In un appartamento in condominio ho un terminale videocitofono ABB mod WLI201B
Speravo di poter collegare un contatto remoto in parallelo al pulsante locale di apertura del portone, e allo scopo ho acquistato Interruttore WiFi + RF 2 Canali (compatibile SmartHome + telecomando RF) che sarebbe adattissimo allo scopo.
Ma quando ho aperto il terminale citofonico mi sono accorto che tutti i pulsanti sono (credo) di tipo capacitivo...
Non ho lo schema della piastrina coi pulsanti, ne allego foto
Qualcuno ha un suggerimento su come potrei provare a simulare la pressione di quei pulsanti?
Il modulo interruttore che ho acquistato dispone di contatti isolati COMM / NO /NC (2 canali separati) e puo' essere pilotato in locale con telecomando o in remoto via SmartHome; non avrei difficoltà ad acquistare componenti diversi, dovessero risolvere.
Quella linea di citofono ABB dispone anche del terminale remotizzabile, ma ho rinunciato per problemi di privacy visto che saltuariamente affitto quell'appartamento ad uso turistico. Grazie e chi potrà darmi qualsiasi idea...
Contatto aggiuntivo su citofono
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Se vuoi un piano B, prova a verificare se puoi fare qualcosa con il modulo WLD300X
https://catalogo-generale.abb.com/citof ... ma/WLD300X
L'ho usato tempo fa per un'altra cosa, ma forse lo puoi adattare...
In poche parole va in parallelo al bus (all'interno del tuo appartamento), è dotato di un ingresso cablato (dove potresti collegare il tuo interruttore wifi) e poi programmandolo dovresti poter inviare via BUS il comando di apertura... ma lo dico così ad intuito: DA VERIFICARE.
https://library.e.abb.com/public/26eed0 ... schemi.pdf
https://catalogo-generale.abb.com/citof ... ma/WLD300X
L'ho usato tempo fa per un'altra cosa, ma forse lo puoi adattare...
In poche parole va in parallelo al bus (all'interno del tuo appartamento), è dotato di un ingresso cablato (dove potresti collegare il tuo interruttore wifi) e poi programmandolo dovresti poter inviare via BUS il comando di apertura... ma lo dico così ad intuito: DA VERIFICARE.
https://library.e.abb.com/public/26eed0 ... schemi.pdf
in /dev/null no one can hear you scream
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Grazie della dritta, che dovrò verificare con l'installatore condominiale non avendo io l'autonomia per lavorare sul bus comune né le conoscendo le funzionalità di questo "attuatore relay"
Vediamo intanto se arriva anche qualche altra idea...
Vediamo intanto se arriva anche qualche altra idea...
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formica74 ha scritto:Qualcuno ha un suggerimento su come potrei provare a simulare la pressione di quei pulsanti?
Utilizzare un contatto del relè per collegare un condensatore in parallelo alla superficie (armatura) esistente?
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Caratteri utili: À È É Ì Ò Ó Ù α β γ δ ε η θ λ μ π ρ σ τ φ ω Ω º ª ² ³ √ ∛ ∜ ₀ ₁ ₂ ₃ ₄ ₅ ₆ ∃ ∄ ∆ ∈ ∉ ± ∓ ∾ ≃ ≈ ≠ ≤ ≥
Caratteri utili: À È É Ì Ò Ó Ù α β γ δ ε η θ λ μ π ρ σ τ φ ω Ω º ª ² ³ √ ∛ ∜ ₀ ₁ ₂ ₃ ₄ ₅ ₆ ∃ ∄ ∆ ∈ ∉ ± ∓ ∾ ≃ ≈ ≠ ≤ ≥
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Potresti saldare due condensatorini sul lato opposto (punti TP7 e TP13 se non leggo male, o comunque su quello che ti serve se ne serve solo uno), poi si deve testare a quale linea vanno collegati per attivare il pulsante (se a GND, a VCC, oppure a qualche altra cosa, alcuni di quei chip generano un loro riferimento di frequenza, altri invece usano i sensori come "antenne" per captare il campo elettromagnetico ambiente)
Suggerisco solo di mettere il condensatore il piu vicino possibile al pad, ed il rele' il piu vicino possibile al condensatore, per evitare che i fili di collegamento facciano da antenna loro stessi e ti attivino i pulsanti anche senza avvicinare il dito (nel caso, puoi sostituire il rele' del modulo con un piccolo reed)
Suggerisco solo di mettere il condensatore il piu vicino possibile al pad, ed il rele' il piu vicino possibile al condensatore, per evitare che i fili di collegamento facciano da antenna loro stessi e ti attivino i pulsanti anche senza avvicinare il dito (nel caso, puoi sostituire il rele' del modulo con un piccolo reed)
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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Grazie GuidoB ed Etemenanki, direi che questo e' il primo tentativo che mi conviene fare
Sovrapponendo il fronte e retro del piastrino "pulsanti", mi pare che la piazzola capacitiva che mi interessa (visibile sul lato destro della nuova immagine) e' poi collegata al chip tramite quel foro passante che indico con la freccia, probabilmente collegata anche al TP6.
Dovrebbe essere relativamente semplice provare che effetto fa saldare un capacitore e portarlo a massa o +5, magari tramite una resistenza.
La sigla leggibile sul chip a voi dice niente?
Grazie ancora
Sovrapponendo il fronte e retro del piastrino "pulsanti", mi pare che la piazzola capacitiva che mi interessa (visibile sul lato destro della nuova immagine) e' poi collegata al chip tramite quel foro passante che indico con la freccia, probabilmente collegata anche al TP6.
Dovrebbe essere relativamente semplice provare che effetto fa saldare un capacitore e portarlo a massa o +5, magari tramite una resistenza.
La sigla leggibile sul chip a voi dice niente?
Grazie ancora
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Ho avuto un problema un po' simile cioè far funzionare il pulsante apricancello di un citofono tradizionale. La cavetteria del citofono era in cattive condizioni e troppo impegnativa da rifare, per cui ho risolto con un telecomando a onde convogliate sulla rete esistente.
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formica74 ha scritto:...
La sigla leggibile sul chip a voi dice niente?
Grazie ancora
Quasi sicuramente un chip custom dedicato per quella specifica funzione, oppure forse una piccola MCU economica con interfaccia per tasti capacitivi "rimarcata" su richiesta del cliente (per non far capire cos'e' in realta'), l'unico riferimento valido che trovo per la sigla ZF3A (le altre serie di numeri non trovano nulla di significativo) e' un vecchio sensore fotoelettrico (e chiaramente non e' quello).
Purtroppo in questi casi non c'e' molto da fare, si potrebbe ricostruire l'intero schema avendo la schedina, e poi in base a quello cercare di indovinare quale componente sia (se non e' custom, altrimenti nisba), ma ne vale la pena ?
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Etemenanki
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Grazie per aver condiviso l'esperienza. Io sono su un impianto condominiale, devo lavorare solo sul terminale di casa mia.EcoTan ha scritto:[....] ho risolto con un telecomando a onde convogliate sulla rete esistente
Quel chippino e' tutto quel che c'e' di sofisticato sul piastrino, sapere che cosa e' mi avrebbe aiutato a non "sparare" sui suoi pin segnali sbagliati in polarità o in livello. Cercherò di procedere per tentativi, ma purtroppo quel piastrino si trova nascosto dalla piastra principale, spero di non combinare guai...EcoTan ha scritto:Quasi sicuramente un chip custom dedicato per quella specifica funzione [...]
si potrebbe ricostruire l'intero schema avendo la schedina, [...], ma ne vale la pena ?
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Credo che quel chip sia un Capacitive Touch Sensor, tipo uno di questi
MPR121
https://www.alldatasheet.com/html-pdf/3 ... PR121.html
CAP1166
https://ww1.microchip.com/downloads/aem ... 01621B.pdf
MPR121
https://www.alldatasheet.com/html-pdf/3 ... PR121.html
CAP1166
https://ww1.microchip.com/downloads/aem ... 01621B.pdf
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