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tasse

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[1] Re: tasse

Messaggioda Foto Utentefpalone » 2 lug 2017, 13:38

La curva di Laffer, come gran parte delle teorie economiche, è lontana dal poter essere praticamente applicabile ad un caso reale. Un modello (economico, ingegneristico o fisico) è applicabile solo nella misura in cui si riesce a fare un fitting dei suoi parametri su casi reali.
Tuttavia, conserva sicuramente una validità teorica generale, soprattutto in un ambito in cui la progressiva diminuzione delle barriere doganali ha portato alla delocalizzazione della produzione.
Provo a spiegarmi meglio:
negli anni in cui nasceva la curva di Laffer, l'effetto "economico" dovuto alla dipendenza della base imponibile dalla tassazione era dovuto alla diminuzione od all'aumento delle attività produttive, ossia alla derivata parziale del fatturato di una impresa sulla tassazione \frac{\partial F}{\partial{T}}. Si avvertiva molto meno l'effetto della globalizzazione.
Oggi, nell'ambito di un mercato sempre più libero, non ha molto senso produrre un bene in uno spazio di mercato (chiamarlo nazione sarebbe forse un'approssimazione grossolana ma efficiente) n°1 soggetto ad una tassazione T_1>T_2 , a meno che non esistano differenze sostanziali tra i costi di produzione tra gli spazi di mercato n°1 e n°2.
Ma, essendo nello spazio di mercato n°2 le tasse inferiori a quelle nello spazio di mercato n°1, è probabile che anche i costi di produzione in 2 siano inferiori rispetto a quelli dello spazio n°1.
la \frac{\partial F}{\partial{T}} dovrebbe quindi presentare delle discontinuità di prima specie.
Per i servizi, soprattutto finanziari la cosa dovrebbe essere ancora più marcata.
In pratica a mio parere la curva ad oggi dovrebbe avere uno o più punti di cuspide, in corrispondenza dei valori di tassazione T* che eguagliano i valori di tassazione negli altri spazi di mercato libero.
La parte "a destra" della curva dovrebbe quindi essere caratterizzata da una discesa molto più rapida rispetto a quella "a sinistra"
Mi piacerebbe sviluppare un po' di più questa teoria, per capire se è possibile che abbia un fondamento matematico, ma le mie nozioni di economia, risalenti agli unici due esami di economia fatti all'uni, sono parecchio "annacquate"... Chissà che non ci sia qualcuno più esperto di me nel forum che ha voglia di ragionarci su...
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[2] Re: tasse

Messaggioda Foto Utentefpalone » 2 lug 2017, 14:15

Se il sistema non va in deriva è per me solo per via della "inerzia".
Non dimentichiamo che tutte le considerazioni fatte da Laffer (nonché i miei sproloqui) sono fatte a regime permanente. Esistono però delle inerzie temporali (soprattutto nel caso delle attività con grosse immobilizzazioni) e dei costi di spostamento per il trasferimento di attività produttive tra spazi di mercato, anche in assenza di frontiere doganali e dazi; basti pensare agli aspetti organizzativi, di marketing ecc...
E' per me tuttavia piuttosto evidente che il trend non potrà che essere questo: se un'azienda deve essere competitiva in un mercato unico, il suo shareholder value sarà maggiore se soggetta ad una tassazione T_1 < T_2.
Inevitabilmente, per le leggi della concorrenza, le società con minore shareholder (quelle dello spazio n°1) avranno due scelte: migliorare l'efficienza (ma perché non dovrebbero farlo anche le società dello spazio n°2? qualcuno potrebbe dire che con un maggior gettito fiscale nello spazio n°1 ci dovrebbero essere un migliore sistema di formazione, che generi professionisti migliori e manodopera meglio formata, ma non mi sembra una teoria che regge) oppure trasferirsi in spazi di mercato a minore tassazione.
Il tempo che questo processo impiega non può essere nullo! Inoltre ci sono considerazioni di tipo politico che tendono ad alterare il funzionamento del mercato e che ovviamente nessuno può pensare di metter dentro ad un modello matematico :roll:

Gli esempi sono però sotto gli occhi di tutti, dalla FCA (ora con sede fiscale in UK), con le società di gioco d'azzardo/slot machines (molte delle quali a Malta), o lo spostamento di alcune attività ed investimenti in campo energetico nei Balcani (Montenegro in testa, con la sua tassazione flat al 9%, ma anche Sud America ed est Europa).
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[3] Re: tasse

Messaggioda Foto Utentefpalone » 9 lug 2017, 11:38

Tra l'altro, oggi mi è ricapitato sotto mano questo interessante articolo, che mette a confronto le dieci maggiori spa italiane per fatturato nel 2015 con quelle del 1991. Nel 91 erano controllate da soci privati italiani sette società su dieci, mentre oggi ne è rimasta soltanto una. Oltre a questa le altre grandi aziende industriali rimaste di proprietà italiana sono quasi solo quelle per le quali il ministero del''economia è socio di maggioranza.
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