Scelta potere di interruzione e chiusura
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
17 messaggi
• Pagina 2 di 2 • 1, 2
0
voti
Ho inserito il link diretto all'articolo, così non occorre andare a cercarlo.
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
-

claudiocedrone
21,3k 4 7 9 - Master EY

- Messaggi: 15300
- Iscritto il: 18 gen 2012, 13:36
0
voti
gtedeschi ha scritto:L'articolo espone un caso concreto e può aiutare la discussione.
Attendo utili osservazioni.
Sbaglio o della questione ne avevi già parlato anni fa?
Mi sembra di aver letto un tuo articolo sull'argomento in una rivista di settore in passato.
0
voti
Si !
Di articoli ne ho scritti certamente ben più di uno. La questione era stata posta direi ufficialmente già nel 1995 o giù di lì, con una mia lettera di denuncia del problema pubblicata sulla rivista ufficiale della AEIT.
In proposito credo successivamente di avere il merito della pubblicazione nella norma CEI 64-8 del commento all'art. 533.3.2 che recepisce solo in parte il contenuto della mia denuncia, di cui si tratta, risalente a più di 20 anni fa. Così vanno le cose .....
A me interessa conoscere. una volta esposto il problema, il pensiero dei colleghi, cioè se il mio insistere sul problema abbia senso e quanto sia giustificato.
Attendo osservazioni in merito!
Grazie per aver ricordato uno dei miei precedenti interventi.
Con l'occasione ringrazio claudiocedrone per l'inserimento del link nel mio precedente intervento.
Di articoli ne ho scritti certamente ben più di uno. La questione era stata posta direi ufficialmente già nel 1995 o giù di lì, con una mia lettera di denuncia del problema pubblicata sulla rivista ufficiale della AEIT.
In proposito credo successivamente di avere il merito della pubblicazione nella norma CEI 64-8 del commento all'art. 533.3.2 che recepisce solo in parte il contenuto della mia denuncia, di cui si tratta, risalente a più di 20 anni fa. Così vanno le cose .....
A me interessa conoscere. una volta esposto il problema, il pensiero dei colleghi, cioè se il mio insistere sul problema abbia senso e quanto sia giustificato.
Attendo osservazioni in merito!
Grazie per aver ricordato uno dei miei precedenti interventi.
Con l'occasione ringrazio claudiocedrone per l'inserimento del link nel mio precedente intervento.
1
voti
gtedeschi ha scritto:Attendo osservazioni in merito!
Grazie per aver ricordato uno dei miei precedenti interventi.
Con l'occasione ringrazio claudiocedrone per l'inserimento del link nel mio precedente intervento.
Ma da che potenza del trafo si avrebbe un cosfi sotto lo 0.3 ?
Perche' la norma se non sbaglio lo prevede gia a 0.25 per correnti di corto prrsunte sopra i 20 kA e inferiori a 50ka
-

arabino1983
568 3 4 8 - Sostenitore

- Messaggi: 2000
- Iscritto il: 30 ott 2009, 18:28
1
voti
Già per un 630 kVA con vcc pari al 6% il fattore di potenza della corrente di cortocircuito da considerare può risultare inferiore a 0,3 e a 0,25, come risulta dai calcoli che ho presentato in
https://www.electroyou.it/gtedeschi/wiki/la-scelta-degli-interruttori-di-protezione-novit-e-dubbi.
Anche la norma CEI 64-8 ha dovuto timidamente inserire il commento all'articolo 533.3.2 per almeno segnalare il problema, che non è da poco.
Non so quanto inspiegabilmente del problema che con molta frequenza si può presentare tutti sembrano voler evitare ogni approfondimento.
Al momento le responsabilità di una scelta non giustificata dalla norma che tratta gli interruttori gravano in primis sulle spalle dei progettisti.
https://www.electroyou.it/gtedeschi/wiki/la-scelta-degli-interruttori-di-protezione-novit-e-dubbi.
Anche la norma CEI 64-8 ha dovuto timidamente inserire il commento all'articolo 533.3.2 per almeno segnalare il problema, che non è da poco.
Non so quanto inspiegabilmente del problema che con molta frequenza si può presentare tutti sembrano voler evitare ogni approfondimento.
Al momento le responsabilità di una scelta non giustificata dalla norma che tratta gli interruttori gravano in primis sulle spalle dei progettisti.
0
voti
Mah... non ho conoscenze matematiche ed elettrotecniche da ingegnere , sono un perito, per confutare o capire a fondo le varie tesi; quello che mi viene da dire e' che i costruttori per certificare un interruttore fanno delle prove " distruttive " e quindi utilizzano i trasformatori mt/bt per simulare il guasto. Quindi gli interruttori sono sottoposti alle condizioni di prova reali, quindi quale sia il valore del cos fi sinceramente non lo trovo cosi" necessario saperlo.
Non so se si capisce il senso.
Tra l'altro durante le prove non credo che nemmeno venga misurato il valore del cosfi.
Io in 20 anni di lavoro su PC non ho mai visto succedere che un interruttore andasse in default per questo motivo.
Piuttosto mi e' successo che un interruttore modulare vecchio in un punto con correnti di corto infime , picchiettando con il cacciavite l'interruttore accanto, questo esplodesse letteralmente.
Non so se si capisce il senso.
Tra l'altro durante le prove non credo che nemmeno venga misurato il valore del cosfi.
Io in 20 anni di lavoro su PC non ho mai visto succedere che un interruttore andasse in default per questo motivo.
Piuttosto mi e' successo che un interruttore modulare vecchio in un punto con correnti di corto infime , picchiettando con il cacciavite l'interruttore accanto, questo esplodesse letteralmente.
-

arabino1983
568 3 4 8 - Sostenitore

- Messaggi: 2000
- Iscritto il: 30 ott 2009, 18:28
0
voti
Rispondo a
arabino1983.
Le cose vanno diversamente.
Le prove vengono condotte, tarando con precisione il circuito di prova, in modo da ottenere la corrente di cortocircuito dichiarata come potere di interruzione nominale e rigorosamente con il fattore di potenza non superiore a quello convenzionale precisato (ad es. non superiore a 0,2 per interruttori con potere di interruzione maggiore di 50 kA). Per fattori di potenza inferiori a parità di corrente di cortocircuito da interrompere le energie da dissipare nelle camere di spegnimento dell'arco sono superiori e il valore di picco che si stabilisce corrispondentemente risulta maggiore e si raggiungerebbe in tempi inferiori. Ciò è riconosciuto dalla teoria, cioè da chi ha da sempre studiato la materia, compresi naturalmente i costruttori.
Nella norma che tratta delle prestazioni degli interruttori non c'è scritto però come gli interruttori si possono usare per fattori di potenza inferiori, anche se usati su correnti di cortocircuito presunte inferiori, in pratica come declassarli. C'è scritto che in proposito devi accordarti in proposito con il costruttore.
La importanza del fattore di potenza è testimoniata anche dal fatto che per garantire che il valore del fattore di potenza di prova sia quello richiesto, sono fissate anche delle precise tolleranze da rispettare.
Le statistiche sul problema non ci sono e non possono sussistere se la causa non è riconosciuta.
Credo anch'io che i casi verificatisi di malfunzionamento e non riconosciuti siano pochi. Con la norma non si ragiona così. Non piace che il problema esista e non se ne parli. Tanti anni fa sui cataloghi e sulle targhe degli interruttori erano riportati insieme ai poteri di interruzione anche il fattori di potenza di riferimento. Da molto tempo sono stati eliminati dai cataloghi e dagli interruttori, ma non mi risulta dalla rispettiva norma. La stessa norma CEI 64-8, che più ci riguarda, oggi, solo su sollecitazione esterna dopo anni, nel commento all'art. 533.3.2 finalmente almeno ha accettato di avvertire del pericolo gli utenti della norma, senza però nemmeno indicare i valori dei fattori di potenza con cui i progettisti dovrebbero confrontarsi. Mi pare che questa realtà sia indicativa di come vanno le cose !!
Le cose vanno diversamente.
Le prove vengono condotte, tarando con precisione il circuito di prova, in modo da ottenere la corrente di cortocircuito dichiarata come potere di interruzione nominale e rigorosamente con il fattore di potenza non superiore a quello convenzionale precisato (ad es. non superiore a 0,2 per interruttori con potere di interruzione maggiore di 50 kA). Per fattori di potenza inferiori a parità di corrente di cortocircuito da interrompere le energie da dissipare nelle camere di spegnimento dell'arco sono superiori e il valore di picco che si stabilisce corrispondentemente risulta maggiore e si raggiungerebbe in tempi inferiori. Ciò è riconosciuto dalla teoria, cioè da chi ha da sempre studiato la materia, compresi naturalmente i costruttori.
Nella norma che tratta delle prestazioni degli interruttori non c'è scritto però come gli interruttori si possono usare per fattori di potenza inferiori, anche se usati su correnti di cortocircuito presunte inferiori, in pratica come declassarli. C'è scritto che in proposito devi accordarti in proposito con il costruttore.
La importanza del fattore di potenza è testimoniata anche dal fatto che per garantire che il valore del fattore di potenza di prova sia quello richiesto, sono fissate anche delle precise tolleranze da rispettare.
Le statistiche sul problema non ci sono e non possono sussistere se la causa non è riconosciuta.
Credo anch'io che i casi verificatisi di malfunzionamento e non riconosciuti siano pochi. Con la norma non si ragiona così. Non piace che il problema esista e non se ne parli. Tanti anni fa sui cataloghi e sulle targhe degli interruttori erano riportati insieme ai poteri di interruzione anche il fattori di potenza di riferimento. Da molto tempo sono stati eliminati dai cataloghi e dagli interruttori, ma non mi risulta dalla rispettiva norma. La stessa norma CEI 64-8, che più ci riguarda, oggi, solo su sollecitazione esterna dopo anni, nel commento all'art. 533.3.2 finalmente almeno ha accettato di avvertire del pericolo gli utenti della norma, senza però nemmeno indicare i valori dei fattori di potenza con cui i progettisti dovrebbero confrontarsi. Mi pare che questa realtà sia indicativa di come vanno le cose !!
17 messaggi
• Pagina 2 di 2 • 1, 2
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 69 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)

