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Classificazione zone ATEX

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Classificazione zone ATEX

Messaggioda Foto Utentemirkom » 1 nov 2010, 19:13

Dopo un bel weekend festivo passato a studiare e leggermi i vari forum mi rivolgo a voi esperti perché devo fare il progetto elettrico di una lavanderia a gettone con tre asciugatrici a gas di potenza termica 36kW cadauna e non avendo la classificazione del locale vorrei togliermi ogni responsabilità. Nello stesso tempo però vorrei anche imparare qualcosa di più. Essendo passato un anno vi chiedo se quando detto in una vecchia discussione del “mer set 30, 2009” da Mike è ancora valido e di poter confermare la mia allargata interpretazione che, se posso, spiegherò al committente. Ricapitolando: nei luoghi dove sono installati apparecchi a gas secondo DPR 15-11-1996 nr. 61 la valutazione del pericolo di esplosione va ugualmente fatta per la parte distributiva anche se la guida CEI 31-35/A del 05/07 esempio GF-3 indica che NEI LUOGHI dove sono installati apparecchi secondo DPR 661 la valutazione del rischio esplosione va valutata nell’ambito di questo decreto. Decreto che dice solo di seguire le istruzioni del costruttore della macchina (normalmente indicano le aperture di ventilazione e come allacciare la macchina all’impianto gas) ma che non considera la parte distribuzione in cui, nel mio caso, ci sono valvole di sezionamento sul collettore. Inoltre come SE ci considererei anche la giunzione di collegamento alla macchina anche se fatto come da manuale.
La mia vera domanda è: avendo più SE di secondo grado, per essere sicuro che non ci sono zone pericolose, come sorgente di emissione va bene usare quella peggiore o rappresentativa, come credo di aver capito dalla norma, o vanno per forza calcolate tutte e valutata la contamporaneità?
Inoltre come potenza termica devo fare la somma delle trepotenze (108kW), o di una singola (36kW). Non ho capito perché ma il software SP.N Centrali Termiche che me lo chiede, mentre ATE..AS no.
Infine (scusate la lunghezza) per togliermi ogni responsabilità posso sempre usare la “DICHIARAZIONE IN MERITO ALLA DEFINIZIONE DELL’AREA DI INTERVENTO E ALLE CARATTERISTICHE DEI LOCALI” che ho trovato sul forum?

Grazie
Mirko
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[2] Re: Classificazione zone ATEX

Messaggioda Foto UtenteMike » 1 nov 2010, 22:36

mirkom ha scritto:.....cut...
La mia vera domanda è: avendo più SE di secondo grado, per essere sicuro che non ci sono zone pericolose, come sorgente di emissione va bene usare quella peggiore o rappresentativa, come credo di aver capito dalla norma, o vanno per forza calcolate tutte e valutata la contamporaneità?


Esatto, una volta individuate tutte le SE si classifica tenendo conto quelle più rappresentative. Nel caso di SE di 2° grado non devi tenere conto della contemporaneità, invece per quelle di grado 1 e 0 si.

Inoltre come potenza termica devo fare la somma delle trepotenze (108kW), o di una singola (36kW). Non ho capito perché ma il software SP.N Centrali Termiche che me lo chiede, mentre ATE..AS no.


Le potenze vanno sommate per determinare se si rientra nel DM 16 aprile 1996 (>35 kW termici) e si è soggetti al controllo VVF (>116 kW termici). Solo il software della TNE ti richiede la potenza termica perché è stato elaborato specificatamente per le centrali termiche ma ai fini pratici non serve per la classificazione secondo CEI 31-30.

Infine (scusate la lunghezza) per togliermi ogni responsabilità posso sempre usare la “DICHIARAZIONE IN MERITO ALLA DEFINIZIONE DELL’AREA DI INTERVENTO E ALLE CARATTERISTICHE DEI LOCALI” che ho trovato sul forum?

Grazie
Mirko


Non so a cosa ti riferisci, comunque tutto quello che è pubblicato su questo forum è libero se non diversamente specificato.
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[3] Re: Classificazione zone ATEX

Messaggioda Foto Utentemirkom » 2 nov 2010, 0:45

Grazie Mike e grazie a tutto il forum per il lavoro che viene fatto.
mirkom ha scritto:Non so a cosa ti riferisci, comunque tutto quello che è pubblicato su questo forum è libero se non diversamente specificato.
Mirko


Mi interessava sapere se ha sempre valore in caso di controversie o peggio di eventuale esplosione dato che la documentazione non mi viene consegnata. Leggendo su alcuni siti sembra che il progettista non possa non sapere, anche se la classificazione esula dal mio incarico dato che devo fare solo progettazione elettrica.

Ps.. Dato che è un luogo ordinario posso installare il quadro elettrico nello stesso locale a circa 10 metri di distanza senza ulteriori precauzioni di compartimentazione?
Grazie ancora
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[4] Re: Classificazione zone ATEX

Messaggioda Foto UtenteMike » 2 nov 2010, 10:24

mirkom ha scritto:Mi interessava sapere se ha sempre valore in caso di controversie o peggio di eventuale esplosione dato che la documentazione non mi viene consegnata. Leggendo su alcuni siti sembra che il progettista non possa non sapere, anche se la classificazione esula dal mio incarico dato che devo fare solo progettazione elettrica.


Come al solito dipende... Se devo fare l'impianto elettrico di una centrale di riduzione gas metano NON posso NON sapere che è ATEX, così per una falegnameria; viceversa un'attività lavorativa non specifica dove il datore di lavoro mi dichiara che non sono previste lavorazioni o deposito di sostanze in grado di generare ATEX posso/devo crederci. In ogni caso la classificazione ATEX è un dato di progetto e deve essere fornito dalla committenza.

Ps.. Dato che è un luogo ordinario posso installare il quadro elettrico nello stesso locale a circa 10 metri di distanza senza ulteriori precauzioni di compartimentazione?
Grazie ancora
Mirko


La compartimentazione non centra nulla con l'ATEX. La regola di buon senso e comunque la logica della valutazione dei rischi e dei relativi provvedimenti prevede che:
1° - bisogna fare in modo che le sorgenti di emissione siano ridotte al massimo a SE di 2° grado e di estensione limitata, intervenendo anche sul processo, solo se non risulta possibile sono tollerate SE di grado primo e continuo (compito del datore di lavoro).
2° - Classificato le zone e le loro estensioni secondo i criteri di cui al punto 1°, all'interno delle zone pericolose si deve evitare il più possibile di installare sorgenti di innesco, nel caso sia strettamente necessario devono ovviamente essere di categoria idonea.


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[5] Re: Classificazione zone ATEX

Messaggioda Foto Utentegiuliomega » 2 nov 2010, 15:23

Un piccolo contributo...

... ma il Documento di Valutazione dei Rischi esiste?

... se si, cosa dice in merito alla valutazione del rischio derivante dalla possibile formazione di atmosfere potenzialmente esplosive?

... se no, come si è giunti a tale esclusione?

Aggiungo per completezza le norme che personalmente utilizzo di solito.

- EN 60079-10 (CEI 31-30) “Classificazione dei luoghi pericolosi” e successive modificazioni.
- EN 61241-10 (CEI 31-66) “Classificazione delle aree dove sono o possono essere presenti polveri
combustibili” e successive modificazioni.
e le relative guide:
- CEI 31-35 e CEI 31-56 “
e per l’analisi dei pericoli, valutazione dei rischi e misure di prevenzione e protezione, alla norma:
- EN 1127-1”Atmosfere esplosive. Prevenzione dell’esplosione e protezione contro l’esplosione. Parte 1:
Concetti fondamentali e metodologia”.

Buon lavoro.

Giulio Passarini
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[6] Re: Classificazione zone ATEX

Messaggioda Foto Utentemirkom » 2 nov 2010, 17:32

La compartimentazione non centra nulla con l'ATEX.

Già ormai sono entrato nella confusione più totale. Mi riferivo al DM 12/04/96 e dato che continuo a considerarla una centrale termica, al titolo 4.2 del DM trovo "I locali devono essere destinati esclusivamente agli impianti termici". Mi sembra un gran macello.

... ma il Documento di Valutazione dei Rischi esiste?

... se si, cosa dice in merito alla valutazione del rischio derivante dalla possibile formazione di atmosfere potenzialmente esplosive?

... se no, come si è giunti a tale esclusione?

Per ora non sono riuscito ad avere documentazione in merito. Per questo non mi sento tranquillo. E la conclusione è giunta da dichiarazione del committente. Adesso mi sorge anche il dubbio che probabilmente, non essendo un luogo di lavoro con dipendenti o equiparati, non rientra nell'81/08.
Grazie per le norme, l'ultima mi era completamente sconosciuta [-o<

Mirko
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