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Diminuire giri ad un trifase da 4 kW

Trasformatori, macchine rotanti ed azionamenti

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[11] Re: Diminuire giri ad un trifase da 4 kW

Messaggioda Foto Utenterusi » 15 giu 2010, 14:37

Chiedo scusa, come diceva il mio prof., ho fatto un errore di pippolo: il motore 160 8p B3 da 7,5kW non viene 210 ma 249,9 euro. Mi sembra comunque che il discorso non cambi. Si tratta ovviamente di un motore cinese imortato da ditta italiana, che utilizziamo in azienda già da tempo con soddisfazione.
Ah, se non lo sapete, anche comprando un motore di nota marca italiana, sulla targhetta si trova, al di sotto del famoso nome, la fatidica scritta MADE IN CHINA....
L'ho scoperto quando un mio cliente ha chiesto espressamente quella marca famosa perché non voleva motori fatti in Cina....
:mrgreen:

Certo un riduttore sarebbe l'ideale, ma il costo? Sono pellet, ci sono già parecchie macchine sul mercato, se vuoi vendere le tue fatte in casa devono costare meno di quello che si trova già sul mercato. O no?

Per quanto riguarda la variazione di velocità della coclea, l'affare si complica: un motorino tergicristallo è in continua e devi comandarlo in tensione. Misuri la corrente assorbita dal motore su una fase, con un trasformatore di corrente che in uscita dà segnale proporzionale alla corrente assorbita (meglio uno elettronico con uscita 4-20mA). Qui viene il bello: devi probabilmente autocostruirti un regolatore che all'aumentare del segnale di ingresso (corrente motore) diminuisca la tensione di uscita....
Forse dovresti postare questo argomento nella sezione Elettronica.
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[12] Re: Diminuire giri ad un trifase da 4 kW

Messaggioda Foto Utentemarco64 » 15 giu 2010, 22:28

beh, anche tra i motori "cinesi" (e non tutti sono prodotti in cina...) ci possono essere molte differenze...parola di riavvolgitore... .

Se uno parte dal presupposto che di macchine di quel tipo ce ne sono sul mercato decine e decine di modelli, e deve solo farne una copia che costi meno, credo che abbia già perso in partenza contro chi, di queste macchine, ne produce già a decine, se non a centinaia, con tutte le economie che le grandi produzioni consentono: conviene , al limite, farla fare in cina, che costa sicuramente meno...

Se uno invece vuole fare una macchina, ad esempio, che abbia prestazioni superiori (maggior produzione), magari con un costo in kWh per ogni kg prodotto inferiore, allora c'e' sicuramente spazio per produrre e progettare anche qui da noi... :D

Spesso, proprio perche' il prodotto finale e' "povero", quindi con bassi margini, guadagna chi produce (con e le) macchine migliori: gli altri, nella migliore delle ipotesi, fanno solo girare i soldi...o si scannano nella lotta ai centesimi....

I nonni dicevano: chi piu' spende...meno spende. Erano saggi o fessi?
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[13] Re: Diminuire giri ad un trifase da 4 kW

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 15 giu 2010, 22:40

Stavo pensando che se il problema non e` di potenza media ma di potenza istantanea, forse con un volano si puo` accumulare energia cinetica per passare il picco di richiesta di coppia.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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[14] Re: Diminuire giri ad un trifase da 4 kW

Messaggioda Foto Utenterusi » 16 giu 2010, 13:32

Caro Marco64, anche noi riavvolgiamo, o meglio, riavvolgevamo, perché oramai i costi per riavvolgere un motore sono così alti che conviene comprarselo nuovo. Ovviamente se non si tratta di un motore speciale oppure molto grande.

Ma non condivido (o forse non ho capito) il tuo discorso economico: se i margini sono bassi, guadagna di più chi vende il prodotto a prezzo inferiore perché puoi spiegare le tue ragioni sulla qualità per ore e ore al tuo cliente ma alla fine nel 98% dei casi ti chiederà comunque l'opzione a prezzo minore. Oggi più che mai. Chi vende solo prodotti di fascia alta rimane in una nicchia di mercato per clienti saggi (o facoltosi). Chi vende prodotti di fascia bassa ne vende di più con buona pace di chi compra che, per primo, sa di comprare scarsa qualità.
Ma, come dicevano i miei vecchi, in mancanza del cavallo trotta l'asino. :roll:

Speriamo che il cavallo si riprenda presto...
[-o<
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[15] Re: Diminuire giri ad un trifase da 4 kW

Messaggioda Foto Utentemarco64 » 17 giu 2010, 1:31

Un volano sicuramente potrebbe aiutare, se ci sono dei picchi di coppia, ma credo che in questo caso al problema si possa ovviare con i due inverter che lavorano in coppia: la coclea carica il materiale, in funzione dell'assorbimento di corrente del motore principale. Se la corrente assorbita dal motore principale aumenta (perche' il materiale caricato e' troppo o troppo umido o secco) , la coclea di caricamento rallenta.

Il problema che chi costruisce o vende una macchina si pone e' sempre quello del prezzo, ma non dovrebbe essere cosi', perche' il problema di chi acquista e' (o dovrebbe essere) il costo di gestione e di produzione della macchina.

Un esempio banale con dati a casaccio, tanto per capirsi: se devo stampare delle cassette di plastica (esempio, quelle della frutta...) posso anche risparmiare un 20% nell'acquisto di una pressa magari meno sofisticata e costosa di un'altra, ma se questa ha un consumo di 200 kWh contro i 100kWh di quella piu' costosa a parità di produzione, il mio risparmio deve fare i conti con i 2.400 kWh al giorno che pago in piu', per avere la stessa produzione. Su un prodotto finale povero come quello he ho citato, cio' potrebbe vol dire che, nella migliore delle ipotesi, mi mangio buona parte dell'utile (per poter vendere ai prezzi di mercato). La macchina posso ammortizzarla, come costo, anche in diversi anni, quindi potrebbe essere che quel 20% di APPARENTE risparmio inizale diventi per me un COSTO insostenibile poi.

A dimostrazione di quanto sopra, vendendo io motori elettrici ai clienti utilizzatori finali (e non ai costruttori di macchine) ormai almeno il 70% delle mie vendite e' costituito dai motori Eff.1 - IE2 , che costano mediamente un 30% piu' degli Eff2 (e considera che e' solo da pochi mesi che li ho disponibili e li propongo seriamente) tanto è vero che sto iniziando a smaltire quelli in EFF2 a magazzino, e non li riordinero' piu'.

Marco
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