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parallelo trafo

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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[1] parallelo trafo

Messaggioda Foto Utenteroger70 » 8 nov 2009, 11:13

buon giorno a tutti!
non sono un progettista ma solo il "conduttore" di un impianto elettrico piuttosto complesso.
tale impianto elettrico è composto da 4 trafo 15/0.4 kV da 315 kVA cad. posti in parallelo.
il quesito che mi pongo è il seguente: posso assumere come valore complessivo di Icc sulle sbarre BT di arrivo la somma delle quattro Icc "singole" di ogni trafo? o esistono coefficienti di riduzione?
e tale valore è quello corretto per definire la scelta del p.d.i. delle protezioni sul quadro BT?
grazie!
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[2] Re: parallelo trafo

Messaggioda Foto Utenterini » 8 nov 2009, 12:29

posso assumere come valore complessivo di Icc sulle sbarre BT di arrivo la somma delle quattro Icc "singole" di ogni trafo?

Si lo devi fare, altrimenti mi offendi kirchhoff :D

esistono coefficienti di riduzione?

Non ne conosco, gli unici coefficienti di riduzione sono le impedenze longitudinali dei trasformatori, proprio quelle che conosci tu.

PS: un esercizio che fa a caso tuo
http://www.voltimum.it/files/it/others/ ... T2_ita.pdf
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[3] Re: parallelo trafo

Messaggioda Foto Utenteroger70 » 8 nov 2009, 13:10

grazie per la conferma e grazie per il link all'articolo, davvero un'ottima lettura.
ora so con che razza di Icc ho a che fare... anche se spero di non averci mai a che fare!!!
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[4] Re: parallelo trafo

Messaggioda Foto UtenteRenzoDF » 8 nov 2009, 13:19

rini ha scritto:
posso assumere come valore complessivo di Icc sulle sbarre BT di arrivo la somma delle quattro Icc "singole" di ogni trafo?

Si lo devi fare, altrimenti mi offendi kirchhoff :D


con Kirchhoff in alternata bisogna starci comunque attenti e usare la KCL come somma vettoriale :wink:

In questo caso però, viste le condizioni imposte dal parallelo, possiamo sommare le Icc anche come solo modulo.
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[5] Re: parallelo trafo

Messaggioda Foto UtenteEdmondDantes » 8 nov 2009, 13:24

4 trasformatori in parallelo?
Ma che obbrobrio devo sentire... :shock:
Il Conte di Montecristo

Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.

Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
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[6] Re: parallelo trafo

Messaggioda Foto Utenteroger70 » 8 nov 2009, 15:06

EdmondDantes ha scritto:4 trasformatori in parallelo?
Ma che obbrobrio devo sentire... :shock:

infatti...
trattasi di ospedale, ed è stato preferito il criterio del sovradimensionamento garantendo la continuità di esercizio piuttosto che la ragionevolezza...
in ogni caso un trafo (a turno) è gestito unicamente come riserva, l'intero carico della struttura grava sulle restanti tre macchine poste in parallelo quando gli assorbimenti sono elevati (inserzione dei gruppi frigoriferi), su sole due macchine in // quando la stagione non prevede condizionamento.
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[7] Re: parallelo trafo

Messaggioda Foto Utenteroger70 » 8 nov 2009, 18:26

le linee di collegamento trafo-quadro BT sono tutte identiche in termini di lunghezza, sezione e disposizione dei conduttori, le connessioni tramite sbarre sono di identica sezione e lunghezza, gli interruttori quadripolari dal trafo lato BT sono identici, con "buona ragionevolezza" mi azzardo a considerare identiche le impedenze che ne derivano.
i trasformatori (in resina) sono uguali, stesso produttore, stesso lotto, ecc.
è chiaro che ci saranno necessariamente delle differenze, ma tenderei a considerarle ininfluenti nel calcolo pratico.
il Progettista ha ritenuto opportuno considerare i 4 trasformatori come "sempre dentro" ed ha considerato, con buona pace delle procedure, una Icc max sulle sbarre del trafo pari alla somma algebrica delle 4 Icc simmetriche all'arrivo dei cavi BT, 7,5 x 4 per un totale di circa 30 kA, anche considerati i contributi della rete a monte.

per quanto riguarda l'architettura dell'impianto convengo con la Sua affermazione, la concezione dei trasformatori in parallelo appartiene al passato, ma va comunque considerata la problematica della continuità di esercizio per un ospedale: vero è che raramente gli assorbimenti superano il 50% della potenza disponibile, e che con due soli trasformatori inseriti viene coperto il fabbisogno dell'intera struttura facendo lavorare a meno del 70% le macchine, ma in questo modo viene garantita una più che ottima sicurezza: in caso di guasto contemporaneo (sgrat, sgrat, sgrat!) di entrambe le macchine sono in grado di alimentare l'ospedale con le restanti due, senza ricorrere alle unità elettrogene.
per la proprietà della struttura, all'epoca della costruzione della cabina, la priorità era proprio quella della continuità di esercizio più che quella dell'economicità della realizzazione (bei tempi andati...), oltre a prevedere l'ampliamento del blocco ospedaliero.
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