Ciao,
nell'ambito del collegamento di interruttore differenziale (puro) e magnetotermico in un impianto monofase 230 VAC, sistema TT, il differenziale va collegato prima o dopo il magnetotermico ?
Grazie.
Collegamento differenziale con magnetotermico
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[2] Re: Collegamento differenziale con magnetotermico
Il differenziale puro va messo preferibilmente dopo il magnetotermico.
Se il rischio di corti circuiti fra differenziale e magnetotermico sono minimi, puoi metterlo anche prima
Se il rischio di corti circuiti fra differenziale e magnetotermico sono minimi, puoi metterlo anche prima
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[3] Re: Collegamento differenziale con magnetotermico
GioArca67 ha scritto:Il differenziale puro va messo preferibilmente dopo il magnetotermico.
Se il rischio di corti circuiti fra differenziale e magnetotermico sono minimi, puoi metterlo anche prima
Quindi collegando il differenziale prima del magnetotermico, in teoria potrebbe essere attraversato da correnti per il quale non e' dimensionato.
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[4] Re: Collegamento differenziale con magnetotermico
In un impianto monofase 230 V in sistema TT, il collegamento corretto tra interruttore differenziale (puro) e magnetotermico dipende dallo scopo, ma la configurazione più corretta e più usata è: Magnetotermico Differenziale (puro)cianfa72 ha scritto:Ciao,
nell'ambito del collegamento di interruttore differenziale (puro) e magnetotermico in un impianto monofase 230 VAC, sistema TT, il differenziale va collegato prima o dopo il magnetotermico ?
Grazie.
Cioè, a monte il magnetotermico, a valle il differenziale puro.
Perché questa è la configurazione preferibile?
Protegge il differenziale dai sovraccarichi Il differenziale puro non ha protezione magnetica/termica integrata se si verifica un sovraccarico o un corto circuito, è sempre il magnetotermico a monte a intervenire, evitando danni al differenziale.
La norma richiede che ogni dispositivo sia protetto da sovracorrenti. Un differenziale puro deve essere sempre protetto da un magnetotermico a monte.
Maggiore selettività e ordine funzionale. L’interruttore magnetotermico interrompe i guasti di corrente e cortocircuito, mentre il differenziale rileva le dispersioni verso terra metterli in quest’ordine è tecnicamente logico.
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[5] Re: Collegamento differenziale con magnetotermico
Se ne parla anche in questa discussione.
Certo che in un quadro elettrico realizzato secondo le "normali" tecniche, la possibilità di un corto circuito tra il differenziale e il magnetotermico è veramente remota. Se poi il differenziale è del tipo meccanicamente accoppiabile con un magnetotermico (come in figura) la possibilità di tale corto circuito è praticamente nulla.
Certo che in un quadro elettrico realizzato secondo le "normali" tecniche, la possibilità di un corto circuito tra il differenziale e il magnetotermico è veramente remota. Se poi il differenziale è del tipo meccanicamente accoppiabile con un magnetotermico (come in figura) la possibilità di tale corto circuito è praticamente nulla.
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[6] Re: Collegamento differenziale con magnetotermico
Alternative: differenziale magnetotermico (salvavita)
Se invece usi un magnetotermico differenziale (MT+Diff in un unico apparecchio), il problema non si pone: le funzioni sono integrate nello stesso dispositivo. Stefano
Se invece usi un magnetotermico differenziale (MT+Diff in un unico apparecchio), il problema non si pone: le funzioni sono integrate nello stesso dispositivo. Stefano
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[7] Re: Collegamento differenziale con magnetotermico
StefanoSunda ha scritto:Alternative: differenziale magnetotermico (salvavita)
Cioe' come alternativa un magnetotermico + differenziale integrato.
Altra cosa: da quanto capisco ai differenziali puri si applicano le sigle AC, A, B, F mentre ai magnetotermici (puri) si applicano le curve B, C, D (in base al tipo di applicazione/tempo di intervento).
Quindi in teoria una magnetotermico-differenziale (integrato) del tipo C, AC e' diverso da uno C, A.
Corretto ?
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[9] Re: Collegamento differenziale con magnetotermico
AC: rileva solo correnti di guasto alternate sinusoidali pure
A: rileva AC e DC pulsante (tipico elettronica, inverter semplici, alimentatori switching)
F: evoluzione del tipo A, adatto a inverter monofase, pompe di calore, ecc.
B:rileva AC, DC pulsante e DC pura (per frequenze più alte, fotovoltaico, industriale)
A: rileva AC e DC pulsante (tipico elettronica, inverter semplici, alimentatori switching)
F: evoluzione del tipo A, adatto a inverter monofase, pompe di calore, ecc.
B:rileva AC, DC pulsante e DC pura (per frequenze più alte, fotovoltaico, industriale)
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[10] Re: Collegamento differenziale con magnetotermico
Ho un po' di dubbi.
Secondo voi tecnicamente è preferibile installare il magnetotermico a monte e il differenziale a valle.
QUindi faccio una domanda: considerando che, secondo quanto indicato da catalogo Schneider, il differenziale assume il potere di interruzione dell'interruttore MT posto in serie (non centra nulla, ma è l'unica informazione inerente che ho a disposizione), come si comporta un differenziale installato a monte di un MT in caso di corto a valle?
Si scioglie? Resiste?
Come faccio a saperlo?
Chiaramente considerando che l'interruttore MT intervenga tempestivamente.
Facciamo un discorso generale, considerando il caso peggiore in riferimento alla corrente di corto (cto cto 3F a breve distanza dal quadro).
Secondo voi tecnicamente è preferibile installare il magnetotermico a monte e il differenziale a valle.
QUindi faccio una domanda: considerando che, secondo quanto indicato da catalogo Schneider, il differenziale assume il potere di interruzione dell'interruttore MT posto in serie (non centra nulla, ma è l'unica informazione inerente che ho a disposizione), come si comporta un differenziale installato a monte di un MT in caso di corto a valle?
Si scioglie? Resiste?
Come faccio a saperlo?
Chiaramente considerando che l'interruttore MT intervenga tempestivamente.
Facciamo un discorso generale, considerando il caso peggiore in riferimento alla corrente di corto (cto cto 3F a breve distanza dal quadro).

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