Portate dei Cavi

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[1] Portate dei Cavi

Messaggioda Foto Utenteokidoki05 » 2 dic 2004, 11:10

Buon giorno a tutti..
Le portate dei cavi elettrici ad isolamento elastomerico per posa in aria sono contenute nella Norma CEI-UNEL 35024/1 del 1997.
Nella norma viene descritto il fattore di correzione k2, per più circuiti installati in fascio o strato.
I fattori di correzione sono stati calcolati dalla Norma per fasci costituiti da cavi SIMILI, cioè da cavi con la stessa temperatura massima di esercizio (quindi, per es., solo cavi isolati in XLPE o cavi isolati in PVC) con una variazione della sezione dei conduttori compresa entro tre sezioni adiacenti unificate (es. 10-16-25, 50-70-95, 120-150-185.. e via dicendo).
E fin qui tutto bene (o quasi) quando si tratta di nuove progettazioni.
Ma difronte a un impianto esistente con presenza nelle canaline di fasci di cavi isolati sia in XLPE sia in PVC e con sezioni miste (10mm² insieme a corde da 50 o addirittura 240mm²) come vi comportereste?
Teniamo conto che le temperature dei cavi in esercizio è sempre ben al disotto della temperatura di esercizio.
Non considero neanche di applicare la formula descritta nella norma per fasci di cavi "non simili" (F=1/radq(n) troppo riduttiva) altrimenti dovrei fare sostituire tutte le linee.
Grazie a tutti per le risposte
Maurizio

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Messaggioda Foto Utentem_dalpra » 19 dic 2004, 18:38

Scusami Maurizio, ma do la mia solita risposta polemica.
Le norme CEI non sono obbligatorie, come molti ci volgiono far credere.
Naturalmente tu non centri nulla con questo !!!
E' che questo fatto non trascurabile viene quasi tenuto nascosto.

Tra l'altro le norme non potranno mai riuscire a considerare tutti i casi, che negli impianti sono pressoche' infinite.
Non ti dico nei palazzi storici di Venezia che situazioni quasi paradossali che mi sono capitate !!

Il problema che poni mi sembra complesso, e non mi sembra nemmeno di avere le conoscenze cosi' approfondite di quelle norme che citi, da poterti dare una mano.

Quello che ti posso dire e' che, avvalendoti del fatto che le Norme non sono obbligatorie, puoi applicare i criteri di "Buona tecnica" come richiesto dalla lontana legge 186 del 1968.
Ovvero fai tu le dovute riflessioni, calcoli e deduzioni, e decidi per quell'impianto quali parametri e' meglio utilizzare, per essere in sicurezza ma anche per non rifare tutto l'impianto.

Perche' no, una soluzione potrebbe essere di misurare durante il periodo estivo la temperatura dei cavi con le utenze a regime, magari scopri che comunque non si raggiunge nemmeno lontanamente la temperatura di "cottura" dei cavi.

Il forum e' comunque aperto a tutti i suggerimenti.
Forse qualcuno ha gia' affrontato il tuo problema ed ha trovato una soluzione.

Ciao e auguri di buone feste.
Marco
:wink:
Marco

Quel che ci dà la vera forza per affrontare con piacere la vita è il sentirsi utile agli altri. z.m.

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Messaggioda Foto UtenteMike » 20 dic 2004, 9:20

Concordo con Marco, si dimentica troppo spesso qual è il ruolo del progettista. Il progettista non è il notaio delle norme, non deve applicarle in maniera acritica, bensì in base alla propria esperienza e buon senso (in scienza e coscienza) adottare la soluzione ritenuta più sicura e conveniente in termini di costi/benefici.
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Messaggioda Foto Utenteokidoki05 » 20 dic 2004, 18:01

Grazie per le risposte..
Sono pienamente d'accordo con voi..

Purtroppo, a volte, ci sono persone che se non vedono un riferimento normativo non hanno la voglia di prendersi le responsabilità del caso..

Buon Natale e buon 2005 a tutti

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Messaggioda Foto Utente357gre » 22 dic 2004, 11:49

8) Ciao, Una volta mi è capitato addirittura qualcuno che sosteneva che i cavi in EPR non possono essere legati con fascette in PVC o posati in tubi o canali in PVC. Sicuramente tirare in ballo il buon senso è d'obbligo quando è difficile convincere qulcuno con argomenti matemetici.
Greggio G.


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