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Messa a Terra e Masse

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[11] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 nov 2010, 23:21

FaseNeutro ha scritto:Forse ci sono.


Allora.

Al piano terreno l'impianto idrico è messo a terra.
O perché è collegato equipotenzialmente al dispersore, oppure perché esso stesso è usato come dispersore.

Al terzo piano ci sta una lavatrice, la cui carcassa è collegata a terra tramite il cavo giallo verde.
In caso di guasto la corrente si scarica a terra tramite il cavo giallo verde.
Questa corrente, finché non scatta la protezione, fa sì che la carcassa della lavatrice assuma una tensione compresa fra 230 V (quella se ci sarebbe se non fosse collegata a terra), e 0 V, quella che ci sarebbe se non ci fosse il guasto.
Ebbene il rischio è che se una persona tocca assieme la carcassa della lavatrice e il tubo, che è lo stesso collegato a terra ma non è percorso da corrente quindi se ne sta a 0 V, si prende una scossa.

Problema che si risolve con i collegamenti equipotenziali.

Ovviamente i collegamenti equipotenziali sono molto più importanti nel sistema TN ove le correnti di guasto sono molto maggiori.
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[12] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto UtenteMICHELEISOLDA » 21 nov 2010, 3:42

[color=#FF4000]E' vietato usare la tubazione del Gas come dispersore/conduttore di terra in quanto ciò potrebbe innescare un'esplosione?

Esempio: Abbiamo un condominio, nel punto in cui entrano le tubature del Gas e dell'acqua nello stabile, si collegano entrambe le tubature al nodo equipotenziale più vicino dell'impianto di terra del condominio, giusto?
[/color]



chi installa impianti di gas deve montare appena dopo l'uscita del contatore un giunto dielettrico per fare in modo che le tubazioni interne all'appartamento non devono comunicare elettricamente con le tubazioni degli altri appartamenti. praticamente non deve essere il tubo del gas ad effettuare il collegamento equipotenziale con gli altri appartamenti ma lo deve essere un filo elettrico
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[13] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto UtenteFaseNeutro » 21 nov 2010, 19:30

EDIT ADMIN: Non si quota tutto...... :(
6367 ha scritto:[..]Problema che si risolve con i collegamenti equipotenziali.


In sostanza la tubazione del bagno che può essere toccata, al momento del guasto prima che intervenga il differenziale, deve avere lo stesso potenziale della carcassa della lavatrice sotto tensione?
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[14] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto Utente6367 » 21 nov 2010, 19:39

Sì.
Tieni conto che se tocchi una massa a 230 V i rischi ci sono, eccome.
Ma sono mitigati se tocchi solo quella: la corrente si richiude verso terra tramite il pavimento, che non è molto conduttivo di solito. Se invece assieme tocchi una massa estranea come il tubo dell'acqua rischi molto di più.
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[15] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto UtenteFaseNeutro » 21 nov 2010, 20:19

Una cosa non mi torna..
Nell'arco di tempo durante il quale non interviene il differenziale, la corrente di guasto verso terra della carcassa della lavatrice, non manda in tensione ugualmente il tubo dell'acqua del nostro bagno in quanto collegato comunque al nodo equipotenziale al pian terreno?
Non dovrebbe avere lo stesso potenziale?
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[16] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto UtenteFaseNeutro » 22 nov 2010, 20:34

Ho detto una grossa cacchiata?
:D

La corrente quando arriva al pian terreno va al dispersore, le altre masse non vanno in tensione..
O almeno spero sia così..
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[17] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto UtenteFaseNeutro » 25 nov 2010, 20:37

Nessuno di buona volontà mi aiuta a chiarire questo dubbio?
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[18] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto Utenteadmin » 25 nov 2010, 21:17

6367 ti ha già spiegato tutto.
La corrente di guasto della lavatrice si disperde a terra attraverso il PE. La lavatrice assume una tensione rispetto a terra che è inferiore a 230 V: di quanto dipende dalla reistenza di terra R_E. Se I_E è la corrente, tale tensione vale U_E=R_E \cdot I_E. Se tu tocchi la lavatrice e qualcosa che ha il potenziale di terra, che asumiamo pari a zero, al tuo corpo è applicata la tensione tutta U_E che porebbe anche essere di 230 V, ma che è già pericolsa, se supera 50 V. Questo capita se la cosa che stai toccando eè ala tubazione idrica non collegata all'impianto di terra cui è collegata la lavatrice.
Se esegui il collegamento equipotenziale, cioè se colleghi la tubazione all'impianto di terra della lavatrice, collegamento che si chiama equipotenziale, la tubazione assume lo stesso potenziale della lavatrice. Al tuo corpo allora è applicata la differenza tra la tensione della lavatrice rispetto a terra e la tubazione. Essendo equipotenziali, che significa che hanno lo stesso potenziale, la tensione applicata al tuo corpo è nulla e tu non corri alcun pericolo.
Equipotenziale non è un aggettivo che si uua così, tanto per usarne uno, ma ha un significato preciso che è quello che ho evidenziato in grassetto più volte ravvicinate (una tecnica usata dai pubblicitari per imprimere nella testa qualcosa ;-) ), ed è sinonimo di sicurezza.
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[19] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto UtenteFaseNeutro » 25 nov 2010, 23:00

Si questo l'ho capito.

Era un'altra la cosa che non mi era chiara.
La Corrente di guasto attraverso il Pe arriva sulla montante di terra del mio condominio fino ad arrivare al pian terreno dove c'è il dispersore.
Quando questa corrente arriva giù, va solo sul dispersore o anche sulle masse estranee collegate al nodo equipotenziale principale?
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[20] Re: Messa a Terra e Masse

Messaggioda Foto Utente6367 » 25 nov 2010, 23:11

6367 ti ha già spiegato tutto


;-) Be'.... quasi tutto!


La corrente quando arriva al pian terreno va al dispersore, le altre masse non vanno in tensione..


Sì, finché non interviene l'interruttore differenziale, circola la corrente di guasto I_E che, come ti ha spiegato Admin, porta l'impianto di terra ad una tensione U_E=I_E \cdot R_E. Il problema è calcolare la corrente I_E che non è certo la corrente differenziale di intervento dell'interruttore (che non è ancora intervenuto). Per calcolarla, oltre alla resistenza dell'impianto di terra R_E, bisogna conoscere anche la resistenza di terra del neutro in cabina R_N. Non si sa (anche se con la prossima emissione delle "Regole di Connessione" da parte del CEI si fisserà un valore massimo per essa).

Ma, se l'interruttore scatta, ciò non è un pericolo. I famosi 50 V, sono il limite convenzionale per un contatto prolungato, per brevi durate, per contatti di breve durata si hanno valori di tensione maggiori.

Infatti, i valori massimi di interruzione del guasto per la protezione dai contatti indiretti previsti dalla norma, sono stati scelti in modo tale da non creare pericolo per un contatto proprio con i 230 V che è la massima tensione che si potrebbe avere sulle masse fin quando non interviene l'interruttore differenziale. La maggior criticità, però, è quando la persona tocca una massa a 230 V e contemporaneamente tocca una "buona" terra separata da quella a cui sono collegate le masse (es tubo del'acqua). In questo caso, quei 230 V, sono molto più pericolosi del caso in cui la persona è in contatto solo con una terra "non buona", come un comune pavimento. Da qui la necessità di equipotenzializzare tutto ciò che si può toccare ed è messo a terra.
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