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BrunoValente » 9 giu 2007, 13:11
Io sono molto contrario alle centrali nucleari.
Lo so che le attuali tecnologie le hanno rese super sicure, che molti dei nostri vicini producono elettricità facendone largo uso e via discorrendo. I motivi che mi fanno essere contrario sono ben altri.
1) Ecosistema
Bisogna anzitutto considerare una questione di carattere generale: la "fisica" del nostro pianeta non prevede e non ha previsto mai reazioni nucleari in nessuno dei processi naturali che avvengono e sono avvenuti già da molte centinaia di milioni di anni prima che nascesse la vita "Chi se ne importa" diranno in molti. Io credo che dovremmo invece rifletterci un attimo: se a fatica una centrale tradizionale rientra comunque in un eco-ciclo quella nucleare non ci rientra per niente. In ultima analisi il dramma delle scorie (perché di dramma si tratta) è il risultato di questo; non è vero che una centrale nucleare non inquina, se tutta l'energia che consumiamo oggi fosse prodotta da centrali nucleari il tasso di inquinamento sarebbe insopportabile. Ciò che ci fa credere che non inquina è che tutto l'inquinamento prodotto è ben concentrato nelle scorie o negli incidenti che sono rari ma, mentre per le scorie delle centrali tradizionali possiamo in qualche modo permetterci il lusso di riversarle nell'ambiente perché l'ambiente stesso è "attrezzato", anche se a fatica, a "digerirle", con quelle radioattive non c'è speranza: devono essere per sempre tenute isolate dall'ambiente!
2) Le scorie
Come sembra facile a molti! "le mettiamo in un posto lontano lontano... le teniamo ben chiuse...le controlliamo per bene...”. Le scorie resteranno pericolose per migliaia di anni quindi, per un tempo così lungo, dovremmo custodirle e sorvegliarle. Durante un periodo di tempo così lungo potranno verificarsi terremoti, alluvioni, infiltrazioni con le falde idriche, guerre... come si può pensare sia possibile essere così lungimiranti nel trovare il sito giusto? Chi sostiene simili sciocchezze o non è abituato a guardare più in la del proprio naso o appartiene alla categoria del "chi se ne frega di quelli che vengono dopo".
Si sono paragonati gli effetti del fumo prodotto dalle centrali a carbone con gli effetti prodotti delle scorie radioattive sostenendo che i primi sono più pericolosi! Ma, dico io, esistono dei sistemi tecnologici molto più semplici e gestibili per eliminare il fumo dalle centrali a carbone che per eliminare gli effetti nocivi delle scorie da qui a migliaia di anni. Forse il punto è che chi gestisce le centrali a carbone non sempre si attiene alle norme per evitare che sia emesso fumo e allora chiedo: cosa fa credere che da qui a qualche migliaio di anni chi dovrà gestire le scorie radioattive si atterrà alle norme? Chi ha visto la trasmissione di Report su quest’argomento, si sarà fatto un’idea di come, da decenni in Italia, si stanno gestendo quelle poche scorie prodotte nel periodo in cui le centrali nucleari sono state attive: scorie accumulate con disordine in contenitori fatiscenti maltenuti e giacenti in immensi magazzini con infiltrazioni d'acqua e prossimi al collasso. Siamo informati di come siamo ridotti in Italia con i rifiuti? Ci sono intere città sommerse dalle buste della spazzatura e cosa ci fa pensare che in uno Stato dove non si riescono a gestire le buste della spazzatura si potranno gestire scorie radioattive? Non è colpa di questo o quel governo, è colpa di tutti perché tutti hanno partecipato: i migliori si sono girati dall'altra parte, i peggiori hanno fatto affari insieme alla camorra. Cosa può farci sperare, visti i precedenti, che il governo di domani o quello di dopodomani sarà in grado istantaneamente di cambiare così radicalmente. Gli altri paesi che hanno le centrali nucleari come fanno? La risposta è semplice: molti di loro hanno l'Africa o la Siberia o altri posti dove la gente che ci abita non è sufficientemente organizzata per opporsi o per rendersene conto. Secondo voi va bene così?
3) I costi
La centrale nucleare conviene. E' vero e non è vero: mi risulta che conviene solo quando, collateralmente alla produzione di elettricità da parte di uno stato, i militari svolgono altre attività volte alla costruzione d’armi nucleari e si possono così sfruttarne le sinergie; mi pare che, in questi casi, si possono utilizzare, come combustibile per le centrali, alcuni sottoprodotti dell'attività militare, altrimenti non conviene.
4) Le alternative
Fino a quando non si avrà nel mirino l’interesse dell’intera collettività (non dell’Italia, non dell’Europa, ma dell’intero pianeta) le soluzioni saranno parziali: si favorirà l’uno a scapito dell’altro. Prima di pensare ottusamente al sistema più conveniente (per pochi) per produrre energia, dovremmo chiederci come mai ce ne serve tanta, come mai questo nostro modo di progredire sembra essere strettamente connesso con un fabbisogno energetico crescente. Ci si dovrebbe chiedere se non vi fosse un altro modo per progredire ugualmente, ma con un consumo energetico che si mantenga costante. Ci si dovrebbe chiedere anzitutto cosa significa progredire.
Se il fabbisogno energetico continuasse ad incrementare indefinitamente con la tendenza attuale, si arriverebbe in qualche centinaio d’anni all’estinzione o peggio alla distruzione della vita sul nostro pianeta e questo indipendentemente dal metodo utilizzato per produrre l’energia.
La vera alternativa è proprio questa: smetterla con la produzione indiscriminata di energia, produrla per quanto si può con fonti rinnovabili attraverso politiche volte al bene della collettività e non a favorire l’imprenditore o l’impresario di turno. Ridurre gli sprechi: gran parte dell’aumento del fabbisogno energetico legato al progresso è dovuto al fatto che col progresso aumentano gli sprechi e che aumentano in modo smisurato i beni inutili.
Noi siamo come dei pesci in un acquario che con le loro attività hanno prodotto una falla sul fondo da cui l’acqua si perde. Purtroppo quei pesci non possono fare a meno di continuare con le loro attività aumentando sempre più la falla e quindi tutti s’industriano ottusamente in un modo o nell’altro per approvvigionare sempre più l’acqua e nessuno pensa a tappare la falla perché a tutti sembra normale che vi sia e che si allarghi progressivamente.
“Ma poi, senza centrali nucleari, non siamo più competitivi con gli altri” Balla colossale: forse corrisponderebbe di più al vero dire “ Noi industriali produttori d’energia elettrica senza centrali nucleari, non siamo più competitivi con gli altri” Noi gente di tutti i tipi, invece, abbiamo mille opportunità per essere lo stesso competitivi con gli altri e ben venga un costo più alto dell’energia se in cambio possiamo vivere progredendo in un ambiente più sano magari con qualche cellulare o qualche altra cianfrusaglia in meno.
5) Conclusioni
Lo so che le mie sono questioni di principio che possono sembrare lontane dai problemi d’oggi o di domani ma sono convinto che mai come per un argomento come questo bisogna sforzarsi di guardare più in là del proprio orticello e più in là di dopodomani.
Quindi NO AL NUCLEARE.