Torno su un argomento abbastanza trito e ritrito per avere alcune conferme e, perché no, best practices adottate.
All'interno di quadri elettrici, sia di potenza che di controllo io adotto questa colorazione per i conduttori:
L1: nero;
L2: nero;
L3: nero;
N: blu;
EC: giallo/verde;
PE: giallo/verde;
FE: rosa;
L1 (SELV/PELV): rosso;
L2 (SELV/PELV): bianco;
+: rosso;
-: bianco;
dry contact (DC SELV generata esternamente al quadro): viola;
S1, S2 (TA, TV): grigio.
Ho il dubbio sulla colorazione dei circuiti in alternata SELV PELV con rosso e bianco che dovrebbe essere riservato alla DC, però non saprei come sostituirli, anche lì nero e blu o nero (se presente a meno la messa a terra di uno dei secondari) considerando che è un circuito in alternata?
Uguale nel caso di cavi provenienti da generatori fotovoltaici (pannelli): rosso e bianco (+ e -) oppure ancora il nero?
Quando nel quadro c'è un PLC non distinguo le colorazioni in base ad alimentazione, ingresso ed uscita ma semplicemente per tensione veicolata: tutti i positivi rossi, tutti i negativi bianchi.
Da considerare che ogni conduttore è numerato singolarmente a inizio e fine.
Dite la vostra!
Colorazioni cavi.
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Non so se faccio bene, ma io di solito per i circuiti a bassissima tensione uso il viola, colore per uso generico e che riprende il colore della presa industriale per basa tensione. Bianco e rosso sono riservati alla continua
PS che cos'è EC ?
PS che cos'è EC ?
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SediciAmpere
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SediciAmpere ha scritto:per i circuiti a bassissima tensione uso il viola, colore per uso generico
Il viola è per uso generico, io ho scelto di usarlo per contatti puliti che entrano dentro il quadro per comandare qualcosa di esterno, alcuni esempi: contatti di ON, OFF, EPO, comandi di bobine o interruttori motorizzati, stati di contatti aux (interruttori, SPD) e così via.
Io ragiono sul tipo di corrente e tensione veicolata dal conduttore, mi spiego meglio:
AC: nere le fasi e blu il neutro, quindi che sia di 12V, 24 V, 48V, 110V, 230V o 400V dovrebbe avere la stessa colorazione, se si distinguesse bassissima tensione (SELV PELV) rispetto a bassa tensione allora anche la 110V, 230V e 400V dovrebbe essere colorata diversamente.
DC: rosso il + e bianco il -, stesso discorso appena fatto per la AC, che abbiamo una bassissima tensione di 24 V rispetto a 1000V provenienti da una stringa di pannelli fotovoltaici non dovrebbe cambiare la colorazione.
Invece per quanto riguarda i quadri di controllo dove si è usato spesso colori diversi per identificare potenza, ingressi, uscite e comandi in genere vorrei usare gli stessi colori appena enumerati.
Ad esempio se il PLC è alimentato a 24Vdc ed i suoi ingressi ed uscite ugualmente a 24Vdc uso il rosso per i + ed il bianco per i -, sarà il numero associato al conduttore ad identificare - nello schema installativo - la giusta posizione e quindi la funzione svolta.
SediciAmpere ha scritto:PS che cos'è EC ?
Earth Conductor: cavi che vanno dal nodo principale di terra alla rete di dispersione.
Fa parte di una classificazione internazionale in lingua inglese (IEC) che identifica svariati conduttori di terra, considera che tranne la funzionale rosa tutti gli altri adottano il giallo/verde.
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aarrdd ha scritto:Il viola è per uso generico, io ho scelto di usarlo per contatti puliti che entrano dentro il quadro per comandare qualcosa di esterno, alcuni esempi: contatti di ON, OFF, EPO, comandi di bobine o interruttori motorizzati, stati di contatti aux (interruttori, SPD) e così via.
Quelli per me sono tutti circuiti di comando, quindi rosso se sono AC e blu scuro se sono in CC; se in un quadro è presente il neutro di un circuito di potenza (azzurro) per non rischiare di fare confusione con il blu scuro è consentito utilizzare come colore alternativo il grigio.
Io ragiono sul tipo di corrente e tensione veicolata dal conduttore, mi spiego meglio:
AC: nere le fasi e blu il neutro, quindi che sia di 12V, 24 V, 48V, 110V, 230V o 400V dovrebbe avere la stessa colorazione, se si distinguesse bassissima tensione (SELV PELV) rispetto a bassa tensione allora anche la 110V, 230V e 400V dovrebbe essere colorata diversamente.
Sono d'accordo, secondo la CEI EN 60204-1 i colori devono essere quelli: i circuiti di potenza devono essere neri, a prescindere dalla tensione, ma secondo me se ci sono diverse tensioni è importante che siano distinte chiaramente. Non mi è mai successo di trovare quadri in cui convivono bassissima tensione, 110V, 230V e 400V, né ho mai messo le mani su impianti con tensione di fase = 400V, ma se dovesse capitare proporrei al committente o progettista l'idea di utilizzare un colore diverso per queste, non lo stesso nero che indica le fasi a 230V
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SediciAmpere
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SediciAmpere ha scritto:Non mi è mai successo di trovare quadri in cui convivono bassissima tensione, 110V, 230V e 400V, né ho mai messo le mani su impianti con tensione di fase = 400V, ma se dovesse capitare proporrei al committente o progettista l'idea di utilizzare un colore diverso per queste, non lo stesso nero che indica le fasi a 230V
Pensa ad un quadro elettrico con circuiti secondari trifase, monofase, trasforatore per ausiliari a 24Vac ed un alimentatore 230->24Vdc per un PLC, ecco che si avranno 400Vac, 230Vac, 24Vac e 24Vdc.
Non sempre è possibile dividere quadro di distribuzione (potenza) da quadro di automazione (controllo).
In questo caso, seguendo il mio ragionamento, si avrà la seguente colorazione:
400Vac L1, L2, L3 nero;
230Vac L1/L2/L3 nero, N blu;
24Vac SELV L1 nero, L2 nero;
24Vac PELV L1 nero, N blu;
24Vdc + rosso, - bianco.
Inutile andare a scomodare colori differenti per ingressi ed uscite del PLC, dove arriva il + rosso, dove arriva il - bianco.
Sarà poi la numerazione dei conduttori a disambiguare i terminali in cui intestarsi ed i terminali stessi a spiegarne la funzione.
Consideriamo anche la distribuzione in campo, in presenza di pulsanti di chiamata, ronzatori/suonerie, elettrovalvole alimentate a 24Vac che colore portiamo? Nero e nero o nero e blu per indicare che trattasi di circuiti in corrente alternata.
Non so se il mio ragionamento può essere condivisibile e se possa trovare qualche genere di criticità, per questo sto chiedendo pareri!
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Personalmente, nei quadri e negli impianti macchine, ho sempre usato le etichette marca vavi, dove si scrive sopra quello che e', cosi non ci si fanno problemi ne ci si trova in difficolta' con tutte quelle menate normative sui colori , posto anche che spesso, su alcune macchine, ci si trovano dentro dei "bellissimi" (si, e' sarcastico) cavi multipolari con 20 o 30 fili tutti neri
Pero' e' solo una preferenza personale (che comunque negli anni mi ha risparmiato diversi mal di testa
)
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"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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Etemenanki ha scritto:Personalmente, nei quadri e negli impianti macchine, ho sempre usato le etichette marca vavi
Quelle le uso sempre anche io, su entrambi gli estremi il cavo è segnato inequivocabilmente, come riportato nello schema installativo.
Il mio è un problema di standardizzazione.
Cosa pensi dell'uso del nero nero o nero blu per le alimentazioni SELV e PELV in AC?
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...che bisogna definire bene cosa significa circuito di potenza e circuito di comando.
Alimentare la bobina di un relè è circuito di potenza?
Alimentare una pompa da alcuni kW è un circuito di potenza?
Alimentare un attuatore da 10 W è un circuito di potenza?
Posto che in un quadro di distribuzione su un impianto elettrico entrare con marrone nero grigio blu e poi vedere tutto nero nel cablaggio, anche se non vietato (essendo il quadro apparecchio e non impianto), fa diventare matti per un minimo di manutenzione e ricerca problemi, potresti sempre usare anche il marrone e l'arancione che non hai menzionato e c'è anche il blu chiaro (che ormai non dovrebbe confondersi più perché vedo che per il neutro viene usato un colore che potremmo definire "azzurro intenso").
In un quadro di comando o di bordo macchina mi sembra meno problematica questa discromia fra ingressi e suddivisione interna.
La cosa più importante è la coerenza e la documentazione e poi usare una doppia codifica (colore + etichettatura) non è vietato.
Alimentare la bobina di un relè è circuito di potenza?
Alimentare una pompa da alcuni kW è un circuito di potenza?
Alimentare un attuatore da 10 W è un circuito di potenza?
Posto che in un quadro di distribuzione su un impianto elettrico entrare con marrone nero grigio blu e poi vedere tutto nero nel cablaggio, anche se non vietato (essendo il quadro apparecchio e non impianto), fa diventare matti per un minimo di manutenzione e ricerca problemi, potresti sempre usare anche il marrone e l'arancione che non hai menzionato e c'è anche il blu chiaro (che ormai non dovrebbe confondersi più perché vedo che per il neutro viene usato un colore che potremmo definire "azzurro intenso").
In un quadro di comando o di bordo macchina mi sembra meno problematica questa discromia fra ingressi e suddivisione interna.
La cosa più importante è la coerenza e la documentazione e poi usare una doppia codifica (colore + etichettatura) non è vietato.
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GioArca67 ha scritto:...che bisogna definire bene cosa significa circuito di potenza e circuito di comando.
Alimentare la bobina di un relè è circuito di potenza?
Alimentare una pompa da alcuni kW è un circuito di potenza?
Alimentare un attuatore da 10 W è un circuito di potenza?
In un quadro di controllo classifico così:
negativo: unico, condiviso da alimentazioni PLC, moduli (se hanno bisogno di alimentazione supplementare), ingressi ed uscite;
+ alimentazione: alimenta PLC e moduli (se hanno bisogno di alimentazione supplementare);
+ ingressi: cavi che entrano nei connettori di ingresso del PLC e dei suoi moduli di ingresso, se appoggiati a relè azionati da comandi in campo saranno i cavi che entrano ed escono dal contatto di potenza del relè verso l'ingresso del PLC;
+ uscite: cavi che escono dai connettori di uscita del PLC e dei suoi moduli di uscita, se appoggiati a relè che azionano carichi in campo sarà il cavo che alimenta il circuito di comando della bobina in A1;
circuiti di potenza: alimentano carichi in campo e la fase (AC) od il positivo (DC) viene collegata al circuito di potenza del relè azionato dal PLC.
Sei d'accordo?!
GioArca67 ha scritto:In un quadro di comando o di bordo macchina mi sembra meno problematica questa discromia fra ingressi e suddivisione interna.
La cosa più importante è la coerenza e la documentazione e poi usare una doppia codifica (colore + etichettatura) non è vietato.
Sì, come precedentemente scritto ogni cavo ha un suo numero univoco incrementale che trova riscontro esatto nello schema installativo.
Il problema lo riscontro effettivamente più in campo che in quadro.
Esempio: usciamo dal quadro con n circuiti AC monofase ed usiamo il nero ed il blu, poi abbiamo alcune elettrovalvole, pulsanti di chiamata e suonerie a 24Vac, usciamo con gli stessi cavi nero e blu oppure usiamo colorazioni svariate che rischiano di andare a cozzare con i colori consigliati per altri scopi (arancione circuiti alimentati a generale sezionato, rosa terra funzionale)?
Io opterei per nero e blu, essendo un circuito in corrente alternata a bassissima tensione.
Allo stesso modo se dalla morsettiera di un quadro di controllo esco con circuiti di potenza in continua azionati da un relè azionato da un PLC oppure entro con circuiti di ingresso provenienti da sensori in campo mi troverei nel campo più sicuro ad identificare con i colori rosso e bianco i conduttori che veicolano corrente continua.
Cosa ne pensi?!
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