Danielex ha scritto:Quali accorgimenti possiamo utilizzare, da progettisti, in merito alla questione?
Numerose stazioni di ricarica di cui ho visionato manuali, certificati e schede tecniche, non dichiarano la rispondenza del dispositivo di rilevamento alla Norma di prodotto.
Spesso e volentieri i clienti scelgono di installare stazioni di ricarica da pavimento provviste di n. 2 prese tipo 2.
In un caso di oggi, il cliente mi manda un manuale della stazione sul quale leggo che la stazione di ricarica è provvista di:
- dispositivo di protezione RCD 6 mA DC per ogni connettore;
- magnetotermico differenziale In 16 A e Idn 30 mA tipo A per ogni connettore.
Bella domanda.
Allora, l'installatore fa riferimento alla CEI 64-8-7-722.
Avevo scritto un articolo (
https://www.electroyou.it/6367/wiki/la- ... -in-modo-3 ) basato sulla CEI 64-8-7-722 di qualche anno fa, ma nelle sue linee essenziali è ancora valido.
Se non si usa un differenziale di tipo B, bisogna usare un differenziale di tipo A o F + un RDC-DD conforme alla CEI IEC 62955 (possono essere un solo dispositivo o separati). Possono essere all'interno della stazione di ricarica oppure esterni.
Però, il differenziale almeno di tipo A 30 mA, ovviamente, deve essere interamente conforme alle sua norma di prodotto, come indicato nel capitolo 53 della CEI 64-8 e richiamato nella stessa sezione 722. Per esempio, per un magnetotermico differenziale, la CEI EN 61009-1 + CEI EN 61009-2-1 (la -1 da sola non si può applicare).
Il differenziale potrebbe essere integrato nella wallbox (ma spesso non è così). Spesso il "differenziale integrato" è una "funzione differenziale", il cosiddetto differenziale built-in, che non è conforme alle norme citate (con manopola ecc). Nei paesi ove le installazioni vanno verificate da un ispettore terzo, in questo caso, non è considerato l'eventuale differenziale built-in ed è sempre richiesta l'installazione a monte di un differenziale dedicato 30 mA almeno tipo A. In qualche paese, le autorità di sorveglianza hanno ritirato dal commercio wallbox con indicazioni ambigue o errate circa il differenziale integrato. Quindi, per quanto riguarda il differenziale 30 mA almeno di tipo A, direi di stare molto attenti e rigorosi.
Per quanto riguarda l'RDC-DD IEC 62955 forse possiamo essere un po' elastici. E' un dispositivo che va sempre usato assieme a un differenziale almeno di tipo A (ma non sostituirlo), ed è fatto per essere integrato nella wall box. La norma di prodotto esiste ormai da anni (prima IEC del 2018, recepita identica come CEI IEC di recente). Esistono diversi wallbox con RDC-DD conforme alla sua norma di prodotto IEC 62955. Tuttavia ci sono ancora in commercio tanti wallbox con "dispositivi 6 mA" non meglio definiti probabilmente perché progettati quando ancora la IEC 62955 non esisteva.
Se l'RDC-DD IEC 62955 non è presente (o si hanno dubbi) bisognerà mettere esternamente un differenziale tipo B 30 mA, oppure sia un differenziale tipo A 30 mA + RDC-DD esterni (per altro ci sono prodotti combinati, anche di note aziende italiane).
Danielex ha scritto:Però è anche vero che l'intera stazione di ricarica è provvista di una dichiarazione di conformità CE, sulla quale è dichiarata la rispondenza a:
- Direttiva EMC 2014/30/UE;
- Direttiva BT 2014/35/UE;
- Norma CEI EN 61851-1.
Il costruttore, interpellato, glissa a proposito del tema in oggetto e rimanda alla dichiarazione di conformità CE.
Mi fa un po' sorridere.
La marcatura CE e la dichiarazione di conformità alle direttive LVD e EMC, sono obbligo di legge.
Altrimenti sarebbe un prodotto da ritirare dal commercio e sequestrare (sorvogliamo sul fatto che quasi sempre si tratta di "autocertificazioni").
Circa la CEI EN 61851-1, si tratta della norma generale dei sistemi di ricarica per i veicoli elettrici.
E' una norma "contenitore".
Se la leggiamo scopriamo che i differenziali e RDC-DD possono essere incorporati, oppure esterni.
Insomma la conformità alla CEI EN 61851-1 nulla dice per rispondere al quesito.