andre.rubiu ha scritto:A proposito di questo seminario ti chiederei allora se potessi illustrarci alcune fra le motivazioni che porterebbero a dire che la GD non sarebbe un vantaggio dal punto di vista energetico
Cercherò di rispondere consultando gli appunti, riassumendo i concetti che erano stati spiegati.
La generazione distrbuita non è una novità. Le prime reti pubbliche della Edison, a partire dal 1882, si basavano sulla generazione distribuita (allora non c'era la tecnologia per fare diversamente).
Tante piccole centrali (allora a carbone) per alimentare una rete locale attorno ad essa. Anche Milano aveva la sua piccola centrale Edison, dietro al Duomo (ove oggi sorge il cinema Odeon), per alimentare il centro della città.
E fino a non molti decenni fa, in Italia esistevano ancora tante piccole reti, gestite da fornitori locali e in qualche zona si poteva scegliere fra l'uno o l'altro.
Questo sistema funzionava per piccoli bisogni di energia. Quando i consumi aumentarono e vi fu la necessità di alimentare l'industria, il sistema a generazione distribuita manifestò tutta la sua inefficienza, con la necessità di un continuo incremento dei generatori e delle linee elettriche installate.
Grazie alla corrente alternata fu possibile passare ad un sistema a generazione centralizzata.
Poche centrali, ad elevatissima potenza, molto più efficienti, ed una rete ad alta tensione in grado di trasportare l'energia ad un numero molto ampio di utilizzatori su un vasto territorio.
L'auspicato ritorno alla generazione distribuita è legato alla possibilità di rendere ogni utente un ipotetico "miniproduttore" di energia e a quellan di utilizzare fonti energetiche legate al territorio (alla superficie), altrimenti non utilizzabili (tipicamente il solare). La prima delle due è una motivazione di tipo "politico" o "commerciale", non è né tecnica né energetica.
In realtà si tratta di un sistema misto in cui la generazione è in gran parte centralizzata, e solo in minima parte distribuita (anche se qualche giornalista "ben informato" immagina che con tanti pannelli solari e pale eoliche vicino a casa si potrà fare a meno delle grandi centrali).
Ora, se questa energia autoprodotta, è usata nel medesimo luogo e nel medesimo momento in cui è prodotta, tutto va bene. E' come se l'utilizzatore consumasse meno.
Il fatto è che quando si parla di generazione distribuita, si intende la rete come una sorta di banca, ove l'energia può essere depositata e prelevata a piacimento. Ci pensa la banca, pardon la rete, a gestire il tutto.
Ma la rete elettrica non ha le caratteristiche di una banca!
Come sappiamo l'energia elettrica non si può immagazzinare, se non in minima parte (in futuro, con la diffusione dell'EV, forse qualcosina si potrà mettere da parte ma comunque poco).
Analogamente, l'energia elettrica non si può trasportare a distanza, se non trasformandola ad alta tensione (cosa che pare inefficiente se... si usa le rete al contrario, cioé immettendo la potenza dal lato utente).
Inoltre, segnalavano i problemi già esistenti, di regolazione della tensione, di disturbi immessi in rete (i Germania i differenziali hanno avuto un notevole incremento di scatti intempestivi, e in quel paese dicevano che ne erano esenti), di gestione dei guasti e di garanzia di continuità di servizio....
Ciò che rende il tutto complicato è che la fonte distribuita non è controllabile dalla rete. Non si può chiedere al generatore di immettere più potenza, perché è aumentata la richiesta (i famosi picchi invernali del tardo pomeriggio, e quelli di metà giornata a luglio). Anzi, la rete non può contare sulla fonte distribuita, perché non è garantita e la rete deve essere tale da poter in ogni momento dover fare a meno della fonte distribuita, e quindi supplire con altre risorse.
Con la rete tradizionale, invece, la fonte è garantita e in parte controllabile, mentre l'utilizzatore è aleatorio. Con la fonte distribuita, non solo l'utilizzatore è aleatorio, ma lo diventa anche il generatore!
E' chiaro che la fonte distribuita (e aleatoria) si potrà gestire trasformando la rete in quello che si chiama "rete intelligente" ("smart grid"). Tuttavia è tutto da dimostrare che il gioco vale la candela (tra l'altro, la teoria della smart grid è ancora lontana dall'avere una sistemazione definitiva).
Sarà conveniente solo se saranno verificate le seguenti due condizioni.
La fonte distribuita sarà molto più conveniente di quella centralizzata (conveniente in termini ambientali ed economici) in modo da compensare i suoi svantaggi.
Si consumerà l'energia dove e quando verrà prodotta. Ma questo è un funzionamento "ideale" non "reale".
Tra l'altro uno scenario di "smart grid" comporterà anche cambiamenti della abitudini degli utenti che dovranno diventare un po' meno aleatori e un po' più "smart" anche loro.
Oggi si inizia con la tariffa multioraria, al fine di indurre l'utente a rendere un po' più regolare l'assorbimento globale (e c'è chi protesta!).
Domani si andrà molto oltre. Un display indicherà istante per istante il prezzo dell'energia elettrica tenendo conto della domanda e dell'offerta dell'energia in quell'area e in quel momento.
Si ipotizza un rapporto fino a 5 a 1, fra massimo e minimo. Una vera e propria borsa telematica dell'energia.
E' l'unico metodo per far utilizzare surplus di energia che altrimenti resterebbero inutilizzabili. Sarà interessante sapere cosa ne diranno le associazioni di consumatori!