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Quadri elettrici rispondenti alla norma sempre sicuri?

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[21] Re: Quadri elettrici rispondenti alla norma sempre sicuri?

Messaggioda Foto Utentegtedeschi » 9 feb 2026, 17:25

Nella risposta che ho dato da poco a Mike ( 16 gennaio 2026) devo correggere la conclusione.
E' corretto quanto segue: Il fatto che la somma dei moduli non determina InA non sempre va a favore della sicurezza.
Aggiungo che molti anni fa chiesi all'ing. Scarioni, past president del CT che tratta le norma CEI sui quadri elettrici, se per i quadri elettrici si poteva prevedere una protezione come per altri componenti. Mi ricordo che la risposta non fu positiva.
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[22] Re: Quadri elettrici rispondenti alla norma sempre sicuri?

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 9 feb 2026, 19:36

Foto Utentegtedeschi, i tuoi riferimenti nelle citazioni non sono chiari; se hai dei dubbi nel riportarle dai un'occhiata qui https://www.electroyou.it/donj/wiki/gui ... #Citazioni, c'è scritto come fare.
Grazie.

Saluti
W - U.H.F.
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[23] Re: Quadri elettrici rispondenti alla norma sempre sicuri?

Messaggioda Foto Utentegtedeschi » 10 feb 2026, 0:27

Alla mia domanda posta nel mio primo post, cioè la seguente:
“ I quadri elettrici sono apparecchiature che si possono proteggere da sovratemperature? Si ? No ? Quando ? Come?”,
Mike ha risposto nel secondo post quanto segue :
“Il quadro elettrico è un involucro assiemato con degli interruttori e accessori. Il calore è rilasciato dagli interruttori al suo interno e sollecitato dalle temperature esterne. La protezione dalle sovratemperature può essere passiva (calcoli) o attiva (climatizzazione).”

In proposito osservo che mentre per la climatizzazione, che non conosco nei dettagli, posso immaginare il da farsi, per la protezione passiva ho qualche difficoltà a giustificarla.
Infatti,
1) se anche un quadro elettrico fosse caricato alla sola sua InA,
2) se fosse caricato a valle al di sopra del suo coefficiente di contemporaneità, ad esempio utilizzando circuiti che nella prova termica condotta secondo la norma si erano tenuti scarichi. Tale eventualità è possibile, ad esempio, per lo sfasamento tra le correnti dei carichi.
3) o se anche con i calcoli si riproducesse una situazione che fa riferimento ad un coefficiente di contemporaneità, che poi non viene rispettato, sempre ad esempio a causa dello sfasamento tra le correnti dei carichi,
come si attuerebbe la protezione?
Osservo anche per i tanti o pochi che non lo sapessero che nella CEI 64-8, parte 5, che tratta la protezione dei componenti, si citano solo 9 volte i quadri elettrici e mai per precisare le modalità della loro protezione come per i cavi. Per i quadri si enuncia in un articolo quanto segue:
“573.5 Quadri di bassa tensione conformi alla serie di Norme CEI EN 61439
Le caratteristiche di un quadro conforme alla serie di Norme CEI EN 61439 devono essere compatibili con i valor nominali dei circuiti ai quali esso è collegato e con le condizioni di installazione. Le caratteristiche dell’assemblaggi devono essere dichiarate dal costruttore tenendo conto dei criteri specificati da 5.2 a 5.6 della Norma CEI EN 61439-1.”
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[24] Re: Quadri elettrici rispondenti alla norma sempre sicuri?

Messaggioda Foto Utentegtedeschi » 11 feb 2026, 0:08

Rispondo di seguito a esisnc che nella risposta n. 4, a proposito del mio dire che l’Allegato C della guida CEI 121-5 non era all’altezza dell’ente normatore, ha scritto
-“…. Se hai delle critiche sulla guida cerca di essere più specifico e meno vago.”
- e ha scritto che leggendo il testo della guida al punto C.8 avrei trovato le risposte che cercavo e che non avevo visto.
Ecco i miei primi rilievi:
1) Rimando al contenuto della situazione 1 descritta nell’articolo pubblicato su EY dal titolo “Piccoli e grandi difetti della guida CEI 121-5. Situazione n. 1, 2 e 3.” , nel quale osservavo che nella mia esperienza di progettista non ho mai incontrato, soprattutto a medio e ad alto livello di corrente nominale del quadro (nel caso in esame quadri con InA pari a 630 A e a 1600 A) e per media e alta qualità del costruttore, il caso che lo schema redatto dal costruttore seguisse lo stesso quasi identico format del progettista, compresi gli standard (tipo, grandezza, posizionamento) dei caratteri e altri dettagli.
2) A che titolo il costruttore del quadro riporta negli schemi unifilari in corrispondenza delle barre principali il valore della corrente di cc calcolato dal progettista? Egli dovrebbe indicare la composizione della barratura e le sue caratteristiche di tenuta termica al corto circuito e al suo picco di corrente.
3) A che titolo il costruttore del quadro riporta negli schemi unifilari la lunghezza del circuito di alimentazione del quadro, 8 m, che senza dubbio, come si evince dalla lettura attenta dello schema stesso, rappresenta la lunghezza del collegamento al trasformatore MT/BT?
4) Nel fare il calcolo della Icc nelle condizioni esposte e nel caso di un trasformatore MT/BT da 400 kVA in resina, il fattore di potenza risulta basso e la corrispondente corrente di picco supera i 17 kA. Ciò implica che potrebbero non valere le semplificazioni che la guida di seguito propone. A me sembra che una guida dovrebbe curare anche questo aspetto formale e non semplificare senza precisare le ipotesi di lavoro. Invero si tratta di una situazione fuori standard, che si manifesta ogni volta che un quadro si trova a valle e in prossimità di un trasformatore MT/BT di potenza medio alta. Quanto esposto è descritto nella situazione 2 dell’articolo sopra richiamato e più in dettaglio nel testo dell’articolo pubblicato su EY dal titolo “Osservazioni critiche all’esempio relativo al quadro con InA pari a 630 A presentato nella guida CEI 121-5”.
5) La situazione 3 dell’articolo richiamato all’inizio di queste mie note descrive quello che a me pare un banale errore di collegamento nell’inserzione dell’apparecchio di misura relativo al montante di alimentazione del quadro. In proposito il fatto che mi preme far presente è che sembra non sussistere una revisione efficace del contenuto di questa parte della guida. Una semplice svista su un collegamento elettrico non dovrebbe passare inosservata all’esame che i revisori del documento dovrebbero essere tenuti a fare, a maggior ragione poi se si tratta della nuova edizione di un documento, già in vigore da non pochi anni. Al contrario invece l’errore si ripropone anche nella nuova edizione della guida.
Quanto sopra si riferisce al contenuto dell’Allegato C di CEI 121-5.
Ulteriori esempi per denunciare la mancanza di una revisione efficace, anche editoriale, di alcune parti della guida CEI 121-5 è evidente per altre osservazioni negative che porteremo più avanti nel tempo, se esisnc non si arrende.
Al di là della battuta, ovviamente scherzosa, per la quale fin d'ora mi scuso, mi preme molto chiedere ai colleghi per quale motivo e con quale giustificazione secondo loro la nuova edizione della guida CEI 121-5 ha eliminato la Domanda-Risposta n. 15 (vedasi in proposito il mio articolo dal titolo “Eliminata Domanda-Risposta n. 15)” dal testo della nuova edizione della guida. La guida, che dovrebbe aiutare il progettista nei casi critici, ha eliminato volontariamente l’unico riferimento esistente per superare e risolvere il problema che si presenta nella scelta degli interruttori, con cui equipaggiare quadri elettrici importanti posti a valle e in prossimità di trasformatori MT/BT. Casi definiti fuori standard, ma purtroppo nel contempo anche molto comuni, come si può verificare con lo studio degli Allegati C e D di CEI 121-5.
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