Progettazione impianti elettrici
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Sicuramente partire da zero non è facile, ma vorrei provarci per progettare piccoli impianti o quadri elettrici, per poter supportare un mio parente installatore che non essendo iscritto a nessun ordine è limitato sulla realizzazione senza progetto di alcuni tipi di apllicazioni. So che non sarà facilissimo, ma da qualche parte bisongerà pur cominciare!! Per questo ero alla ricerca di libri a tema e, magari, di qualche vecchio progetto da prendere come esempio base di progettazione calcolo e verifica...se mi date una mano (come già state facendo) mi fate un enorme piacere...grazie e a buon rendere!
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riccardo1983
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Buongiorno.
Io cercherei: libro qualsiasi di elettrotecnica per ingegneria, manuali di Russo, Piroli, Bellato, e poi i cataloghi e i manuali delle ditte costruttrici, da ABB a Bticino, da Schneider a Gewiss, e cercherei i software annessi e connessi.
Io sono un Ing. Ambiente e Territorio con laurea magistrale (ho fatto 5 anni) e sono iscritto all'ordine nel settore civile ambientale. E sono un libero professionista.
Tra le attività progetto impianti elettrici non complessi, nel settore civile, ma diciamo che in Bassa Tensione fino a 100 kW non mi faccio troppi problemi e non incontro particolari difficoltà.
Nel mio iter universitario ho sostenuto 2 elettrotecniche, 1 impianti tecnici, 2 strumenti di misura e rilevatori, 2 teorie dei sitemi e dei segnali,... insomma ho fatto un percorso ad hoc perché ero patito di chimica e materiali e prove di laboratorio.
Ti dico queste perché il punto non è tanto cominciare a fare il progettista, che comunque ha una sua difficoltà, tu hai la fortuna di avere un elettricista che ti può aiutare e di cui ti fidi.
Il problema è tutto il contorno, cioè: una concorrenza che chiederà sempre la metà di quello che puoi chiedere tu per ovvi motivi, elettricisti che magari non conosci e con i quali devi riuscire a fare gioco di squadra, costruttori che spremono al ribasso e che pagano a mesi se non ad anni di distanza, etc.
Se progetti dovresti aprire forse la P.IVA, sai a cosa vai incontro?
Comunqe, in bocca al lupo per tutto.
Giulio Passarini
Io cercherei: libro qualsiasi di elettrotecnica per ingegneria, manuali di Russo, Piroli, Bellato, e poi i cataloghi e i manuali delle ditte costruttrici, da ABB a Bticino, da Schneider a Gewiss, e cercherei i software annessi e connessi.
Io sono un Ing. Ambiente e Territorio con laurea magistrale (ho fatto 5 anni) e sono iscritto all'ordine nel settore civile ambientale. E sono un libero professionista.
Tra le attività progetto impianti elettrici non complessi, nel settore civile, ma diciamo che in Bassa Tensione fino a 100 kW non mi faccio troppi problemi e non incontro particolari difficoltà.
Nel mio iter universitario ho sostenuto 2 elettrotecniche, 1 impianti tecnici, 2 strumenti di misura e rilevatori, 2 teorie dei sitemi e dei segnali,... insomma ho fatto un percorso ad hoc perché ero patito di chimica e materiali e prove di laboratorio.
Ti dico queste perché il punto non è tanto cominciare a fare il progettista, che comunque ha una sua difficoltà, tu hai la fortuna di avere un elettricista che ti può aiutare e di cui ti fidi.
Il problema è tutto il contorno, cioè: una concorrenza che chiederà sempre la metà di quello che puoi chiedere tu per ovvi motivi, elettricisti che magari non conosci e con i quali devi riuscire a fare gioco di squadra, costruttori che spremono al ribasso e che pagano a mesi se non ad anni di distanza, etc.
Se progetti dovresti aprire forse la P.IVA, sai a cosa vai incontro?
Comunqe, in bocca al lupo per tutto.
Giulio Passarini
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giuliomega
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giuliomega ha scritto:Io sono un Ing. Ambiente e Territorio con laurea magistrale (ho fatto 5 anni) e sono iscritto all'ordine nel settore civile ambientale. E sono un libero professionista.
Tra le attività progetto impianti elettrici non complessi, nel settore civile, ma diciamo che in Bassa Tensione fino a 100 kW non mi faccio troppi problemi e non incontro particolari difficoltà.
Curioso.
Io sapevo che la progettazione di impianti elettrici, per quel che concerne gli ingegneri, era riservata agli iscritti alla sezione industriale dell'albo.
Mah...
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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Infatti non si tratta di impianti industriali.
Il DPR relativo alle competenze stabilisce secondo le indicazioni dell'Ordine che un ing. A & T può progettare impianti ad uso civile.
Questo è confermato da l corso di laurea, nel senso che civili ed edili non affrontano (ai miei tempi era così) impianti , elettrotecnica, strumenti e misure, etc.
Addirittura Civile e Territorio, comporta la capacità, almeno sulla carta di progettare un impianto trattamento acque.... insomma, per capirci un depuratore...
Ovviamente nell'impianto ci devo mettere gli impianti, da cui...
Ora, per passare dalla teoria alla pratica, cioè dal mondo accademico a quello professionale, dico serenamente questo: un impianto civile abitativo da 10 kW (tipo villa) non è che presenti tutta questa semplicità rispetto ad un grosso ristorante con annessa piscina e centro fitness. Che a leggerlo al contrario vuol dire che le difficoltà, in termini ragionevoli di BT, non aumentano linearmente con la potenza (questa è la mia esperienza).
Quindi se ad uno gli mancano le basi di impianti, le difficoltà nel farsi l'impianto di casa sono comunque abnormi quanto fare un mega - impianto.
Aggiungo e concludo: l'importante è non voler strafare in nome del denaro e rischiare di danneggiare se stessi ed il prossimo; non vado a cercare commesse nel settore industriale in quanto riconosco a me stesso i miei limiti, questo per dire che non sono uno che si lancia col paracadute in cose non solo vietate dalla legge (non è questo il caso) e comunque, ragionevolmente, al di fuori della mia portata.
Al tempo stesso, per onestà intellettiva, dico che con un po' di basi e la buona volontà e l'umiltà di dire che si sono un Ing. ma che se seguo una squadra di bravi elettricisti e mi confronto con loro, imparo davvero molto.
Per tornare la caso in questione, mi permetto di sottolineare che nell'ambito della professione di ingegnere, la progettazione e le sue difficoltà sono il 30 - 50 % dell'attività. Il restante, e non è poco, è il cercare clienti, farsi pagare, evitare casini-guai, aggiornarsi, etc, etc. Nel mio post precedente affermavo che è pericoloso pensare di arrotondare facendo il progettista senza sapere che un incarico di progetto non finisce con timbro e firma e consegna dei documenti in comune.
Spero di essermi spiegato nel migliore dei modi, anche se qua e là in maniera un po' confusionaria.
Un saluto e buona giornata e soprattutto buon lavoro.
Giulio Passarini
Il DPR relativo alle competenze stabilisce secondo le indicazioni dell'Ordine che un ing. A & T può progettare impianti ad uso civile.
Questo è confermato da l corso di laurea, nel senso che civili ed edili non affrontano (ai miei tempi era così) impianti , elettrotecnica, strumenti e misure, etc.
Addirittura Civile e Territorio, comporta la capacità, almeno sulla carta di progettare un impianto trattamento acque.... insomma, per capirci un depuratore...
Ovviamente nell'impianto ci devo mettere gli impianti, da cui...
Ora, per passare dalla teoria alla pratica, cioè dal mondo accademico a quello professionale, dico serenamente questo: un impianto civile abitativo da 10 kW (tipo villa) non è che presenti tutta questa semplicità rispetto ad un grosso ristorante con annessa piscina e centro fitness. Che a leggerlo al contrario vuol dire che le difficoltà, in termini ragionevoli di BT, non aumentano linearmente con la potenza (questa è la mia esperienza).
Quindi se ad uno gli mancano le basi di impianti, le difficoltà nel farsi l'impianto di casa sono comunque abnormi quanto fare un mega - impianto.
Aggiungo e concludo: l'importante è non voler strafare in nome del denaro e rischiare di danneggiare se stessi ed il prossimo; non vado a cercare commesse nel settore industriale in quanto riconosco a me stesso i miei limiti, questo per dire che non sono uno che si lancia col paracadute in cose non solo vietate dalla legge (non è questo il caso) e comunque, ragionevolmente, al di fuori della mia portata.
Al tempo stesso, per onestà intellettiva, dico che con un po' di basi e la buona volontà e l'umiltà di dire che si sono un Ing. ma che se seguo una squadra di bravi elettricisti e mi confronto con loro, imparo davvero molto.
Per tornare la caso in questione, mi permetto di sottolineare che nell'ambito della professione di ingegnere, la progettazione e le sue difficoltà sono il 30 - 50 % dell'attività. Il restante, e non è poco, è il cercare clienti, farsi pagare, evitare casini-guai, aggiornarsi, etc, etc. Nel mio post precedente affermavo che è pericoloso pensare di arrotondare facendo il progettista senza sapere che un incarico di progetto non finisce con timbro e firma e consegna dei documenti in comune.
Spero di essermi spiegato nel migliore dei modi, anche se qua e là in maniera un po' confusionaria.
Un saluto e buona giornata e soprattutto buon lavoro.
Giulio Passarini
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giuliomega
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giuliomega ha scritto:Buongiorno.
Io cercherei: libro qualsiasi di elettrotecnica per ingegneria, manuali di Russo, Piroli, Bellato, e poi i cataloghi e i manuali delle ditte costruttrici, da ABB a Bticino, da Schneider a Gewiss, e cercherei i software annessi e connessi.
Innanzitutto grazie per la risposta, molto utile. Per quel che riguarda le guide dei costruttori mi sto già attrezzando, perché sono veramente interessanti. Per quel che riguarda libri di testo ho trovato un paio di libri interessanti: “Manuale di impianti elettrici” di Gaetano Conte (ed. Hoepli) e Progettazione di impianti elettrici in bassa tensione, mi sembra di Porro e Muzzini, che contengono esempi pratici di progettazione. Se conosci qualche altro libro migliore dimmelo pure. Per quanto riguarda la partita IVA, invece, non ne so praticamente nulla al momento!! Se puoi, dimmi subito quel che di più negativo la riguarda!! Grazie ancora.
Riccardo
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riccardo1983
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@giuliomega, facciamo che le difficoltà della libera professione (progettazione, DLL e consulenze) sono solo il 30% e tutto il 70% che non ha nulla a vedere con la libera professione il problema 
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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... si , cercavo di non spaventarlo con le percentuali....
Allora, per quanto riguarda la libera professione, ti direi in sintesi che è qualcosa di simile a "welcome to the jungle" dei guns'n roses.
Dico subito i tre punti peggiori:
1 - E' difficile riscuotere, discretamente. Tasse, tasse, tasse.
2 - Quando torni a casa la sera, i problemi te li porti appresso (scadenze dei lavori, tasse, lettere di avvocati, etc.) se non sviluppi buone capacità di self control e istinto di sopravvivenza e pelo sullo stomaco, in pochi anni deciderai di lasciare stare.
3 - Sei circondato da persone o ditte o clienti che dalla mattina alla sera tenteranno di portare l'acqua al loro mulino in qualunque modo.
Dico i tre punti migliori:
1 - Sei libero nel decidere gli orari di lavoro (nel senso che se ti piace puoi lavorare dal tramonto all'alba).
2 - Non hai un padrone... nel senso che ne hai tanti... nel senso che prima di essere libero di prendere o meno un lavoro devi avere un giro di clienti della madonna (non in senso teologico ma come ordine di grandezza oltre il tera...
)
3 - Non hai limiti teorici di guadagno...
ma non hai nemmeno limiti di
debiti se le cose non vanno bene
Un saluto
Giulio Passarini
Allora, per quanto riguarda la libera professione, ti direi in sintesi che è qualcosa di simile a "welcome to the jungle" dei guns'n roses.
Dico subito i tre punti peggiori:
1 - E' difficile riscuotere, discretamente. Tasse, tasse, tasse.
2 - Quando torni a casa la sera, i problemi te li porti appresso (scadenze dei lavori, tasse, lettere di avvocati, etc.) se non sviluppi buone capacità di self control e istinto di sopravvivenza e pelo sullo stomaco, in pochi anni deciderai di lasciare stare.
3 - Sei circondato da persone o ditte o clienti che dalla mattina alla sera tenteranno di portare l'acqua al loro mulino in qualunque modo.
Dico i tre punti migliori:
1 - Sei libero nel decidere gli orari di lavoro (nel senso che se ti piace puoi lavorare dal tramonto all'alba).
2 - Non hai un padrone... nel senso che ne hai tanti... nel senso che prima di essere libero di prendere o meno un lavoro devi avere un giro di clienti della madonna (non in senso teologico ma come ordine di grandezza oltre il tera...
3 - Non hai limiti teorici di guadagno...
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giuliomega
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E pensare che volevo dare una mano al parente elettricista!! Certo che di controindicazioni ce ne sono diverse! Però vale la pena tentare secondo me, magari iniziando piano dato che comunque già lavoro come dipendente in un’azienda privata! Certo, l’importante è che se faccio qualche progettino, le tasse non siano maggiori dei guadagni sennò è inutile!! C’è questo rischio??
Riccardo
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riccardo1983
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riccardo1983 ha scritto:....C’è questo rischio??
Certo!
Comunque adesso c'è la possibilità di aprire attività semplici con regime fiscale forfettario semplificato, senti un commercialista.
Per concludere, parti dal presupposto che per molti imprenditori l'attività del progettista e DLL, colpa dell'andazzo degli anni passati e di colleghi poco seri, viene vista come un'attività del tutto inutile, burocratica, che serve solamente perché obbligatoria, e quindi, dato che, secondo il loro miope ragionamento, sono tutti soldi buttati al vento tanto vale affidare l'incarico a chi si offre a meno
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Mike
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Come tutti i cavalieri Jedi, anche i progettisti di impianti elettrici possono scegliere la via oscura che porta ad ignorare la CEI 0-2 ed a tradurre in "progetto" un copia/incolla della CEI 64-8 nemmeno ultima versione aggiornata, un unifilare standard che non tiene in conto delle esigenze del committente, una planimetria che prevede 3 piccozze di terra una delle quali inevitabilmente localizzata nel giardino del vicino di casa e forse un computo metrico che prevede 35 prese FM per un importo complessivo non indicato!
Oppure puoi ignorare il lato oscuro e fare le cose con criterio, immedesimandoti nel cliente al fine di fargli le domande giuste per sviluppare un giusto progetto e fornire le indicazioni necessarie e sufficienti affinchè il tuo progetto sia correttamente realizzato.
Oppure puoi ignorare il lato oscuro e fare le cose con criterio, immedesimandoti nel cliente al fine di fargli le domande giuste per sviluppare un giusto progetto e fornire le indicazioni necessarie e sufficienti affinchè il tuo progetto sia correttamente realizzato.
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