: Come mai il mercato italiano di VE è all'ultimo posto?

Messaggioda Foto Utente6367 » 10 mar 2016, 22:41

L'auto elettrica (che non c'è) resta un affare di Stato


Le auto elettriche stanno rivoluzionando la mobilità mondiale. Se qualcuno si sognasse di dirlo in Italia, racconterebbe la migliore barzelletta dell'anno. A sostenerlo invece è una ricerca di Bloomberg New Energy Finance, secondo cui nel prossimo decennio, complice il calo dei prezzi delle batterie, i veicoli “green” saranno un'opzione più economica rispetto alle auto a benzina o diesel nella maggior parte dei Paesi. Per gli analisti le vendite toccheranno i 41 milioni di unità entro il 2040, arrivando a rappresentare il 35% delle auto nuove nel mondo. «Già nel corso del prossimo decennio - dicono - i veicoli elettrici potrebbero far calare il consumo di greggio di due milioni di barili al giorno, generando un eccesso di petrolio equivalente a quello che ha scatenato la crisi petrolifera nel 2014».
Sarà. Ma l'elettrico su strada, avanti di questo passo, farà la rivoluzione senza di noi. I numeri italiani più che “di nicchia”, sono deprimenti. Elettriche immatricolate nel 2015: 1.460 (0,1%). A febbraio 2016: appena 75 (-35%, mentre il mercato cresce del 27%). All'opinione pubblica però da anni si continua a propinare il traguardo delle “zero emissioni” come l'unica, indispensabile, via d'uscita per salvare le auto dalla loro condanna di inquinatrici seriali. Dimenticando che (al netto delle considerazioni sull'impatto ambientale delle vetture a batteria che complessivamente proprio “zero” non lo è) la questione è solo un affare di Stato.
In Francia - dove entro il 2020 i punti di ricarica saranno 7 milioni - chi rottama un'auto a gasolio anziana (13 anni) per una elettrica, può contare su 10 mila euro di contributo governativo. In Danimarca chi possiede vetture elettriche può persino guadagnarci cedendo l'energia in eccesso alla rete (grazie alla nostra Enel, che è dovuta espatriare per poter applicare una tecnologia del genere). La Norvegia è diventata la nazione al mondo con più auto a batteria grazie a incentivi e sgravi fiscali, che in Estonia possono arrivare al 50% del costo della vettura. Dove la volontà politica di incentivare davvero l'uso di questi mezzi ha prevalso, l'elettrico sta vincendo. E le amministrazioni locali non sono rimaste sole - come accade da noi - a inventarsi sporadiche inaugurazioni di colonnine di ricarica.
La portata della svolta dunque non è stata recepita a livello strutturale. E l'unica sveglia al governo in materia arriva dai costruttori. Nissan Italia, ad esempio, domenica 13 marzo schiererà le sue vetture al “flash mob” organizzato a Roma. Un corteo “verde” che percorrerà le strade del centro per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'ecomobilità e per promuoverne un modello responsabile e integrato. È già qualcosa. Per le rivoluzioni però, non siamo ancora attrezzati.

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