Cercando di passare il tempo mi sono imbattuto in questo problemino:
data una funzione costituita da un polinomio intero di grado n, lo sviluppo di un Polinomio di Taylor di grado m>=n coincide con la funzione?
Io credevo di sì ma da qualche parte (che non ritrovo) ho letto che è vero solo se il centro dello sviluppo è zero.
Mi sembra strano assai.
Polinomio di Taylor di un polinomio
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PietroBaima,
Ianero
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Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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Cosa è il centro dello sviluppo ?se il centro dello sviluppo è zero.
Il quesito vale anche per la serie/polinomio di MacLaurin, che , se ben ricordo dopo mezzo secolo
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il centro è il valore di
(almeno credo)
(almeno credo)Sebastiano
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sebago ha scritto:Io credevo di sì
Io non so effettuare la dimostrazione generale, ma ho provato in due casi particolari e direi, (per induzione?), che credevi bene

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Già ti hanno risposto
admin e
Ianero, quindi il mio contributo serve a poco... ma vorrei proporti una riflessione legata al suggerimento di
Ianero, per completezza
Sviluppando in serie di Taylor un polinomio di grado
(la qual cosa è sempre possibile), tutti i termini a partire dal termine contenente la derivata
-esima del polinomio risultano nulli, per cui dobbiamo aver ottenuto una convergenza completa alla funzione usando solo i termini non nulli (che sono in numero finito). Formalmente, lo scarto tra la funzione originale e la sua serie troncata al k-esimo ordine è descritta con un qualche resto; come suggerito da
Ianero, per i nostri scopi è particolarmente semplice utilizzare il resto in forma di Lagrange, che ha questa formula:

Dove
è un opportuno punto in
; puoi notare immediatamente che nel caso di un polinomio di grado
tutti i resti per
sono identicamente nulli, ovvero la convergenza è totale e dunque la serie corrisponde esattamente al polinomio qualsiasi sia il punto
scelto, e dunque qualsiasi sia il centro
dello sviluppo 
Sviluppando in serie di Taylor un polinomio di grado
(la qual cosa è sempre possibile), tutti i termini a partire dal termine contenente la derivata
-esima del polinomio risultano nulli, per cui dobbiamo aver ottenuto una convergenza completa alla funzione usando solo i termini non nulli (che sono in numero finito). Formalmente, lo scarto tra la funzione originale e la sua serie troncata al k-esimo ordine è descritta con un qualche resto; come suggerito da 
Dove
è un opportuno punto in
; puoi notare immediatamente che nel caso di un polinomio di grado
tutti i resti per
sono identicamente nulli, ovvero la convergenza è totale e dunque la serie corrisponde esattamente al polinomio qualsiasi sia il punto
scelto, e dunque qualsiasi sia il centro
dello sviluppo 
-

rugweri
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- Iscritto il: 25 nov 2016, 18:46
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Grazie a tutti (sospiro di sollievo...!)
Ho trovato quella frase strana qui:
https://www.youmath.it/forum/sezione-speciale-per-i-topic-a-pagamento/91305-sviluppo-di-taylor-di-un-polinomio.html
Partendo da un caso simile al mio:
arrivava a questa conclusione sibillina:
Perché mai dovrebbe portare a un errore, visto che il grado dello sviluppo è uguale al grado del polinomio?
Ma forse ho capito male.
Già che ci siamo, pongo un altro quesito:
fatti tutti i bravi conticini, mi si chiede di valutare
(ovvero la derivata prima della differenza tra il polinomio Q(x), di terzo grado, e lo sviluppo di Taylor, sempre di terzo grado.
Mi sembra ovvio che sia uguale a zero ma poi mi chiede di interpretare il risultato. Che altro posso dire oltre al fatto che tanto il polinomio quanto lo sviluppo presentano in x = 2 una tangente con lo stesso coefficiente angolare? La cosa peraltro mi pare assai banale, visto che le espressioni sono perfettamente uguali fra loro.
Di nuovo Grazie Mille a tutti.
P.S.: per favore, siate clementi e non chiedetemi perché - a ferragosto - mi sollazzo con queste cose anziché queste altre:
Ho trovato quella frase strana qui:
https://www.youmath.it/forum/sezione-speciale-per-i-topic-a-pagamento/91305-sviluppo-di-taylor-di-un-polinomio.html
Partendo da un caso simile al mio:
arrivava a questa conclusione sibillina:
Perché mai dovrebbe portare a un errore, visto che il grado dello sviluppo è uguale al grado del polinomio?
Ma forse ho capito male.
Già che ci siamo, pongo un altro quesito:
fatti tutti i bravi conticini, mi si chiede di valutare
(ovvero la derivata prima della differenza tra il polinomio Q(x), di terzo grado, e lo sviluppo di Taylor, sempre di terzo grado.Mi sembra ovvio che sia uguale a zero ma poi mi chiede di interpretare il risultato. Che altro posso dire oltre al fatto che tanto il polinomio quanto lo sviluppo presentano in x = 2 una tangente con lo stesso coefficiente angolare? La cosa peraltro mi pare assai banale, visto che le espressioni sono perfettamente uguali fra loro.
Di nuovo Grazie Mille a tutti.
P.S.: per favore, siate clementi e non chiedetemi perché - a ferragosto - mi sollazzo con queste cose anziché queste altre:
Sebastiano
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Non ho scritto la dimostrazione nella mia risposta precedente non per svogliatezza, specialmente nei confronti di una persona come
sebago, è che ero col telefono per strada, scusatemi
rugweri comunque ha già pensato a tutto, grazie!
Per il resto...
Nessun errore, come dici.
Immagino che si riferisse al fatto che la richiesta del problema era trovare lo sviluppo: se semplifichi quella espressione torni al polinomio originale e non fai vedere di aver trovato lo sviluppo. Niente di sostanziale in ogni caso.
Neanche qui vedo molta sostanza, forse voleva farti dire ‘la differenza è sempre costante’
Comunque, se stai facendo questo tipo di esercizi per piacere personale e per rigiocare un po’ con i polinomi, posso darti qualcosa che penso ti potrà incuriosire
Per il resto...
Perché mai dovrebbe portare a un errore, visto che il grado dello sviluppo è uguale al grado del polinomio?
Ma forse ho capito male.
Nessun errore, come dici.
Immagino che si riferisse al fatto che la richiesta del problema era trovare lo sviluppo: se semplifichi quella espressione torni al polinomio originale e non fai vedere di aver trovato lo sviluppo. Niente di sostanziale in ogni caso.
Già che ci siamo, pongo un altro quesito:
...
Neanche qui vedo molta sostanza, forse voleva farti dire ‘la differenza è sempre costante’
Comunque, se stai facendo questo tipo di esercizi per piacere personale e per rigiocare un po’ con i polinomi, posso darti qualcosa che penso ti potrà incuriosire
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Ianero ha scritto:posso darti qualcosa che penso ti potrà incuriosire
Manda pure, grazie anticipate
Sebastiano
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